Diffuse dal Miur le tabelle relative all’organico di fatto 2014/2015 con correlata C.M., che ricalca quella dell’anno scorso, che specifica che per la scuola primaria, ai posti costituiti in presenza di 22 ore, vanno aggiunte 2 ore di programmazione, mentre deve essere aggiunta 1 ora per gli spezzoni da 11 a 21 ore…

La precisazione Miur taglia ogni tentativo di ripescare le 2 ore di programmazione settimanale che qualche Collegio dei docenti e qualche Ds avevano ipotizzato di destinare al curricolo nel tentativo di elevare la soglia minima delle 27 ore settimanali.
In effetti l’ipotesi era affascinante e pratica, ma le regole in atto vigenti non lo permettono. Sulla base di numerosi quesiti pervenuti in redazione abbiamo girato la questione a parecchi uffici legislativi delle OO.SS. Scuola con risposte negative quasi identiche. Riportiamo la risposta che ci ha inviato l’Ufficio legislativo della Cisl Scuola in quanto più strutturata ed organica.

Le ore di programmazione nella scuola primaria
””” La questione proposta non può trovare una soluzione positiva. Infatti le ore dedicate alla programmazione – che deve svolgersi, come precisa l’articolo 28, comma 5 del CCNL, in “tempi non coincidenti con l’orario delle lezioni” – costituiscono, oltre ad un obbligo orario contrattuale per il personale docente, un elemento fondamentale, per quanto riguarda la scuola primaria, per la realizzazione dell’offerta formativa. La trasformazione in ore “curricolari” delle due ore contrattualmente destinate all’attività programmatoria farebbe venire meno una delle modalità essenziali dell’insegnamento e cioè la verifica in itinere dell’andamento degli apprendimenti della classe, e quindi tali ore non possono essere distolte dalla loro finalità. Comprendiamo che il venir meno, grazie alle modifiche ordinamentali della Gelmini, della possibilità di flessibilizzazione dell’orario modulare, causa una limitazione non indifferente delle risorse per svolgere attività di arricchimento dell’offerta formativa e di recupero individualizzato o per gruppi ristretti di alunni, ma a parere di questo Ufficio legislativo, non sarebbe legittima una utilizzazione per attività frontali, pur con finalità “organizzative” comprensibili, delle due ore in questione (si pensi ad eventuali contestazioni da parte dei genitori di un alunno non ammesso alla classe successiva che potrebbero accusare il team di non aver adeguatamente programmato le attività curricolari, impedendo una corretta verifica dell’andamento scolastico!). “””
A cura dell’Ufficio legislativo Cisl Scuola (pb) – Roma

Di seguito un prospetto sintetico della situazione siciliana sugli organici.

O.F. personale docente a.s. 2014/2015
Totale nazionale: 628.067 (*)
Totale Sicilia: 60.428 (-504 rispetto all’O.F. 2013/2014)
O.F. personale Ata a.s. 2014/2015
Totale nazionale: 210.561
Totale Sicilia: 20.745 (-113 rispetto all’O.F. 2013/2014)


(*) Al contingente si aggiungono le cattedre e le ore derivanti dall’istituzione dell’ora
di Geografia (n. 287 posti a livello nazionale).

In conclusione la Sicilia perde 504 posti docenti in O.F., che è il calo più rilevante su scala nazionale; a seguire Campania (-387) e Puglia (-340). Analoga situazione per gli Ata: la Sicilia perde 113 posti contro i 92 della Campania e i 62 della Puglia.
Le dotazioni organiche del personale docente ed Ata per l’a.s. 2014/2015 – scrive il Miur – sono definite secondo le quantità determinate per l’a.s. 2011/2012 e ciò in base all’art. 19, co. 7, della Legge 15 luglio 2011, n. 111. L’organico di fatto di ogni regione, pertanto, non potrà in alcun modo superare la consistenza di quello già previsto per l’a.s. 2013/2014, incrementato o diminuito dei posti in più o in meno assegnati nell’organico di diritto dell’a.s. 2014/2015. Viene ribadita l’imprescindibile esigenza di conseguire gli obiettivi di contenimento della spesa previsti dall’art. 64 della Legge n. 133/2008 e dall’art. 19, co. 7, della Legge n. 111/2011.