Ormai la scuola non la si può più raccontare agli umani. Non la capirebbero. E allora si prova con gli animali, come fa, mimando ironicamente il titolo di un famoso libro di Paola Mastrocola, uno sfizioso volume a cura di Paolo Fasce e Domingo Paola (Pensieri sottobanco.La scuola raccontata alla mia gatta, Erickson, pp. 279, € 16 )…(dalla terza pagina de La Sicilia del 21 agosto 2010)


A un simbolico felino, espressione di autonomia, si rivolgono i curatori con un’opera polifonica, dove si intrecciano le voci di insegnanti, alunni e genitori: ma non si tratta della solita disamina sconfortante e senza via d’uscita. Il libro sceglie una soluzione più democratica di quella, definita reazionaria e conservatrice, della Mastrocola.  Con una piccola (voluta o no?) dimenticanza: la professoressa torinese non si lamenta della massificazione dell’istruzione in generale, bensì della inquietante massificazione dei licei. Ma la scuola è un prodotto storico, concludono giustamente i curatori del libro, e come tale va vissuta, analizzata e studiata, senza nostalgiche lodi del buon tempo antico. Resta un’ultima curiosità: a quale animale si rivolgeranno i pensieri sulla scuola futuri? Ne manca uno, ma proprio uno…

Silvana La Porta (dalla terza pagina de La Sicilia del 21 agosto 2010)