Scuole senza dirigenti, intervenga il governo Pippo Frisone (da ScuolaOggi)

 

18/07/2013

 

 

ScuolaOggi

In questi giorni sono stati resi noti i dati riguardanti gli organici dei Dirigenti Scolastici.

I dati risultano ancor più allarmanti se legati al contenzioso ancora aperto sui concorsi del 2011.

In Lombardia che ha il più alto numero di istituzioni scolastiche, il CdS ha parzialmente annullato il concorso che deve ripartire dalla correzione dei mille eleborati. Un altro anno sprecato!

Altra grande regione in bilico è la Campania. Qui il Cds non si è ancora pronunciato.

E ancora, il Molise rinviato a ottobre e la Toscana, i cui esiti si conosceranno a novembre.

Nonostante il recente dimensionamento delle unità scolastiche che le ha ridotte a 8.636, di cui ancora 589 sottodimensionate, i posti vacanti privi di dirigenti a livello nazionale all’1.9.13 risultano 1.124.

La Lombardia è la regione che registra i dati più preoccupanti. Qui, dopo una cura da cavallo imposta dalla regione, le istituzioni scolastiche si sono ridotte a 1.151 di cui 33 sottodimensionate e 20 CPIA.

Nelle 1.118 scuole normodimensionate rimangono in servizio 726 dirigenti scolastici, di cui 49 trattenuti in servizio a riequilibrare i 49 pensionamenti. I posti in organico in Lombardia che restano vacanti al 1.9.13 sono 392 di cui 355 sono quelli messi a concorso.

A questi posti vanno aggiunti 33 delle scuole sottodimensionate nonché le disponibilità annuali che deriveranno da comandi, distacchi, aspettative, estero ecc…che porteranno l’emergenza a ben oltre i 400 posti! Una vera e propria emergenza, non solo in Lombardia ma a livello nazionale, risultando 1.124 le scoperture dei posti al 1.9.13 , cui vanno aggiunti 589 posti dalle scuole sottodimensionate e le ulteriori disponibilità annuali!

Ora far partire per il terzo anno consecutivo quasi 2 mila istituzioni scolastiche senza una dirigenza autonoma, non può non interrogare il governo, chiamato non solo a risolvere i problemi dei concorsi e del reclutamento dei dirigenti ma anche a garantire un regolare funzionamento di tutte le istituzioni scolastiche. L’istituto della reggenza per scuole oramai dimensionate e complesse, con almeno mille alunni e circa duecento dipendenti, non può essere, ancora una volta, l’unica risposta che dà l’Amministrazione a quella che è diventata una vera e propria emergenza nazionale.

La reggenza può andar bene per brevi periodi ma non per un intero anno scolastico! I risultati del disagio e delle difficoltà in cui vivono le scuole in reggenza , infatti , sono sotto gli occhi di tutti, nonostante i salti mortali che i dirigenti scolastici sono costretti a fare.

Le scuole devono tornare a funzionare regolarmente. Basta con le reggenze annuali e le dirigenze precarie! Il Governo faccia ripartire i concorsi , riapra con un provvedimento d’emergenza, magari limitato a un anno, gli incarichi di presidenza oppure dia al Direttore regionale la facoltà di affidare l’incarico ( fiduciario ) al personale docente, risultato idoneo nei concorsi bloccati. Estrema ratio, ridia l’esonero totale ai docenti vicari.

Una cosa è certa. Se si lasceranno ancora le cose come stanno, le scuole e non solo quelle in reggenza, rischiano di abbassare ulteriormente il livello di qualità dell’istruzione e del diritto allo studio, già fortemente compromesso dai tagli. Si è detto che la ripresa deve ripartire anche e soprattutto dalla scuola e dalla formazione.

E’ giunta l’ora di passare dalle parole ai fatti.