Continua  con grande successo di pubblico e critica, la stagione del Teatro Stabile di Catania, quest’anno improntata alla massima varietà delle proposte e alla partecipazione di vecchi mostri sacri della scena teatrale italiana…di Silvana La Porta

 

Dopo aver iniziato con un classico di Shakespeare come il “Sogno di una notte di mezza estate” il teatro catanese ha ridato vita, al teatro Musco, a un accattivante testo di Capuana, “Il paraninfo”, con le musiche dal vivo di Nino Lombardo e un cast di eccezione, che ha saputo valorizzare anche i passi più fiacchi del copione: Angelo Tosto, Vitalba Andrea, Margherita Mignemi, Egle Doria, Luana Toscano  hanno davvero recitato, con grande maestria, “a soggetto”, rispettando l’idea di canovaccio incompiuto del testo originario e facendone  tra frizzi e lazzi una commedia esilarante, con continui colpi di scena.

Poi è stata la volta di una grande attrice come Ottavia Piccolo, che, insieme al bravissimo  Vittorio Viviani     per la regia di Sergio Fantoni, ha duettato su un’opera di Gianrico Carofiglio, “L’arte del dubbio”, con quella frase che sarà il leitmotiv di tutto lo spettacolo :” L’anagramma di “la verità” è “relativa”.

La Piccolo e Viviani, cangianti sulla scena come la verità che rappresentano,  hanno offerto al pubblico una sorta di “cabaret del dubbio” dove niente è dato per scontato, una moderna commedia dell’arte articolata in quadri in cui i giochi di parole, lo strumento dell’interrogatorio e la forma del processo hanno fatto sì che i due attori si siano divertiti ad indossare i panni dei tipi più disparati,  su un teatrino da fiera di paese, con tanto di siparietto, quinte e luci, a somiglianza del teatro-cabaret brechtiano.

Qualche sera fa infine ha debuttato sul palcoscenico catanese una vera tigre del teatro italiano, quella Anna Maria Guarnieri che non ha smesso di incantare gli spettatori con la sua recitazione fiera e diretta del personaggio di Eleonora Duse,  nell’ultima notte a Pittsburg, in un delirante tentativo di ricostruire la sua carriera di diva, amante di un divo come Gabriele D’Annunzio.

E’ stata un’ora di viaggio nel teatro, con  continue citazioni da altre opere, chiusa da una standing ovation per l’attrice, coronata da un mazzo di fiori, con sorpresa finale. La Guarnieri, infatti, ha chiesto a un tratto silenzio e col suo fare raffinato ed elegante ha fissato alcuni spettatori delle prime file, chiedendo loro perché avessero parlato tutto il tempo durante la recitazione, disturbandola ripetutamente.

Poi, con fare molto chic, li ha perdonati, E anche noi li perdoniamo della figuraccia catanese con una grande intramontabile del nostro teatro, sperando che non si ripeta con Umberto Orsini che debutta domani sera…

Silvana La Porta