Sembra che l’idea del Governo sia quella di limitare le assunzioni ai docenti inseriti nelle GAE, anche se se non hanno mai insegnato. Ma questa soluzione potrebbe aprire un ampio contenzioso…

Svolta sulle assunzioni? Stamattina il Ministro dell’Istruzione ha confermato che dal 1° settembre 2015 il grande piano assunzionale e i principi innovativi della ‘buona scuola’ saranno una realtà. I finanziamenti sono già stati assegnati nella Legge di Stabilità e prevedono un miliardo di euro subito e due a regime.
Ma chi verrà assunto? A quanto pare, oltre naturalmente i vincitori di concorso, solo ed esclusivamente gli iscritti nelle Gae, che abbiano insegnato o meno, non importa per quanti anni. Il documento del Governo sostiene la necessità di assumere tutti i precari delle GaE, considerato che l’80% di essi detiene oltre 36 mesi di servizio, il tetto minimo per accedere al ruolo in possesso di titoli, e potrebbe chiedere la stabilizzazione alla luce della sentenza della corte europea.
Sono 150mila e in effetti, si pensa dopo il censimento richiesto agli ambiti territoriali di assumerne 100mila sui posti vacanti attualmente assegnati erroneamente in organico di diritto, 10mila su posti risultati dall’accorpamento degli spezzoni e dal riordino delle classi concorsuali, e altri 40mila in organico funzionale su reti di scuole per ampliamento offerta formativa e supplenze. Il tutto con l’obbligo di accettare l’immissione in ruolo ovunque verrà proposta (quindi anche a centinaia di chilometri dal domicilio) o di poter segnalare per disponibilità, in subordine alla provincia di appartenenza scelta durante l’ultimo aggiornamento.

 Ma esistono anche tanti docenti abilitati tramite TFA, PAS, SFP, diploma magistrale, all’Estero, nonché precari AFAM, la formazione artistica e musicale, con 360 giorni.

Di questi che ne sarà? Marcello Pacifico (Anief-Confedir) afferma che sarebbe un grave errore continuando a trattare questi 100mila docenti come degli ‘invisibili’. Basterebbe, invece, aumentare l’organico ripristinando il tempo scuola ridotto negli ultimi sei anni e rendere così anche un migliore servizio agli studenti. Altrimenti il ricorso alla UE sarà ineludibile. Inoltre, va disapplicato il CCNL 4/8/11 firmato da Cisl, Uil, Snals e Gilda che toglie il primo gradone stipendiale ai neo-assunti E le nuove assunzioni, essendo state finanziate nella Legge di Stabilità, non possono avvenire a invarianza finanziaria.
Continua Pacifico:  “Molti di questi docenti, d’altronde, hanno prestato servizio come i primi, per più di tre anni, e sono quindi in grado di poter dimostrare al giudice che non vi era alcuna ragione sostitutiva nei contratti avuti: pertanto, difficilmente si accontenterebbero di una riserva di posti da mettere per il prossimo concorso a cattedra annunciato per 40mila posti”.
Il decreto Mille-proroghe 2015 potrebbe essere per l’Anief già l’occasione per inserire nella fascia aggiuntiva alle Gae i precari esclusi: il giovane sindacato ha già presentato, a tale scopo, un appello ai parlamentari perché modifichino il decreto legge n. 192 del 31 dicembre 2014 (mille-proroghe 2014), e si rispetti così la Costituzione e il diritto comunitario nonché la professione di migliaia di italiani che ancora credono nell’alto valore dalla formazione delle nuove generazioni.
Assunzioni sì, ma per tutti coloro che ne hanno diritto. Nessuno escluso.

Silvana La Porta

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