altVogliamo i nomi e i cognomi di chi ha elaborato e scritto i test, quanto hanno ricevuto come compenso per la prestazione, quanto è costata l’intera operazione e – sogno sul quale sta indagando la magistratura – i parenti affini previsti dal codice civile: e questo perché sembra che ci sia stata una fuga di notizie. Le notizie in fuga non si mettono in fuga da sole.

 

 

 

 

 

Test di Cavoli. A merenda.

di Vito Piazza – Ven, 16/09/2011 – 17:28

No. Non vogliamo solo criticare. Criticare è facile. Vogliamo i nomi e i cognomi di chi ha elaborato e scritto i test, quanto hanno ricevuto come compenso per la prestazione, quanto è costata l’intera operazione e – sogno sul quale sta indagando la magistratura – i parenti affini previsti dal codice civile: e questo perché sembra che ci sia stata una fuga di notizie. Le notizie in fuga non si mettono in fuga da sole. Vogliamo sapere in nome della trasparenza e della democrazia. Vogliamo sapere nomi cognomi e affini di chi ha percepito un compenso per questa operazione. Altrimenti la crisi è una bufala. Fuori i nomi. Non ci manda Don Vito Corleone. Ci manda Tremonti. Il pensionato sociale ha diritto di sapere come vengono spesi i soldi che gli taglieranno senza il rasoio di Occam  che ipotizza solo la ricerca della semplicità e l’eliminazione del superfluo. Potremmo fare l’elenco del superfluo, ma un saggista autorevole dell’illuminismo  soleva dire : “Datemi il superfluo, farò a meno del necessario”.  Potremmo affermare senza tema di smentita che chi ha compilato i test non ha sicuramente esperienza di scuola( sì, quella cosa che riguarda la crescita – Dewey l’avrebbe definita “growth”- degli allievi tramite l’apporto dei docenti), ma i testisti (psicometristi? Funzionari  e pedagogisti di stato?) potrebbero tirare in ballo Oscar Wilde che asseriva: l’esperienza è il nome che ciascuno di noi dà ai propri errori.”. Potremmo affermare….Ma a chi interessa? I test ci sono e se sono stati fatti una ragione ci sarà. Ecco vorremmo sapere anche questo. Come mai per PRESELEZIONARE i futuri Dirigenti scolastici si è la scelta la via del test? E su cosa-chi- quando sono stati pretesti per accertarne la validità e l’attendibilità? Non abbiamo mai avuto pedagogisti originali se si eccettua la Montessori che ingombrante sul piano del costume (o dei costumi) rispetto alle più rassicuranti sorelline Agazzi (tutte casa, famiglia, scuola,) e avendo avuto giovanissima una relazione col suo professore, l’abbiamo schiaffata sulle mille lire usando una foto in cui appariva vecchia e brutta: sanno i nostri pedagogisti che Maria Montessori era una top model? Che quando arrivava in Germania c’era il pieno per l’arrivo della “bella italiana”? Che quando il buon Dio l’ha fatta doveva essere veramente di buonumore? No. Lor signori sanno di Rosa i cui confini non andarono mai al di là della bresciana, neanche tutta la Padania…. Brescia, Mompiano, Brescia, non vi ricorda qualcuno? Loro signori sanno  che l’impact factor non è mai stato usato per i nostri baroni  universitari poiché da noi conta la quantità di libri che scrivi e non l’utilità – tratta dalle citazione di altri autorevoli autori – di ciò che scrivi? No. A lor signori interessa sapere se i futuri dirigenti sanno se Italo Calvino o Camilleri o Manzoni fossero di origine italiana. Un bell’esempio di intercultura e di promozione di  una scuola inclusiva. Mentre Morin parla di identità terrestre e di comunità di destino, i testisti confondono competenza culturale con competenza mnemonica, quella scolastica. Non sanno che l’intelligenza (ammesso e non concesso che sia misurabile) di una persona non si misura dalle risposte che dà, ma dalle domande che fa. Una ripassatina a Popper (“la ricerca nasce quando si inciampa in un dubbio”) ? No. C’è l’area 4, quella pedagogica in cui l’asservimento della pedagogia alla psicologia è totale. Piena di errori.  E qui non possono certo invocare Oscar Wilde: è più che un delitto, un errore. Ma torniamo ai “pedagogisti nostrani, domestici, testisti della domenica. In genere copiano. Dagli anglosassoni. Loro hanno imparato l’inglese per prima. Qualcuno dice che se si copia da un solo autore è plagio, se gli autori copiati sono tanti si chiamano “citazioni. ”Ma perché usare uno strumento così obsoleto come sono i test? Gli americani usano altri metodi. Perché copiamo i rifiuti? Ci invade la tristezza. Poveri futuri dirigenti! Speriamo che prevalgano le qualità umane di cui parlava Rogers (empatia, lealtà, autenticità): se l’uomo sbagliato usa i metodi giusti fa sempre cose sbagliate. Se l’uomo giusto usa i metodi sbagliati fa sempre cose giuste. A meno che…..Chi scrive è stato catturato dalla scuola a sei anni e da poco (dopo 46 anni di maestro, dirigente scolastico, ispettore, Dirigente superiore del Miur) restituito alla vita civile. Autore di un libro come DIRIGERE DOMANI, è disponibile, da questo “pulpito” a svelare i segreti per RISOLVERE I TEST. Per prepararsi occorre intelligenza. Per prepararsi a vincere QUESTO CONCORSO occorre furbizia. Volete che cominci col dirvi come risolvere i test? Subissate di lettere l’Augusto. In bocca al lupo.(non è un augurio, è una profezia).

http://scuolaoggi.org/archivio/test_di_cavoli_merenda