Protocollo di intesa (triennale) tra Ordine nazionale dei giornalisti e Miur

Nei giorni scorsi è stato firmato il secondo Protocollo di intesa (triennale) tra Ordine nazionale dei giornalisti e Miur (Ministero dell’Istruzione). L’accordo prevede una lunga serie di attività comuni legate alla formazione e all’informazione all’interno del mondo della Scuola… Continua a leggere

Condannato il Miur: prof insultò l’alunno

Tre anni fa, al liceo Scientifico Cannizzaro di Palermo, la prof  insultò un alunno davanti ai compagni: «sei uno stronzo, sei un cretino, ti senti un c… e mezzo, sei un rompic… non sei adatto a questa società» e i genitori ne chiesero la condanna che ora è stata confermata, ma ai danni del ministero dell’Istruzione che deve risarcire il ragazzo e i familiari per danni morali e patrimoniali…

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Piano triennale e comitato valutazione: non c’è fretta, lo dice il Miur

Per il Piano triennale e per il comitato di valutazione, non c’è davvero bisogno di correre. Meglio fare le cose con calma.

Il Miur non lo scrive esplicitamente ma lo dice anche in contesti ufficiali, come è accaduto qualche giorno fa a Roma in occasione di una conferenza di servizio che l’Usr del Lazio ha organizzato per i dirigenti scolastici della regione. All’incontro ha preso parte anche Luciano Chiappetta, già direttore generale del Miur e ora consigliere del Ministro. La data del 31 ottobre prevista dalla legge 107 come termine per la predisposizione del POF triennale non è affatto un termine perentorio ma è semplicemente una indicazione di massima (termine ordinatorio, di dice in linguaggio amministrativo) che le scuole possono, per motivi di vario genere, possono decidere di disattendere in qualche misura. Il Miur, consapevole della conflittualità che si sta creando nelle scuole su questo punto, si è spinto persino oltre e ha suggerito di procedere con molta cautela anche per la costituzione dei comitati di valutazione che, in ogni caso, fino a che non saranno completi non potranno assumere nessuna decisione sui criteri per la valutazione del merito (e sembra quindi di capire che le nomine degli esperti designati dagli Usr non sono ancora nell’agenda del Ministero).
“Non c’è da stupirsi più di tanto – fanno sapere dalla Associazione Nazionale presidi – perchè è esattamente ciò che andiamo dicendo da tempo nei vari incontri di formazione svolti in tutta Italia (ne abbiamo fatti già almeno una sessantina”.
Come spesso accade, insomma, anche in questo caso la scuola reale è persino più solerte (verrebbe persino da dire più “obbediente”) di quanto il Ministero pretenderebbe. Vedremo se, dopo le rassicurazioni del consigliere del Ministro, nelle scuole si lavorerà con meno ansia e meno fretta.

Reginaldo Palermo (da La tecnica della scuola)

Immissioni in ruolo: incontro Miur sindacati spostato al 7 agosto

E’ davvero una corsa contro il tempo. Ma, a quanto pare, la fretta è solo dei precari, che attendono di conoscere il loro destino…

Il previsto incontro per oggi 5 agosto tra Miur e sindacati è stato infatti spostato a giovedì 7 agosto.

Ancora qualche giorno di attesa, dunque, bisogna saper aspettare per conoscere la ripartizione dei posti per classi di concorso e province…

Scuola, immissioni in ruolo saranno oltre 30mila. Ma è scontro tra Istruzione ed Economia

Si avvicina il nuovo anno scolastico ed è braccio di ferro tra sindacati e governo e all’interno dell’esecutivo sui numeri. Ma pare certo che l’assunzione a tempo indeterminato arriverà per il doppio dei docenti che la ebbero l’anno scorso… Continua a leggere

I precari hanno diritto agli scatti di anzianità. MIUR condannato a oltre 10.000 Euro di spese

 

I diritti dei lavoratori precari sono stati tutelati nuovamente dall’ANIEF anche in Corte d’Appello con cinque vittorie schiaccianti che censurano l’ostinazione “illogica” dimostrata da parte del Ministero dell’Istruzione… Continua a leggere

I docenti precari trascinano il MIUR in Tribunale e vincono, quasi sempre

Negli ultimi 5/6 anni il contenzioso tra i docenti precari ed il MIUR (lo Stato) è aumentato in maniera esponenziale…

Una sequela di leggi, di dubbia interpretazione, spesso in contrasto tra di loro, in contrapposizione soprattutto con le norme europee, hanno dato vita ad una serie, quasi infinita, di ricorsi al TAR ed al Giudice del Lavoro da parte dei docenti precari della Scuola.

Ne elencheremo solo alcuni:

  • QUESTIONE CODE/PETTINE : Sulla questione relativa all’immissione in ruolo da “code”, dichiarate incostituzionali nel 2011, ne abbiamo parlato in questo articolo di qualche giorno fa.
  • PUNTI DAL SERVIZIO MILITARE OBBLIGATORIO: Le tabelle valutazioni dei titoli per il personale docente ed educativo, in sede di aggiornamento delle relative graduatorie, non contempla il diritto al riconoscimento dei 12 punti al personale che ha svolto il servizio militare annuale di leva obbligatorio, non in costanza di nomina e dopo il conseguimento del titolo di studio che dà accesso alle graduatorie di Istituto e/o provinciali. Il MIUR, nonostante numerose sentenze abbiano sancito tale diritto, continua ad ignorarle, costringendo il personale della Scuola a ricorrere in Tribunale per vederselo riconosciuto.
    • SCATTI STIPENDIALI PER I DOCENTI PRECARI: Un’altra vertenza legale, molto diffusa, è costituita dalla violazione della Direttiva 1999/70/CE da parte del MIUR sulla mancata attribuzione delle progressioni stipendiali ai precari. In pratica, mentre i docenti con contratto a tempo indeterminato godono di una progressione stipendiale legata all’anzianità di servizio, per i docenti precari italiani questa progressione non esiste. Anche dopo 10/20 anni di precariato si rimane sempre con lo stipendio base, contravvenendo così, alla normativa comunitaria, in particolare alla Direttiva 99/70/CE, che ha recepito l`”Accordo Quadro” sul lavoro a tempo determinato.
      Secondo tale Direttiva, infatti, i lavoratori a termine non possono subire trattamenti discriminatori rispetto ai loro omologhi a tempo indeterminato. L`Italia ha, invece, per anni disatteso questi princìpi, nonostante anche i vari pronunciamenti della Corte di Giustizia delle Comunità Europee che, a più riprese, ha chiarito come gli scatti di anzianità dovessero essere riconosciuti anche ai lavoratori a tempo determinato. Anche in questa vertenza, molto spesso, ad uscirne vincitori sono stati i docenti.

      Perché costringere migliaia di persone a ricorrere ad un Tribunale per vedersi riconosciuti dei diritti, con un notevole aggravio di spese per lo stato italiano?

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Valutazione dei docenti: non terrà conto di genitori e alunni

l giudizio di genitori e alunni non farà testo. La percezione che gli studenti hanno della loro scuola e dei loro insegnanti, le opinioni delle famiglie sulle politiche scolastiche e sulla qualità dell’offerta formativa non entreranno nella griglia dell’autovalutazione che da settembre ogni istituto scolastico sarà tenuto a fare…

È l’orientamento che prevale a viale Trastevere, dove la direttiva per l’avvio del sistema nazionale di valutazione, previsto dal decreto n. 80/2013, è in corso di definizione.

Ogni istituto per la fine dell’anno scolastico 2014/2015 è chiamato, con il contributo di dirigenti e insegnanti, a elaborare il proprio piano di valutazione, sulla scorta delle indicazioni dell’Invalsi, distinte per indicatori (contesto sociale e risorse, per esempio) e livelli. L’elemento reputazionale, che pure è stato sperimentato nel corso del progetto Vales, è stato, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, giudicato utile dagli esperti del gruppo di lavoro ma difficilmente quantificabile ai fini di un uso scientifico del rapporto di autovalutazione e delle azioni di miglioramento della singola scuola. Anche perché significherebbe raccogliere ed esaminare i dati riferiti a 8 mila scuola, moltiplicati per tutti gli studenti e relativi genitori. Ma forse, dietro la scelta che la ministra dell’istruzione, Stefania Giannini, è in procinto di assumere, c’è anche l’interesse a liberare il campo dalle polemiche e contrapposizioni che in questi anni hanno condito il percorso della valutazione a colpi di «vogliono dare i voti ai prof» oppure «così si fa l’elenco delle scuole buone e di quelle cattive». Riportare la valutazione all’interno di un solco esclusivamente didattico e organizzativo, evitando classifiche e voti, appare, soprattutto in questa prima fase, essenziale. E così niente peso all’opinione di ragazzi e famiglie tra gli gli indicatori della valutazione. Ogni scuola, forte della propria autonomia, avrà il compito di autovalutarsi sotto la regia dell’Invalsi, per le scuole che presentano difficoltà ci sarà l’invio di valutatori esterni. Sulla scorta dei punti di forza e di debolezza, dovranno essere fissati anche gli obiettivi di miglioramento, elemento questo che da subito avrà effetti anche sulla valutazione (e retribuzione di risultato) dei dirigenti.La ministra Giannini pare intenzionato a firmarla in tempi stretti, certamente entro luglio.

L’ipotesi è che i questionari a genitori e studenti, in questo scenario, siano somministrati soltanto in alcune scuole, in via sempre sperimentale, per affinare lo strumento.

All’Indire il compito di dare supporto nella successiva opera di intervento, anche sul versante della formazione dei docenti. Al termine del successivo biennio, e dunque entro il 2018, ciascuna scuola farà la rendicontazione sociale del percorso fatto e gli obiettivi raggiunti. Sarà il primo punto fermo del percorso. La direttiva dovrà indicare scadenze certe e precisi strumenti di supporto. Perché è vero che circa 1500 scuole hanno già avuto modo di misurarsi con vari strumenti, ma per nessuna, e neanche per le migliori, il processo si è rivelato facile. In particolare nell’analisi degli elementi da innestare per produrre il miglioramento.

Resta poi in sospeso tutto il capitolo della carriera dei docenti, della differenziazione salariale e della formazione in servizio, che pure sono connessi alla nuova scuola «rendicontata». Capitolo su cui è al lavoro uno dei due Cantieri voluti dal governo Renzi. E i cui esiti, una volta elaborati, dovrebbero portare alle prime misure del pacchetto scuola (si veda ItaliaOggi di martedì scorso) atteso a uno dei prossimi consigli dei ministri. Sempre entro fine luglio. Un’estate impegnativa.

Graduatorie ad esaurimento 2014/16: istanze non andate a buon fine

Sono pervenute al Miur segnalazioni in merito alle difficoltà di portare a buon fine la procedura di istanze-on-line POLIS, registrate nella giornata di chiusura delle funzioni on-line per la presentazione delle domande di aggiornamento/permanenza/trasferimento/conferma o scioglimento della riserva…(da gildact)

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