Rispondo all’articolo di Pasquale Almirante del 03/04/2014, di cui riporto la seguente traccia:”…. all’Istituto tecnico commerciale e geometri Filippo Corridoni di Civitanova Alta alcuni ragazzi sono stati sospesi per una settimana. Protestano i genitori…(da Latecnicadellascuola)

 

 

La causa sarebbe dovuta alla “Grave situazione disciplinare”: troppi rapporti disciplinari, compiti in classe copiati, uso degli smartphone durante l’orario scolastico. Se per un verso i docenti motivano la loro decisione con la necessità di redarguire ragazzi alquanto ribelli, dall’altro si tenta di valorizzare e riconoscere il comportamento corretto del resto della classe. Di parere opposto i genitori dei ragazzi punti: sospendere 13 alunni su 27 “e tutti della stessa classe mi pare esagerato” commenta la mamma di uno dei monelli, “E’ come se la scuola avesse abdicato al suo ruolo e volesse liberarsi di loro. Siamo ancora al percorso obbligatorio degli studi…”.

Da prof.ssa vorrei sottolineare l’ormai vergognoso livello di maleducazione dilagante e di molti (per fortuna non tutti!) genitori che ..loro sì.. abdicano al loro ruolo di educatori! La scuola dell’obbligo non è 1 parcheggio in attesa di diventare adulti, ma un luogo di socializzazione (oggi Primaria!) e di assimilazione di regole civili e democratiche. Il Ministro dovrebbe lanciare un appello a tutte le Agenzie educative per condividere in modo responsabile tale essenziale e ineluttabile compito sociale: il rispetto delle regole di convivenza civile sono alla base di tutte le società umane. La democrazia si fonda sulla condivisione delle norme, altrimenti i diritti degli altri sarebbero un optional e si tornerebbe allo stato primitivo. Genitori che difendono l’indifendibile, invece di collaborare con la scuola, fanno prima di tutto del male ai propri figli e al loro futuro. 
Consiglio la lettura del discorso di Barak Obama d’inizio anno scolastico, che si appella al senso di responsabilitò di chiunque condivida il percorso educativo delle nuove generazioni. In Italia dovremmo metterlo sui portoni scolastici!.

Adriana Polidori