“Signora mia, ma la scuola materna è mica obbligatoria”. E’ la frase che per ben due volte mi sono sentita rivolgere da Maria Carmela Siclari, funzionaria del Miur, ufficio di Reggio Calabria, per replicare alle mie rimostranze sulla mancata assegnazione dell’insegnante di sostegno…(da Idocentiscapigliati)
Ma la legge n° 104 del 1992 non sancisce forse che “è garantito il diritto all’educazione e all’istruzione della persona handicappata nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie”, tra l’altro attraverso “attività di sostegno mediante l’assegnazione di docenti specializzati”? Il fatto che il rapporto insegnante di sostegno/alunni con handicap deve essere di uno ad uno nei casi certificati dall’art. 3, comma 3, della L. 104, è stato anche sancito dalla recente sentenza n. 80 emanata in data 22 febbraio 2010 dalla Corte Costituzionale, la quale ha risolto la questione generata dall’art. 2, commi 413 e 414, della legge finanziaria n. 244/2007, che avevano fissato un tetto massimo al numero di docenti da nominare annualmente nell’organico di fatto del sostegno, vietando, conseguentemente, la possibilità di assegnare ore aggiuntive e violando il diritto del soggetto disabile in apprendimento al rapporto 1/1 (alunno/docente) derivante dalla certificazione di gravità; inoltre, la stessa Corte ha sottolineato che l’integrazione scolastica è un diritto costituzionalmente garantito per gli alunni disabili e prevale sul diritto erariale dello Stato, realizzandosi, precipuamente, tramite l’assegnazione di un contingente di docenti sulla base delle “effettive esigenze” di ciascuno e non secondo un rapporto medio nazionale.
Sono Simona Coluccio da Gioiosa Ionica, dopo venti anni di impegno come socia-lavoratrice di una cooperativa sociale di tipo A, nel corso dei quali mi sono occupata con grande spirito solidaristico di minori con handicap, mi sono ritrovata a mia volta a diventare mamma di una bambina con handicap, la piccola Maria Pia, che oggi ha quattro anni ed è affetta da un grave ritardo neuro psicomotorio. Maria Pia frequenta la scuola materna e, secondo la legislazione vigente, ha diritto ad essere seguita da un insegnante di sostegno con un rapporto uno ad uno. Ciò significa che l’insegnante si deve occupare di lei e di lei sola.
Partendo da questi presupposti, di fronte al diritto negato dell’insegnante di sostegno ho intrapreso una dura battaglia di civiltà. La vicenda è stata riportata da testate regionali e nazionali, televisioni, decine di siti internet. Il giorno in cui mi sono incatenata al cancello della scuola erano presenti ben sei emittenti televisive, tra le quali la Rai. La vicenda è arrivata anche in Parlamento, grazie a delle interrogazioni presentate da deputati che sono venuti a conoscenza della questione grazie alla stampa e che io nemmeno conosco.
Debbo precisare che non ho mai avuto una tessera di partito e che non mi sono mai occupata di politica partitica. Non si tratta, insomma, di questioni politiche, ma di diritti e di giustizia sociale.
La situazione di mia figlia si è risolta, di fronte al grande clamore mediatico l’ufficio scolastico regionale le ha garantito l’insegnante di sostegno con rapporto uno ad uno, per come è suo diritto (trattandosi di handicap grave).
Partendo dal suo caso, però, ho cominciato ad aprire gli occhi sulle gravi carenze del sostegno scolastico in Calabria. Si tratta di una situazione drammatica. Gli insegnanti di sostegno sono molto inferiori, come numero, alle reali necessità. Ho cominciato ad effettuare un censimento analitico della situazione, partendo dalle scuole del mio paese, Gioiosa Ionica e continuando con le altre della Provincia di Reggio Calabria.
Il quadro che ne viene fuori è devastante. Ho deciso pertanto di promuovere la costituzione di una associazione tra genitori di bambini con handicap. La battaglia effettuata per Maria Pia dovrà trasformarsi nella battaglia per tutti gli alunni con handicap che vivono sulla loro pelle, allo stesso modo, un diritto negato.
Chiediamo che, per il prossimo anno scolastico ed a partire dall’apertura delle scuole a settembre, ogni alunno che ne abbia diritto si veda assegnare l’insegnante di sostegno, senza eccezione alcuna.
 
SIMONA COLUCCIO