“Semu tutti devoti tutti?”: allo Stabile la Compagnia Zappalà tra magie della danza e impegno civile

Le magie della danza e l’impegno civile si sono felicemente sposati, al Teatro Stabile di Catania, con la performance, andata in scena in questi giorni, della Compagnia Zappalà Danza, accompagnata  dai musicisti dei Lautari, dall’allusivo titolo “Semu tutti devoti tutti?”, nuovo allestimento della prima fortunata edizione del 2009. Continua a leggere

“La classe” allo Stabile di Catania: finchè c’è scuola, c’è speranza…

Riusciranno sei alunni difficili, figli della periferia urbana di un’imprecisata città, descritti daI cinico preside della loro scuola con l’impietosa metafora delle galline, animali insulsi e dalle zucche vuote, che vivono di istinti irrefrenabili, a trovare un riscatto alla loro incolpevole abiezione? Continua a leggere

Il Maestro e Margherita con quel diabolico Riondino

Si può mettere in scena uno dei più grandi romanzi satirici russi del Novecento dalla trama complessa ed enigmatica e donare agli spettatori tre ore di puro godimento estetico e morale.  E’ stata questa l’audace scommessa vinta a pieno titolo dalla sapiente regia di Andrea Baracco e da Letizia Russo, che ha ridotto e adattato per il palcoscenico “Il Maestro e Margherita”, opera capolavoro di Michail Bulgakov, andato in scena in questi giorni con grande successo di pubblico, per un vero e proprio sold out ad ogni rappresentazione, al Teatro Stabile di Catania. Continua a leggere

Il Tamerlano di Pirrotta allo Stabile, da nero titano a uomo dolente

Un’inedita riscrittura del “Tamerlano” di Marlowe, il più controverso drammaturgo dell’età elisabettiana, e nel ruolo principale un Vincenzo Pirrotta in piena forma, giunto alla sua vera maturazione d’uomo e d’attore… Continua a leggere

“In attesa di giudizio” di Roberto Andò, l’impossibile giustizia in scena allo Stabile

Se si uniscono un maestro del sospetto come il drammaturgo Thomas Bernhard, un acuto giurista come Salvatore Satta e un regista coraggioso come Roberto Andò, il risultato non può che essere una pièce esplosiva e dirompente. Continua a leggere

Il giocatore di Dostoevskij, un viaggio nelle viscere dell’anima russa allo Stabile di Catania

Non è un’operazione facile ridurre sulla scena un romanzo come Il giocatore di Dostoevskij. Scritto in un tempo record, solo ventotto giorni, mentre l’autore era assillato dai debiti e dal ricatto del suo editore, è un libro grandioso dove si manifesta tutta la capacità di scavo psicanalitico dei personaggi del grande scrittore russo… Continua a leggere

Al Teatro Stabile di Catania in scena le Bestie coraggiose e autentiche di Emma Dante

Allo spettatore del Teatro Stabile di Catania qualche sera fa, varcata la soglia d’ingresso, si è offerto uno spettacolo insolito. A sipario alzato, sulla scena un gruppo di attori, rigorosamente (almeno per il momento) vestiti), correvano in circolo, affaticandosi, sudando, sbuffando, riscaldando muscoli e pensieri. Ma subito dopo la scoperta inattesa: non era una fase di training, lo spettacolo era già iniziato… Continua a leggere

Le Novelle per un anno al Castello Ursino, un convincente omaggio a Pirandello del teatro Stabile

Continua, nel centocinquantenario della nascita di Luigi Pirandello, la messa in scena delle sue più belle novelle a cura del Teatro Stabile, nel suggestivo scenario della corte Federico II del Castello Ursino con l’adattamento e la regia di Angelo Tosto… Continua a leggere

Tsc: Studio per “CARNE DA MACELLO”, il femminicidio a teatro nel progetto di Ferrante/De Grandi

Dedicato alle donne uccise da uomini che le vedono come oggetto del possesso più che del desiderio d’amore. È lo spettacolo Studio per CARNE DA MACELLO, progetto teatrale scritto e diretto a quattro mani da Ferrante/De Grandi, al secolo Valentina Ferrante e Micaela De Grandi. Il titolo chiude la rassegna “Altrove”, promossa e organizzata dal Teatro Stabile di Catania in luoghi simbolo della vita civile e politica del centro storico, per accendere i riflettori su importanti temi sociali…

L’ultimo appuntamento è al Chiostro dei Minoriti (via Etnea 73), sede prescelta grazie alla disponibilità della Città Metropolitana di Catania. Le date sono 15, 16, 17, 18, e poi 22, 23, 24, 25 giugno. Tutte le rappresentazioni sono fissate alle ore 21.
La produzione è stata realizzata dallo Stabile etneo in collaborazione con Banned Theatre. Il cast, tutto al femminile, comprende Elisabetta Anfuso, Giovanna Criscuolo, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante, Laura Giordani e la partecipazione della sessuologa Susanna Basile. Musiche e paesaggi sonori sono di Luca Mauceri, le canzoni scritte ed interpretate da Betta, i costumi di Nunzia Capano. La messinscena si avvale ancora dell’aiutoregista Raniela Ragonese, del vocal coach Armando Nilletti, dell’assistente alla drammaturgia Federico Fiorenza e dell’assistente tecnico Carlo Giordano.
Come spiegano Ferrante e De Grandi: «Evidenziamo in teatro la denuncia del femminicidio, perché cultura e conoscenza portano civiltà e grazie ad esse, forse, riusciremo un giorno a sconfiggere i nostri demoni. Donne di plastica o avvolte nella plastica. Donne inguainate, bendate, coperte per non essere guardate. Bambole intontite, merci da scaffale, scoperte per essere ammirate. E poi prese, usate, avvolte nel sacco della spazzatura e gettate. Si fa ciò che si vuole di una donna, di una femmina. Giornali e televisioni mercificano il suo corpo, lo sentiamo dappertutto, è suggerito in ogni immagine, in ogni parola. Qualcosa non va ma inaspettatamente ci stiamo e siamo tutti vittime e tutti carnefici. L’uomo che ama e fa e disfa, la donna che ama e lascia fare. Ma l’amore no, non è possesso, non prevede gerarchie! Quello è il retaggio di una cultura maschilista che all’apparenza non è più ma che nella sostanza ci pervade».
Studio per CARNE DA MACELLO è perciò una discesa agli inferi, un viaggio per accrescere la consapevolezza dell’orrore e ritornare, si spera, alla luce. Sottolineano ancora Ferrrante/De Grandi: «Ciò a cui lo spettatore, suo malgrado, assiste ogni giorno attraverso il martellante tam tam mediatico, gli verrà svelato nel profondo. Adesso, in questo luogo, chi vorrà vedere dovrà armarsi di coraggio e guardare oltre quel muro trasparente che lo separa dall’orrore. Adesso si ride!
Uno squarcio nell’inferno della nostra realtà “surreale”. E siamo proprio noi le vittime di una società che ci aggredisce brutalmente con immagini e dettagli orrorifici e che rivende il dolore altrui patinandolo brutalmente e rendendolo quasi seducente. Studio per CARNE DA MACELLO è un happening teatrale durante il quale, ogni sera, secondo il “modus creandi” di Banned Theatre, si svilupperanno immagini e suggestioni sempre nuove, frutto del lavoro di improvvisazione degli attori. È il viaggio nel teatro scomodo, quello dell’animo umano, e nell’orrore della moderna coscienza sociale».

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“Minnazza” con Leo Gullotta al Teatro Stabile, quando la Sicilia si fa poesia pura

Grande mattatore e sentito interprete della nostra bella Sicilia. Così si è svelato ancora una volta Leo Gullotta, protagonista dello spettacolo “Minnazza”, che è andato in scena al Teatro Stabile di Catania con grande successo di pubblico e critica… Continua a leggere

Teatro Stabile Catania: debutta il 19 maggio “Minnazza: lettura tra i miti di Sicilia” con Leo Gullotta

Uno spettacolo per voce solista su prose e liriche siciliane, antiche e moderne. Un itinerario che prende spunto dall’immagine antica della Madre Terra, “La Grande Madre”. Minnazza è infatti un racconto sonoro che si snoda dalle origini della letteratura dell’Isola dei Ciclopi, fino ai nostri giorni. Un viaggio tra i Miti e il quotidiano, tra il sorriso e la denuncia civile… Continua a leggere

Tsc, rassegna “Altrove”: debutta al Teatro greco romano “Troiane, canto di femmine migranti”

Troiane  canto di femmine migranti rielaborazione drammaturgica tratto da TROIANE di Euripide e da ILIADE di Omero con Egle Doria, Silvio Laviano, Luana Toscano, Alessandra Barbagallo, Lucia Portale, Valeria La Bua, Marta Cirello…

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I mille volti della diversità in (Uno Studio) Sui generis, secondo appuntamento con “Altrove”, la nuova rassegna del Teatro Stabile di Catania

Secondo appuntamento con “Altrove”, la nuova rassegna del Teatro Stabile di Catania I mille volti della diversità in (Uno Studio) Sui generis, testo e mise en espace di Pamela Toscano sui diritti di genere A Palazzo degli Elefanti, Salone Bellini, dal 4 al 7 e dall’11 al 14 maggio. Inizio spettacoli ore 21…


CATANIA – Dedicato all’irrisolta questione della parità di genere, dietro ogni volto, sotto ogni cielo. È il secondo spettacolo della rassegna “Altrove: il teatro va in città”, che lo Stabile di Catania programma “in siti storici del centro cittadino, insistendo su tematiche di carattere sociale e civile”, secondo le parole del commissario straordinario Giorgio Pace.
Il progetto, ideato dal regista Giovanni Anfuso, prosegue dunque con (Uno Studio) Sui generis, testo e mise en espace di Pamela Toscano, che sarà in scena dal 4 al 7 e dall’11 al 14 maggio nel prestigioso Salone Bellini del Palazzo degli Elefanti, sede del Municipio. Di parità di genere – tanto legittima e necessaria, quanto lontana dall’essere compiutamente affermata – si parla in questa produzione del Teatro Stabile di Catania, interpretata da Marta Allegra, Nanni Mascena, Sebastiano Sicurezza. Le musiche sono curate da Massimiliano Pace, le luci da Segolene Lecontellec, l’allestimento da Salvatore Pappalardo e i costumi da Cicci Auteri.
(Uno Studio) Sui Generis è una riflessione sui diritti di genere, alla luce delle nuove delibere governative che hanno visto anche il Comune di Catania farsi partecipe di un percorso di riconoscimento di opportunità estese ad una parte della popolazione che ha, nei secoli, subito gravi discriminazioni e ghettizzazioni. Ma lontano dal voler prendere una posizione, abbastanza ovvia, riguardo alla legittimità delle nuove posizioni legislative in materia, lo spettacolo intende stimolare una riflessione sulla realtà sociale siciliana attorno ai temi degli stereotipi, dei luoghi comuni, della cronaca locale, della vita quotidiana che si confronta concretamente con la diversità, sessuale e non solo. Per questa ragione, con linguaggi artistici contemporanei,  viene proposta una drammaturgia composita, che utilizza testo, musica e gesto all’interno di un percorso metaforico tra regola e vita comune. Il materiale testuale si muove per salti associativi o per contrasti, dalle radici isolane poetiche delle Metamorfosi di Ovidio (Il mito di Ifi), alla cronaca giornalistica, dalla realtà della esperienza singola al delirio impersonale del web, con incursioni nelle materie scientifiche quali l’etologia e la psicoanalisi.
Sui Generis, già dal titolo latino suggerisce contemporaneamente due piani: quello del significato letterale – di genere suo proprio –  e quello dell’uso comune che ne indica l’atipicità, la stranezza. Così lo spettacolo, utilizzando contemporaneamente vari linguaggi, suggerirà punti di vista diversi, opposti, contraddittori, parossistici, come spesso accade realmente nell’animo umano quando si affrontano questioni ancora irrisolte. La mise en espace è volutamente essenziale, con gli attori che si muovono al centro della scena con il pubblico ai due lati, dunque con una prospettiva doppia, quella dell’azione scenica e quella dello specchio di se stessi. Il pubblico guarda contemporaneamente attori e spettatori, quelli della fila di fronte, rivedendo reazioni proprie, osservando anche altri punti di vista. Infatti il testo, scritto dall’autrice e regista Pamela Toscano, è una costruzione di punti di vista che si negano vicendevolmente in continuazione, alla ricerca di una verità che possa sostenere o contraddire l’opinione comune. Le musiche del maestro Massimiliano Pace interpretano questo percorso, con temi che si reiterano e, mentre vengono riproposti, mutano in un flusso di atmosfere emotive, che si evolve insieme alla storia, alle storie, senza trovare una soluzione.
«Dovremmo meravigliarci – sottolinea Pamela Toscano – di dovere ancora parlare di omofobia. Apparentemente è una questione risolta. Come apparente è la parità di genere, dei generi, che compongono gli strati della nostra società. Ma la questione non è risolta, perché non ha a che fare con processi logici e razionali che, estendendo diritti e doveri, liberano dalla discriminazione. La discriminazione è irrazionale, è sub-culturale, la discriminazione è anarchica. Mi viene da dire che è più simile al riflesso incondizionato, alla paura del buio, al dogma. La discriminazione, di qualunque tipo, mi sembra si muova più per canali simili a quelli della fede, della risposta che non risponde a nessuna domanda: Perché è così e basta. Perciò il testo cerca di evitare di fornire punti di vista politically correct, per quanto sia inevitabile che una posizione alla fine emerga, ma piuttosto dia eco a tante voci, da quelle più scientifiche ed autorevoli a quelle della cronaca, dalla gente comune al popolo del web, al fine di smontarle e sostenerle tutte, al fine di appoggiarle e ridicolizzarle tutte, al fine di lasciare emergere l’unica domanda possibile: Cosa ne pensi tu?  Gli attori Marta Allegra, Nanni Mascena e Sebastiano Sicurezza si scambiano i ruoli, si rincorrono, si contorcono in questa ricerca della verità, della risposta giusta, della soluzione, parlano al pubblico, li guardano. Sono giovani, hanno lo sguardo aperto, un’energia guizzante e pronta, cambiano vestito e punto di vista con leggerezza, determinazione. E trasmettono la voglia di poter ancora cambiare angolazione, aggrappandosi all’aforisma del poeta Lowell: Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione».

Le rappresentazioni avranno inizio alle ore 21. Posto unico euro 5. Info: www.teatrostabilecatania.it

Il biglietto potrà essere acquistato unicamente online oppure presso il botteghino del Teatro Verga:
via G. Fava 35, Catania
tel. +39 095 731 08 56 (botteghino)
tel. +39 095 731 08 88 (informazioni)
abbonati@teatrostabilecatania.it
Il botteghino sarà aperto da martedì a domenica, dalle h. 10.00 alle h. 19.00

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“Il Misantropo” di Mòliere: una nuova produzione targata Teatro Stabile di Catania, in scena al Verga dal 5 al 14 maggio

Capolavoro della drammaturgia universale, Il Misantropo di Molière è la nuova, attesa produzione del Teatro Stabile di Catania, che sarà in scena alla sala Verga dal 5 al 14 maggio. Un allestimento che schiera nomi di rilievo del panorama teatrale… Continua a leggere

“Altrove: il teatro va in città”: al via la nuova rassegna del Teatro Stabile di Catania

Dal 17 marzo al 25 giugno cinque appuntamenti nei luoghi simbolo del centro storico “Altrove: il teatro va in città”: al via la nuova rassegna del Teatro Stabile di Catania Migrazione, potere, parità di genere, violenza sulle donne: questi i temi sociali e civili su cui si fonda  il progetto… Continua a leggere

Teatro Stabile Catania: magia e riti arcaici del Sud Italia nel Macbeth di Vincenzo Pirrotta

Evocativo e rivelatore già nel titolo, Macbeth-Una magarìa è l’adattamento dalla celeberrima tragedia di Shakespeare, scritto, diretto e interpretato da Vincenzo Pirrotta, che si è basato sulla traduzione di Carmelo Rapisarda. Si tratta di una coproduzione Teatro Biondo di Palermo e  Teatro Stabile di Catania, che dopo il debutto palermitano alla sala Verga dal 24 febbraio al 5 marzo.. Un appuntamento da non perdere con l’originale rivisitazione compiuta dal possente attore, regista e drammaturgo siciliano… Continua a leggere

Teatro Stabile Ct: debutta stasera “Vizio di famiglia” di Edoardo Erba

Debutta stasera allo Stabile catanese “Vizio di famiglia” di Edoarco Erba, una commedia esilarante sulla nostra condizione contemporanea di animali famiglia/dipendenti. La Famiglia, tanto agognata, è qui rappresentata con toni surreali e grotteschi visti come dietro una lente deformante. Una fonte infinita di gioie e dolori, ansie e indifferenze. I valori classici si ribaltano. Affiorano tutti i vizi dettati dall’usura dei sentimenti e dei legami di sangue, divenuti superficiali e intrisi di egoistico cinismo. Ha ancora senso unirsi? E poi: per la vita?…

Una donna matura sente forte il bisogno di crearsi una famiglia, un desiderio che alberga legittimamente nella mente e nel cuore di tanti. Una famiglia già pronta e completa di marito, figli, suocera ecc. La nostra splendida società consumistica le offre la possibilità di realizzare anche questo sogno. Tutto si può vendere o noleggiare. È solo questione di soldi e… il contratto è stipulato. Ma sarà veramente quell’avventura idilliaca che la protagonista immagina nella sua fantasia e nel suo intimo?
Per Annalisa, protagonista della storia, l’incontro con un’inquietante e truffaldino agente, segna l’inizio di una normale e terribile convivenza con un marito becero, indifferente e infedele, una scombinata suocera, due figli sempre assenti e una babysitter, bella ragazza tuttofare. Ne rimane spiazzata e delusa. Vorrebbe tornare indietro sui suoi passi ma non si può. Il contratto parla chiaro!
Una commedia esilarante sulla nostra condizione contemporanea di animali famiglia/dipendenti. La Famiglia, tanto agognata, è qui rappresentata con toni surreali e grotteschi visti come dietro una lente deformante. Una fonte infinita di gioie e dolori, ansie e indifferenze. I valori classici si ribaltano. Affiorano tutti i vizi dettati dall’usura dei sentimenti e dei legami di sangue, divenuti superficiali e intrisi di egoistico cinismo. Ha ancora senso unirsi? E poi: per la vita?
Questo testo, permeato di sferzante umorismo, porta ad interrogarsi sulla necessità di una vita di unione che dovrebbe essere serena e lineare ma, al contrario, ci appare come una trappola da cui dover fuggire. E’ ancora possibile che la famiglia sia un’istituzione viva e vegeta?  Dovrebbe rassicurare e, invece, inquieta. La Famiglia può continuare ad essere quell’ancora di salvezza a cui si aggrappa la maggioranza del genere umano? Secondo l’Autore, vizio di famiglia è un insopprimibile desiderio che spinge anche i più refrattari a cedere a questa specie di mostro. Nel testo viene usata con incisività la chiave del paradosso e dell’assurdo per far sorridere della mostruosità che è in noi, per evidenziare la grettezza di certi comportamenti e satireggiare sul vuoto di certe esistenze che passano, in modo meccanico, nella più totale inconsapevolezza ed incoscienza. Una commedia che diverte con intelligenza e che fa sorridere pensando…

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Tsc: debutta stasera Macbeth con Luca Lazzareschi e Gaia Aprea

In occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di Shakespeare, Luca De Fusco firma la regia di Macbeth, uno dei supremi capolavori della drammaturgia del Bardo e, forse, anche tra i testi più teatralmente perfetti per coerenza e consequenzialità della struttura drammaturgica. Magnifici interpreti, nel ruolo del titolo Luca Lazzareschi, mentre Gaia Aprea è  Lady Macbeth. L’allestimento, una coproduzione di grande formato coprodotta da Teatro Stabile di Catania, Teatro Stabile di Napoli, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, approda alla Sala Verga dal 7 al 18 dicembre… Continua a leggere

Ecco i nuovi cartelloni del Teatro Massimo Bellini e del Teatro Stabile di Catania

Grandi interpreti per grandi stagioni che coniugano qualità artistica e controllo dei costi TEATRO MASSIMO BELLINI e TEATRO STABILE DI CATANIA PRESENTANO PER LA PRIMA VOLTA INSIEME I NUOVI CARTELLONI Tradizione e innovazione si armonizzano in variegate proposte rivolte a tutti e soprattutto ai giovani… Continua a leggere

Tsc: debutta il 21 gennaio “Miseria e nobiltà” di Scarpetta

Miseria e nobiltà come non l’avete mai vista. La celeberrima commedia di Eduardo Scarpetta, caposaldo della drammaturgia dialettale napoletana, viene proposta per la prima volta interamente in lingua italiana. Autentico capolavoro del teatro comico, il titolo arricchisce la stagione del Teatro Stabile di Catania, articolata proposta culturale nella quale trova spazio anche la rivisitazione di intramontabili classici…

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