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Svelato il mistero segreto della legge regionale di Formigoni – Aprea – Profumo

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Da anni, stiamo affermando che la scuola pubblica sarà trasformata in privata con l’escamotage della Fondazione di diritto privato!
Il progetto Formigoni- Aprea con il consenso del Ministro Profumo è quello di creare nella scuola pubblica lombarda un laboratorio sperimentale sulla chiamata diretta, la proposta di legge ma che a breve diventerà legge regionale (oppure mentre sto scrivendo… è stato approvato) contiene questo passaggio: “a partire dall’anno scolastico 2012/2013, le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi, al fine di reclutare personale docente necessario a svolgere le attività didattiche annuali” e che sia “ammesso a partecipare alla selezione il personale docente del comparto scuola che conosca e condivida il progetto e il patto per lo sviluppo professionale, che costituiscono parte integrante del bando di concorso di ciascun istituto scolastico”.

Proviamo ad analizzare il testo sopra citato, tentando di non farci prendere dallo sconforto e soprattutto dall’incazzatura per la gravità dell’emendamento, rimaniamo calmi e lucidi!

Perché bisogna essere lucidi per combattere l’illegalità “rivoluzionaria e reazionaria” messa in atto con questo emendamento per cancellare la scuola pubblica facendola diventare una caserma di soldati ubbidienti sempre e a prescindere dall’ordine impartito!

Intanto ricordiamo che in Italia il sistema di reclutamento nella scuola pubblica è unico. Non si può demandare, fino ad oggi, ad enti pubblici e privati il bando di concorsi per l’assunzione del personale.

Se fosse il contrario dovrebbe essere comunque permesso ai docenti inseriti nelle graduatorie GAE nazionali, vincitori di concorso e terza fascia di partecipare alla selezione ma mantenendo le priorità che negli anni i docenti hanno acquisito.

Mi spiego meglio se un docente è abilitato e vincitore di concorso e chiede di partecipare alla selezione del personale, la struttura scolastica che richiede nuovo personale “deve” assumerlo senza ma e senza se. Se fosse invece il contrario, che un neo laureato venisse assunto scavalcando coloro che per anni hanno insegnato e insegnano, allora scatterebbero migliaia di ricorsi, perché a partecipare alla selezione sarebbero 100.000 per ogni scuola. La chiamata diretta sarebbe ancora più grave e provocatorio nei riguardi del corpo docente. Si innescherebbe un meccanismo di rottura tra le istituzioni statali, regionali ed i lavoratori.

Il Governo e il Ministro Profumo sono coscienti della miccia alla bomba che potrebbero accendere?

Che tutto sia possibile… fare e disfare in Italia, lo abbiamo vissuto e lo stiamo vivendo sulla nostra pelle in questi trent’anni di scuola vissuta ed insegnata. Non è un caso che sia stato scelta la Lombardia come luogo di sperimentazione di questa nuova forma di reclutamento. Una regione comandata e gestita da Comunione e Liberazione, l’area di centro destra della Chiesa Cattolica. Il progetto di personalizzare le scuole ha un suo fine pericoloso.

La missione di CL (Comunione e Liberazione) potrebbe essere quella di trasformare le scuole statali in fondazioni di diritto privato, naturalmente la chicca per i cellini sarebbe quella di chiamarle tutte scuole “Don Giussani”. Don Giussani, per chi non lo sapesse, è il fondatore di Comunione e Liberazione, movimento politicamente schierato, legato nella prima repubblica all’ala della destra DC (Andreotti) e oggi al PDL e UDC (diedero espressamente la direttiva di votare questi due partiti…).

Il danno che si produrrebbe nella scuola pubblica non sarebbe soltanto etico (politicizzare in modo “religioso” indirettamente una struttura pubblica) ma porterebbe una vera e propria infrazione delle regole. Per la legge italiana, proprio in virtù del diritto e dovere di mantenere le scuole pubbliche ben distanti da appartenenze politiche, devono infatti passare trent’anni dalla morte della persona, prima di poter dare il suo nome a una Scuola.

Questo purtroppo è solo l’inizio, essendo ottimisti… ma non troppo il danno dovrebbe essere nazionale nell’arco di dieci anni.
La politicizzazione della scuola pubblica partendo da quelle elementari “Don Giussani”, come se fosse una scuola privata di una fondazione ciellina, continuerà gradualmente a costruire la propria struttura, inizialmente con pacifiche usanze, come quella dell’insegnare le preghiere a scuola o quella di stampare un giornalino scolastico a fumetti, per i bambini delle elementari, imperniato di dottrina e catechismo (su questo si potrebbe anche soprassedere visto che sono un cattolico credente ma poco praticante) oltre che di approfondimento (sempre a fumetti) sulle eroiche imprese di Don Giussani e di tanti altri “eroi” di Comunione e Liberazione.

Successivamente si passerà attraverso il mobbing ed all’epurazione dalle scuole dei docenti che non saranno “in linea” con gli ordini impartiti dai dirigenti e costretti a chiedere il trasferimento. Ecco come si libereranno i posti per i nuovi “virgulti” docenti di area “moderatamente” fascista e perché no leghista?!

Come potrebbe avvenire la metamorfosi delle strutture scolastiche pubbliche? Si inizierebbe con “un ciclo” di incontri scuola-genitori dal raccapricciante titolo: “FORMAZIONE GENITORI” (un incrocio tra il catechismo e la propaganda politica, data l’onnipresenza ad ogni incontro del Governatore Formigoni, da Valentina Aprea neo assessore all’Istruzione lombarda e di esponenti di CL camuffati da ispettori, manager, dirigenti).

Successivamente si avvierebbe un altro ciclo dal titolo “INCONTRI SCUOLA-FAMIGLIA”. Nel primo di questi incontri scuola-famiglia i vari dirigenti scolastici inviteranno uomini di spicco del territorio, dello sport, dello spettacolo, soprattutto persone alle quali sono “accadute” spiacevoli inconvenienti con la magistratura e che il gruppo di potere Comunione e Liberazione deciderà a livello nazionale di “ricostruirgli una verginità”, organizzando per loro diversi incontri nelle fondazioni CL.

Altro elemento potrebbe essere quello di portare illegalmente all’interno degli istituti statali una serie di volantini di Comunione e Liberazione o di propaganda PDL invertendo l’informazione corretta ma soprattutto cancellando la storia e l’autonomia dell’insegnamento ai docenti.

Se gli insegnanti dovessero protestare, riceverebbero come risposta: “Voi siete il frutto marcio della cultura laicista delle università statali di tutta Italia! Concludendo: Provo pena che suo figlio abbia una madre e un padre come voi!”.

Pura fantascienza?

Leggendo questo mio scritto trovate qualche similitudine con la scuola che sta frequentando vostro figlio?

La proposta Formigoni Aprea non si esaurisce negli elementi analizzati in precedenza. Il progetto regressivo e pericoloso che la ispira è un mosaico composto da molti tasselli ed altro ancora ci sarebbe da dire, a cominciare dal progetto della Scuola-Fondazione. Non dimentichiamo, però, che l’ex ministro, Fioroni, in un governo di centrosinistra, aveva proposto la stessa idea: “Scuole come fondazioni, cioè col vantaggio di agevolazioni fiscali e con la possibilità di ricevere donazioni da utilizzare per l’ innovazione didattica e l’ edilizia. Scuole con un nuovo organo al loro interno, un comitato esecutivo con rappresentanti di aziende, enti locali e terzo settore che affianca il preside nella gestione dei fondi. Qualcosa che assomiglia alla lontana ad un cda. Insomma scuole sempre più autonome. L’ idea è del ministro dell’ Istruzione. Giuseppe Fioroni l’ha lanciata durante il «conclave» dei ministri a Caserta” (G. Benedetti, dal Corriere della Sera del 13 gennaio 2007). Non c’è troppa distanza rispetto a quello che hanno successivamente proposto Moratti- Aprea, Gelmini –Aprea, Adesso Profumo – Formigoni e Aprea.

Volendo rintracciare nella proposta di legge frammenti di un passato meno recente che ritornano vivi, possiamo ricordare che prima del 1974 – e cioè prima dei Decreti Delegati – gli istituti tecnici avevano un Consiglio di Amministrazione e gli insegnanti ricevevano, a fine anno, una nota di qualifica assegnata loro dal preside o dal direttore. Anche qui, perciò, nessuna novità, ma un anacronistico recupero del passato. Non deve stupire; se si indaga un po’ più a fondo l’Aprea-pensiero si scoprirà che i riferimenti essenziali per la nostra onorevole, presidentessa della 7° Commissione Cultura ed Istruzione della Camera dei deputati e neo assessore regionale lombardo all’istruzione si collocano ben altrimenti distanti nel tempo. In un suo articolo del giugno 2007, comparso su L’Occidentale (l’articolo si intitola, non a caso, Basta con il 68. E’ ora di cambiare scuola ) e così scrive: “Seguendo una ricca tradizione pedagogica italiana che ha avuto picchi esemplari nel Risorgimento (da Capponi a Lambruschini) abbiamo tentato di recuperare il nesso strutturale tra “libertà” e “autorità”. E’ bene avvisare Aprea che dai tempi di Capponi e Lambruschini qualcosa è cambiato, e altri “picchi esemplari”ci sono stati nella pedagogia dopo il nostro, pur glorioso, Risorgimento.

Fonte documentale: LA SCUOLA “RIFORMATA”: da Gelmini ad Aprea – Un’analisi per capire come sarà dopo il 2010 la scuola superiore italiana Seminario a cura dell’ Associazione Culturale e Professionale Scuola e Società. http://www.forumscuole.ithttp://unavocecontro.blogspot.com

Paolo Latella – Giornalista
Responsabile Dipartimento Istruzione IDV Lombardia
cell. 3386389450

http://www.idvlombardia.it/Regionale/CoordinamentiProvinciali/tabid/83/articleType/ArticleView/articleId/4097/Dipartimento-Istruzione-IDV-Lombardia-Svelato-il-mistero-segreto-della-legge-regionale-di-Formigoni–Aprea–Profumo.aspx