Domanda del momento: ma chi ha partecipato, in Sicilia, all’ultimo concorso dirigenti di cui, solo qualche giorno fa, dopo un lungo anno di attesa, sono stati pubblicati i risultati? Una schiera di asinelli, verrebbe da rispondere; o forse una caterva di scelerati, tanto per citare Guicciardini…di Silvana La Porta

Signori miei, 711 bocciati su 971, son cifre. E c’è di più: su 260 ammessi…udite, udite, circa 200 (in lettere duecento) hanno superato le due prove con 21/30, il minimo. Insomma tutta gente mediocre, quando non incompetente, questa che si cimenta con la dirigenza. Non sa scrivere e/o scrive bestialità. O copia un pezzo qua e un pezzo là.

Fanno pensare questi risultati. E soprattutto tanto rigore. O meglio l’ostentazione del rigore. Da quando è iniziato il concorso, è stato tutto un tenace ostentare. La Sicilia, meraviglia delle meraviglie, è stata l’unica regione in Italia a pubblicare il punteggio di superamento della tanta vexata prova preselettiva. Tutto lì, in chiaro, senza veli.

Bene, bene. Noi siciliani siamo trasparenti, come vetri tersi o acque nitide e tranquille. Poi i tempi di correzione. Lunghi, lunghissimi, giurassici. Altre regioni con lo stesso numero di partecipanti chiudono mesi e mesi prima, noi no, noi siamo rigorosi, correggiamo in modo certosino, non ci sfugge un punto o una virgola. Rigore, rigore, massimo rigore. Fino all’8 giugno corretti, in 6 mesi 1100 elaborati. Poi 800 elaborati, più velocemente, da giugno a novembre con pausa estiva. A settembre, poi, la presidente, la prof.ssa Ida Angela Nicotra, si dimette per sopraggiunti impegni professionali e familiari.

Sono state davvero corrette poi 2000 prove? Solo l’accesso agli atti lo dirà, perché  a parecchi, non avendo superato la prima prova, non è stata corretta la seconda.

La Sicilia è una regione seria, che vi credete? Assegnare una dirigenza non è roba da poco e a dirigere ci vanno i migliori. Infine i risultati, scioccanti: i partecipanti al concorso, i numeri parlano chiaro, non erano preparati o si attestano su una misera sufficienza. Anche dopo fior di soldi spesi in anni e anni in masters e corsi di preparazione.Rigore, rigore, rigore: forse troppo ostentato.

Qualche maligno sussurra pure che la preselezione non era stata veritiera e si frega le mani, confermando l’assunto che non certo i migliori sono andati a sostenere le prove scritte.

Qui comunque tutti vogliono vederci chiaro, proprio chiaro. Urgono svelamenti, indagini, prove e controprove. A suon di carte bollate, mentre il Molise annulla il concorso, la Calabria trema e la Lombardia vede sfumare le immissioni in ruolo. E’ la solita vecchia storia, il solito film déjà vu Ma stavolta gli asinelli son tanti, davvero tanti. E hanno tanta voglia di tirar calci, se serve. Per vedere se qualcuno di loro, come nelle migliori metamorfosi, possa di nuovo trasformarsi in essere pensante…

Silvana La Porta