Tagli, a settembre 20mila insegnanti precari disoccupati Tuttoscuola: nel 2009 furono 6mila. Pesano 12mila sovrannumerari…(da apcom)


ApCOM, 14.8.2010

Roma, 14 ago. (Apcom) – Secondo una stima della rivista Tuttoscuola saranno almeno 15-20 mila i docenti precari della scuola che per effetto dei tagli imposti agli organici dal governo non si vedranno confermata la supplenza annuale o fino al termine delle lezioni: per loro non rimarrà che sperare nelle cosiddette supplenze ‘brevi’, assegnabili dai presidi per periodi ridotti a seguito di malattia o dell’aspettativa usufruita dal personale di ruolo, o nell’accesso alle indennità ed ai contratti di ‘disponibilità’, previste dal decreto salva-precari e di cui lo scorso anno usufruirono (assieme ai non docenti) oltre 20mila precari.

Dopo aver ricordato che nell’a.s. appena terminati, rispetto al 2008-2009, il decremento di cattedre “era stato di ‘sole’ 13.880 unità” in buona parte ricompensate dalle 8mila nomine in ruolo e che quindi “i precari rimasti senza nomina furono poco meno di 6mila, in qualche modo recuperati dal decreto salva-precari”, Tuttoscuoola oggi si sofferma sul fatto che a settembre quel tetto verrà ampiamente superato.

“È impensabile – scrive la rivista – che le 117.285 nomine insperate dell’anno scorso vengano confermate quest’anno, a causa di almeno tre ordini di fattori. L’organico di diritto è diminuito complessivamente di ulteriori 19.323 unità, riducendo il numero di posti vacanti e di quelli disponibili anche di durata annua”.

Considerando che una “quota di quei posti di sostegno non in organico di diritto è stata stabilizzata nella misura di oltre 5mila unità”, ma anche che “dopo i trasferimenti sono rimasti senza sede circa 12mila docenti di ruolo (in sovrannumero) che dovranno essere utilizzati con priorità sui posti vacanti e disponibili”, per i precari della scuola i conti rimangono ampiamente in negativo.

“Si può stimare – continua la rivista specializzata – che, alla fine, di posti disponibili per le nomine di docenti precari con contratto a tempo determinato potrebbero essere almeno 25-30 mila meno dell’anno scorso (circa 90mila in tutto), compensati dai 10mila posti destinati alle nomine in ruolo. I docenti precari a rischio di non avere confermato il posto potrebbero, dunque, essere almeno 15 e 20 mila. Non pochi”.