Due artisti di fama internazionale e uno scenario incantevole non possono che regalare emozioni indimenticabili. E davvero Taormina ha vissuto una serata di musica di altissimo livello nel suo teatro greco domenica 25 agosto, grazie al Taormina Opera Stars affidato alla direzione artistica di Davide Dellisanti. I pianisti Martha Argerich e Daniel Rivera, accompagnati validamente dall’orchestra  diretta dalla incisiva Gianna Fratta, già apprezzata nella Carmen andata in scena qualche sera fa, hanno donato al foltissimo pubblico che gremiva le gradinate e la platea, tra cui molti stranieri, melodie affascinanti: il concerto n. 1 in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra di Franz Liszt, eseguito dalla Argerich, e il Concerto in la minore per piano e orchestra op.16 di Edvard Grieg, affidato a Rivera.

Un abbinamento non casuale perché Liszt fu un modello per Grieg e ammirò moltissimo il concerto del compositore norvegese in programma, addirittura proponendo alcune modifiche nella parte orchestrale. Le due pagine appaiono, dunque, legate e animate da fresche idee musicali che gli esecutori hanno reso con grande dolcezza e un tocco davvero suadente.

Martha Argerich, splendida settantottenne (ma chi lo direbbe mai?), ha interpretato Liszt con grande energia e versatilità, valorizzando sia i momenti più intimi della pagina pianistica e cesellando il suono come solo una grande artista sa fare, sia quelli dove la potenza orchestrale dello strumento l’ha fatta da padrone, mentre l’orchestra, come avrebbe voluto il suo compositore, faceva da cornice alle acrobazie del pianista. Elegante e raffinata non solo nell’esecuzione, ma anche davanti a una mini disavventura: le luci troppo forti, che proiettavano sulla tastiera un’ombra fastidiosa, l’hanno costretta a una piccola interruzione, fortunatamente superata agevolmente.

Daniel Rivera si è rivelato esecutore molto attento e sensibile, capace di coinvolgere emotivamente l’ascoltatore con le tenerezze timbriche del lirismo nordico, soprattutto nello splendido tema dell’Adagio dove l’intesa con la brava orchestra è stata perfetta.

Deliziosi i bis, in particolare “Il mattino” di Grieg, eseguiti a quattro mani con l’aiuto della direttrice d’orchestra che, con grande semplicità, si è prestata a girare le pagine della partitura per i due pianisti.

Un pianoforte giunto al culmine della sua onnipotenza tecnica e del suo splendore concertistico: così lo strumento principe ha incantato Taormina con un Concerto trascinante che ha concluso la bella applauditissima stagione del Festival Taormina Opera Stars. E il folto pubblico presente, italiano e straniero, potrà davvero dire, soddisfatto “Quella sera c’ero anch’io…”