Domenica 9 aprile al Teatro Sangiorgi è stata la volta di un format nato nel 2013 con cui il Teatro Massimo Bellini e l’Associazione Musicale Etnea intendono da tempo valorizzare la scena indipendente etnea…

Pubblico delle grandi occasioni, dunque, per la formazione siculo-palestinese dei Dounia formata da Faisal Taher (voce) Vincenzo Gangi (chitarra), Giovanni Arena (contrabbasso), Riccardo Gerbino (percussioni) insieme ai quali  si sono esibiti la cantante Rita Botto, la cantante e brava chitarrista Costanza Paternò, la cantante e organettista Simona Di Gregorio e il poeta Biagio Guerrera, presidente dell’AME.

Il programma, molto vario e ben strutturato, nell’ottica di una valorizzazione delle produzioni musicali catanesi indipendenti e innovative, ha visto l’esecuzione di brani tratti dai progetti realizzati in sinergia, “Ninnaò”, “Incostanza”, “Erdring” dei Luftig, “Amàri” e “Silent Town” disco che i Dounia hanno realizzato con Marta Collica.

E veramente, come dice il titolo del progetto, Catania ha risuonato di musica valida e soprattutto vera, con la splendida voce di Costanza Paternò, friulana, ma siciliana d’adozione, diplomata in canto jazz, che ha incantato tutti con la splendida canzone “L’amore come la neve”; e la singolare sonorità mediorientale di Faisal Taher, che ha creato un’atmosfera magica con la sua voce calda e appassionata; le poesie di Biagio Guerrera, recitate con partecipazione, perché, come ha affermato lo stesso scrittore, “nel siciliano, in un’estate felice del 1991, ho trovato la mia musica, il mio suono”.

In effetti lo scopo apertamente dichiarato di questi musicisti è proprio confrontarsi con la tradizione e ricrearla, in un incessante movimento creativo. Accompagnata dalla precisa esecuzione di chitarra e contrabbasso, sostenuta da un gioco di percussioni particolarmente convincente, è stata Rita Botto a siglare la performance con una ninna nanna cullante la meravigliosa “Sonnu sunnuzzo”, un inno al sonno, ma soprattutto, come ha sottolineato la stessa esecutrice, al sogno.

Speriamo che i bimbi possano addormentarsi al suono di queste antiche nenie, cantate dalle voci affettuose dei genitori. I Dounia, con i loro amici cantanti e poeti, ce ne hanno certamente offerto un saggio ricco di suggestioni e fascino.

Silvana La Porta