Articolo inviato alla nostra redazione da una giovane laureata disoccupata…

 

 

 

 

 


Ci siamo. Eccoci qua. Come ormai accade da qualche anno, anche oggi, 27 Gennaio 2010, ricorre il GIORNO DELLA MEMORIA DELLA SHOAH. E così, puntualmente, la storia si ripete. Internet si affollerà di messaggi di solidarietà, fotografie in bianco e nero e parole mielate mal celate dal senso del dovere; le tv bombarderanno gli ascoltatori con talkshow e documentari e nelle scuole ” Shinderlist” farà da padrone. Fin qui tutto normale. O meglio, da copione. Se non fosse che, mentre ci affrettiamo a ricordare gli errori del passato per condannarli altri “orrori” razziali proliferano nel nostro paese e nel nostro continente: il caso di Rosarno in Calabria e la condanna del burka da parte della laica Francia tra i più recenti. Nessun passo avanti, dunque…cambiano le modalità , se vogliamo, ma la paura nei confronti dello straniero è identica. Ma non è quest’ultima che condanno, la cui denuncia, anche se a singhiozzi, per fortuna non si arresta mai, quanto invece la maschera di buonismo che a forza vogliamo indossare in giorni come questi. E’ ridicolo e patetico. a mio avviso, addolorarsi per azioni che continuiamo testardamente a commettere…togliamo la polvere dalla superficie ma sotto lo sporco rimane; digrigniamo i denti ripensando all’olocausto ma ci scagliamo contro i barconi pieni di immigrati che approdano sulle nostre rive. Allora mi chiedo: qual è il senso? Espiare le colpe vuol dire migliorarsi! Guai, dunque, a chi oggi poggerà corone di fiori all’ingresso dei lager o commemorerà continuando a ostentare diffidenza nei confronti del “diverso”…che si tolga quella faccia pietosa e fintamente affranta solo perchè questo giorno lo PRETENDE…perchè non è vero, non è vero nulla…questo giorno PRETENDE solo riflessione. Ricordare è doveroso, per carità, ma E’ SOPRATTUTTO IL PRESENTE CHE NON DEVE ESSERE DIMENTICATO! Valentina Fiume