L’avvocato Ninni Panzera e Taormina Arte: è la storia di un connubio perfetto che dura dal 1987, anno in cui è diventato segretario generale della grande  kermesse culturale.Trentaquattro anni di impegno per la sua Taormina e dall’1 agosto la meritata pensione. Ma se c’è una passione, che da sempre ha accompagnato questo grande animatore culturale,  è il cinema.

Non a caso, proprio su suo suggerimento, i maestri Fabio Lannino e Diego Spitaleri hanno composto, in mesi di duro, ma appassionante  lavoro, un accompagnamento musicale per uno dei più belli e famosi film muti, l’horror “Il fantasma dell’Opera” del 1925, tratto dal lavoro di Gaston Leroux, di Rupert Julian, con Lon Chaney, Mary Philbin, Norman Kerry, Arthur Edmund Carewe, Gibson Gowland, dal titolo originale The Phantom of the Opera, in bianco e nero (o quasi) della durata di 73 minuti.

 

La Fondazione Taormina Arte, nel suggestivo scenario del piccolo, raccolto teatro Odeon ha così proposto, venerdì 27 agosto la bella proiezione della celeberrima pellicola,  accompagnata da Fabio Lannino alla chitarra e contrabbasso, Diego Spitaleri al pianoforte, Antonino Saladino al violoncello e Francesco jr Foresta alla marimba e percussioni.

 

 

 

 

 

Ne è venuto fuori un mix affascinante nonché coraggioso di immagini e suoni, che si sono sposati alla perfezione. E non è stata un’impresa facile perché facile non era superare la bellezza della colonna sonora originale. I bravi musicisti sono riusciti ad andare oltre, arricchendo la proposta primitiva con incursioni nelle sonorità contemporanee e sottolineando gli aspetti più inquietanti del film, come il momento in cui il Fantasma rivela la sua terrificante maschera, simile a un vero e proprio  teschio ghignante, quella che poi diventerà una delle più celebri icone del cinema horror di tutti i tempi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Suggestive anche le sonorità di una delle scene più belle, quando il Fantasma compare in incognito al ballo in maschera vestito da Morte Rossa, in omaggio al celebre racconto di Poe del 1842.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli spettatori hanno potuto godere delle immagini accattivanti, riflettendo sulla bravura di quei famosi attori del tempo, capaci di trasmettere emozioni e sentimenti senza muovere voce; ma è stata proprio la musica inventata da Lannino e Spitaleri a dare loro anima e fiato, con crescendi tumultuosi e pause calibrate, dove il silenzio si è fatto musica.

Grandi applausi finali e un bel ringraziamento, tutto meritato, a Ninni Panzera che, col suo inesauribile entusiasmo, mancherà a Taormina Arte tutta.

Silvana La Porta