Sul concorso dirigenti la Senatrice Albertina Soliani del PD forse farebbe bene a tacere

La Senatrice Albertina Soliani del PD forse farebbe bene a tacere…(inviato in redazione dal collega Giuseppe D’Urso)


 

 

 

Gentle Senatrice,

a proposito del concorso per il reclutamento di 2.386 dirigenti scolastici, ho avuto modo di leggere che Lei, come altri deputati del PD, ha proposto delle interrogazioni al Ministro dell’Istruzione. In particolare Ella ha  rilevato che “Di fatto il Ministero ha rinunciato ad una selezione di qualità dei dirigenti scolastici, affidando al caso e a criteri privi di senso la scelta dei test da sottoporre alla prova, test assolutamente inadeguati ad un concorso così importante e delicato” e prosegue nel suo intervento rimarcando che “tutte le procedure di questo concorso sono state eseguite con grande fretta e incongruità. Gran parte di questi test non c’entrano nulla con la cultura generale che deve avere un dirigente scolastico, la formula adottata è macchinosa e nozionistica”.

 

Viene spontanea la domanda, come diceva un noto giornalista di una fortunata trasmissione televisiva, come mai Ella oggi rileva incongruenze, inesattezze, illegittimità, silenzi, omissioni e si preoccupa dei ricorsi eventuali, mentre  ha taciuto in presenza delle gravi illegittimità presenti  nel concorso del 2004?

 

A tal fine, allo scopo magari di rinfrescarLe la memoria, ritengo opportuno ricordarLe quanto segue :

 

1) Il Ministro Fioroni (PD) ha modificato le regole del  concorso durante l’espletamento del medesimo. Infatti, ha eliminato le prove di lingua inglese e di informatica ed ha, inoltre, ridotto anche il periodo di  “tirocinio”;

2) I l Ministro Fioroni (PD) e la vice ministro Bastico (PD) hanno ignorato le relazioni ispettive  (ben cinque ) che  evidenziavano le gravi  illegittimità presenti nella procedura nel concorso che si svolgeva in Sicilia;

3) La sinistra (leggasi PD) di cui Ella, fa parte,  ha inserito nella finanziaria delle norme per sanare la situazione di quanti non avevano diritto a partecipare al concorso per mancanza dei titoli come, per esempio, il non aver maturato il servizio di ruolo prescritto dal bando o per coloro che avevano impugnato l’esclusione  per l’insufficiente punteggio;

4) La sinistra leggasi (PD) ha ammesso al concorso anche chi non aveva i titoli; ci riferiamo ai docenti di educazione fisica con diploma ISEF triennale, ed ha ammesso al concorso i predetti diplomati ISEF. La medesima sinistra ha permesso di conteggiare due volte il titolo di studio ai predetti docenti valutando i due anni di specializzazione come una laurea autonoma.

5) La sinistra (leggasi PD) non ha disposto  alcuna verifica dei titoli dei soggetti che sono stati illegittimamente  dichiarati vincitori di un concorso annullato dalla magistratura;

6) La sinistra (leggasi PD) di cui Ella fa parte, in presenza di una sentenza di annullamento del concorso emessa dal  Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione siciliana, sezione del Consiglio di Stato, sentenza passata in giudicato e quindi non più appellabile, in palese violazione del giudicato e del principio di separazione dei poteri ha approvato, in commissione, insieme a PDL, lega e IDV una legge, la 202/10, palesemente incostituzionale, volta a mantenere in servizio i dirigenti nominati sulla base di una graduatoria inesistente  poiché basata su un concorso annullato con sentenza definitiva passata in giudicato.

 

La legge 202  offende, a mio avviso, la coscienza civile e la dignità dello Stato poiché non solo viola il principio della separazione dei poteri, ma anche i principi dell’intangibilità del giudicato, di eguaglianza, di imparzialità e di buona amministrazione.

 

E mi fermo a queste semplici deduzioni, che hanno solo il compito di permettermi di dirLe che prima di accusare gli altri di illegittimità o di carenza di correttezza, di incompetenza o di malafede, occorre guardare al proprio operato  ed a quello della propria area politica.

 

Vane sono state le petizioni inviate alla Camera ad al Senato per avversare quella che in effetti non ha nulla di diverso dalle leggi ad personam del Presidente Berlusconi se non per il numero dei destinatari che è 426 e, quindi, è una legge ad personas volta a tutelare l’interesse di quanti sulla base di una assenza totale di valutazione – poiché, come dichiarato dal Consiglio di Stato, non era umanamente possibile valutare un elaborato, con grafie diverse,  composto in media da 6 facciate, in un paio di minuti,- sono stati dichiarati “vincitori”.

 

Io, contrariamente a quello che può pensare non sono un estimatore della Gelimini, né dell’attuale Governo. Mi vanto nel dire che il mio sangue è rosso perché sono di sinistra, ma visto i comportamenti che qualifico politicamente scellerati sono giunto alla determinazione di farmi fare una trasfusione con del latte e di astenermi dal votare per le  future elezioni, invitando amici e parenti a fare altrettanto. In questa ottica ho mandato virtualmente la mia tessera elettorale al Presidente della Repubblica.

 

Credo che si sia toccato il fondo quando si sente affermare da un dirigente della CGIL (tal Pantaleo),  sindacato al quale sono iscritto da decenni, che le sentenze dei magistrati non hanno valore poiché non si possono mandare a casa (falsamente rappresentando i fatti) delle persone solo perché lo dice un magistrato.(sic!)

 

Questo è un attacco alla integrità dello Stato che non è dissimile dal comportamento dall’attuale Presidente del Consiglio che voi della sinistra, ipocritamente, avversate e denunciate.

 

Le ho già inviato via E_Mail queste deduzioni, ma come avevo pronosticato, non ho ricevuto alcun riscontro, comportamento tipico che rientra nella norma dei deputati e senatori del PD che sono stati “nominati” come quelli del PDL.

 

La invito a leggere la petizione che ho inviato alla settima commissione presso il senato di cui Ella fa parte e che forse, oberata dai compiti propri dei parlamentari del PD, preoccupata ad avversare le leggi ad personam del Presidente del Consiglio, ma non quelle ad personas proposte dal PD, non ha avuto modo di leggere, così se è in buona fede,  potrà comprendere appieno la mia indignazione, se invece non lo è, allora  avrò  perso solo del tempo, sprecandolo nel darle il suggerimento alla lettura.

 

Le auguro una lunga e proficua permanenza in Parlamento e di godersi tutti i privilegi che negli anni il PD ha saputo garantire ai suoi deputati e senatori e  anche ai suoi proseliti.

 

Giuseppe D’Urso

 

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