La preside Daniela Pampaloni spiega perchè è d’accordo con il piano Reggi…

Questa volta credo sia importante che tutti coloro che lavorano nella scuola debbano avere il coraggio di prendere posizioni, soprattutto coloro che condividono le proposte di Reggi e che hanno preoccupazione a manifestarle visto il gran vociare dei dissenzienti.Poiché ho molti anni trascorsi nella scuola ricordo a tutti il gran vociare di sindacati e benpensanti contro la riforma del ministro Berlinguer. Se avessimo avuto il coraggio civile e politico di sostenere il cambiamento e l’innovazione allora forse oggi la nostra scuola sarebbe in condizioni migliori.

Credo che in primo luogo bisognerebbe premiare il merito di molti docenti e dirigenti e personale ata con più riconoscimenti anche economici e non solo; ciò non vale per tutti coloro che stanno nelle scuole perché non tutti lavorano con passione, attenzione, amore per i ragazzi; ci sono molti docenti che passano molte ore a scuola per creare comunità di lavoro fra adulti, per studiare e progettare insieme, per preparare lavoro differenziato per i ragazzi e ce ne sono molti, purtroppo, che se ne vanno via al suono della campanella insieme ai bambini e le uniche cose che fanno a casa é scegliere fotocopie da stampare il giorno dopo e far incollare sui quaderni. Pochi fanno ricerca vera ed altrettanto pochi si aggiornano e leggono, per cui rimanere a scuola più ore, magari attrezzando spazi per gli adulti (la stanza docenti presente in molte scuole europee) non sarebbe male.
Si grida per tenere aperte le scuole fino a sera, non sarebbe male dare opportunità ai bambini dei piccoli paesi di fare attività culturali dentro spazi attrezzati ed idonei: c’é chi lo fa già e allora perché non riconoscere a coloro che si impegnano integrazioni dello stipendio invece di togliere l’unico strumento – il fondo di istituto- che fino a pochi anni fa permetteva un minimo di riconoscimento ai più attenti e professionalmente competenti.
I sindacati gridano, e difendono tutto e tutti; sui media tutti accusano; ma chi difende i bambini ed i ragazzi che hanno il diritto ad una scuola di qualità, con docenti preparati, scuole belle e mense buone per tutti. Chi difende i bambini ed i ragazzini da libri stereotipati e ripetitivi, da prove di verifica inutili se non dannose; chi garantisce loro opportunità vere di fare ricerca, di approcciarsi al curricolo globale di apprendimento e non a silos disciplinari giustapposti. Oggi la scuola ha bisogno di riprendere le scelte di Berlinguer e di portarle avanti privilegiando il merito dei singoli e delle scuole. La riforma non si fa con una conferenza stampa, ed é qui che il sottosegretario ha sbagliato, ma non si può più stare fermi per cui discutiamo, correggiamo, confrontiamoci ma andiamo avanti.
IO STO CON REGGI perché voglio bene alla scuola pubblica italiana.