Una docente delle paritarie scrive a Paolo latella, raccontando la sua terribile esperienza…

Buon giorno Sig. Paolo,
sono Francesca (nome di fantasia), l’insegnante di Viterbo che l’ha contattata ieri sera.
Cerco di riassumerle brevemente i fatti.
Cinque anni fa, dopo esperienze poco felici come insegnante in scuole paritarie decisi, con un socio, di aprire una piccola scuola di recupero. Lo scorso anno il mio socio, iniziò a prendere contatti con il proprietario di un paritario, per entrare in società. Accordi presi principalmente tra di loro ed a mia insaputa.
Io inizialmente ero scettica, poi mi convinsero con il pretesto che non avremmo avuto futuro, ed entrammo nella società al 50%.
Nel paritario io ricoprivo anche il ruolo di insegnante di economia aziendale.
Già da ottobre però iniziarono verso di me degli atteggiamenti vessatori e persecutori, da parte della preside e del vecchio proprietario, reiterati nel tempo con cadenze anche giornaliere,( che mi hanno indotto successivamente a sporgere denuncia querela alla procura della repubblica contro di loro) che oltre a provocarmi un fortissimo stato d’ansia e paura, farmi perdere totalmente la mia autostima e serenità, mi costringevano anche a cambiare abitudini di vita.
Inizialmente non immaginavo quale potesse essere la causa di tali vessazioni da me subite, anche perchè si trattava di episodi di per sè di poco rilievo nella loro individualità (scenate, male parole e l’immancabile ” come ti permetti di fare . . . . o di dire. . . . o se uno dei miei ragazzi stava fuori, o se usciva prima dell’orario).In pratica subivo quotifianamente riprese continue sul mio operato.
(Senza dimenticare che in questo clima, ad un ragazzo sono state messe le mani addosso sia dalla preside che dall’amministratore ! ! ! !.)
Dopo mesi di questi fatti e con un clima sempre più pesante ed ostile sono finalmente usciti allo scoperto, chiedendo le mie dimissioni, che io ho chiaramente rifiutato di dare.
Successivamente c’è stata un’escalation di accadimenti, due chiamate al 113 da parte mia, la prima x sottrazione del mio cellullare e la seconda x aggressione alla mia persona ed alla mia macchina (il 12 febbraio us)
Il giorno dopo l’aggressione mi hanno mandato lettera di licenziamento con decorso immediato.
Successivamente dopo circa 10 gg. hanno suonato il campanello di casa mia alle 3,10 di notte, allarmandomi, ( non sono riuscita a vedere chi fosse) ed al mattino ho trovato la fiancata destra della mia macchina fatta completamente a strisce, presumibilmente con un chiodo.
Ora con continue minacce e pressioni da parte del mio vecchio socio, mi stanno pressando per farmi fare uno scambio di quote, ossia cedere le quote del paritario in cambio delle sue quota nella scuola di recupero, che ora è inattiva, visto che tutti i ragazzi li hanno presi loro e risultano iscritti al paritario.

Questa è la descrizione, fatta in maniera molto sintetica, dei fatti principali degli ultimi mesi.
Le irregolarità di questa scuola paritaria di Viterbo di cui io sono a conoscenza sono:

*modifiche strutturali all’edificio, dopo l’ispezione della ASL.
*90% del corpo docente senza abilitazione.
*preside e donna delle pulizie pagate in nero, ossia senza busta paga.
* nomi dei ragazzi risultanti dai registri di classe, non coincidenti con gli effettivi in classe.
*amministratore della società che gestisce questa scuola, socio di scuola di recupero, che a sua volta è socia del paritario.
*pagamenti e rid mensili sul conto della società che gestisce l’istituto paritario ( riferibili a macchine e moto di uso esclusivo del vecchio proprietario) per cui a favore di persona, ufficialmente esterna alla scuola.

In attesa di un suo riscontro,
invio cordiali saluti