altAnche a me è simpatico Totò e la scena della dettatura a Peppino ma nessuno dei due attori rappresentava situazioni a rischio di burnout. Dal titolo scelto dalla Redazione si può intendere che la valutazione abbia validità preventiva o di diagnosi precoce per la pazzia! Confermo che, a mio giudizio, conviene invece lasciare queste incombenze alla medicina e all’iniziativa individuale e spontanea dei docenti.



 

Siano i docenti a decidere e i medici a diagnosticare (ulteriore replica a ilsussidiario.net)

di Vincenzo Pascuzzi

Gentile Anna Di Gennaro,

anch’io la ringrazio per la Sua risposta (*) relativamente ad un aspetto importante. Anche a me è simpatico Totò e la scena della dettatura a Peppino ma nessuno dei due attori rappresentava situazioni a rischio di burnout. Dal titolo scelto dalla Redazione si può intendere che la valutazione abbia validità preventiva o di diagnosi precoce per la pazzia! Confermo che, a mio giudizio, conviene invece lasciare queste incombenze alla medicina e all’iniziativa individuale e spontanea dei docenti. Nel suo articolo si parla esplicitamente di “verifica dell’operato” e di “valutazione della performance” effettuate presumibilmente da parte del Miur e magari con modalità obbligatoria.

Da due anni la scuola e interessata (e stravolta) da provvedimenti calati dall’alto (le c.d. riforme Gelmini) che comportano massicce riduzioni di personale docente e ata. Provvedimenti non già mirati a obiettivi didattici chiari, condivisi e poi verificabili ma a drastiche e repentine riduzioni di spese (imposte dal Mef) che ne peggioreranno sicuramente la qualità. Da qui la diffidenza dei docenti, e dei precari in particolare, nei confronti di ulteriori valutazioni da parte Miur (dopo lauree, abilitazioni, masters, specializzazioni, tirocini, pluriennali esperienze sul campo).

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(*) RISPOSTA:

Innanzitutto la ringrazio per aver espresso pubblicamente il Suo commento che contiene spunti interessanti di seria riflessione per tutti i lettori. In secondo luogo le segnalo che il titolo e l’occhiello è stato liberamente scelto dalla Redazione. Tuttavia non mi è affatto dispiaciuta la scelta, corredata dalla nota scena filmica di Totò alle prese con la dettatura di un improbabile testo. Ma la questione è davvero seria e la ferita ben più profonda di quanto le istituzioni siano in grado di cogliere considerato altresì che la Prevenzione e gestione dello Stress Lavoro-Correlato nella Scuola (ai sensi dei D. Lgs. 81/2008 e 106/09) pare non essere presa minimamente in considerazione dai datori di lavoro: i dirigenti scolastici attualmente privi di info/formazione adeguata. La conseguenza è il dilagare del disagio mentale di origine professionale di cui può leggere più ampiamente qui http://www.burnout.blogscuola.it/. Libero di interpretare come crede il mio articolo, che è ben lungi da proporre “ricette”! Da nessuna parte ho scritto di terapie, ma ipotizzato un possibile metodo di affronto che tenga conto della peculiarità della delicata questione docente cui rendere la dignità che le spetta… prima che sia troppo tardi.

Cordialmente.

Anna Di Gennaro

http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2010/3/28/SCUOLA-Ecco-perche-valutare-i-prof-li-aiuta-a-non-diventare-matti-/75582/