Un’interessante sentenza del Tribunale di Ferrara…

«I compensi per le funzioni di collaborazione con il dirigente scolastico non sono cumulabili con quelli previsti per la realizzazione e la gestione dell’offerta formativa». É quanto si legge in una sentenza emanata dal Tribunale di Ferrara (r.g. 366/2013). Il caso riguardava una docente che, dopo avere svolto l’incarico di collaborazione aveva chiesto che le venissero liquidati oltre 9mila euro di spettanze retributive. E siccome l’amministrazione non aveva provveduto, aveva esperito l’azione giudiziale, ottenendo dal giudice l’emanazione di un decreto ingiuntivo. Un caso di interesse generale. L’amministrazione aveva presentato opposizione, facendo presente che la docente era già stata retribuita con circa 10mila euro a titolo di «miglioramento offerta formativa». E la somma avrebbe dovuto essere ritenuta comprensiva anche delle mansioni svolte come collaboratrice del dirigente. Tesi, questa, che è stata accolta dal giudice del lavoro, che ha anche condannato la docente al pagamento di 1550 euro di spese legali più Iva e cassa per gli avvocati.
La decisione è stata motivata dal magistrato in primo luogo con il fatto che l’indennità di mansioni superiori non esiste più. Quindi gli emolumenti dovuti per la sostituzione del dirigente vanno individuati nel compenso accessorio da attingere dal fondo di istituto. Poi, anche e soprattutto, tenendo conto del fatto che la retribuzione così ottenuta non è cumulabile con altri compensi previsti per la realizzazione e la gestione dell’offerta formativa. La pronuncia del Tribunale di Ferrara pone in luce un punto debole della normativa che regola i compensi dei docenti collaboratori. Questi ultimi, infatti, svolgono parte del lavoro del dirigente scolastico, ma vengono retribuiti con fondi destinati allo straordinario dei docenti. Straordinario che è finalizzato, per definizione, al miglioramento dell’offerta formativa.Non certo all’organizzazione del servizio.

CARLO FORTE da ITALIAOGGI