Teste marce contro il Senato Scontri e feriti a Firenze e Bologna Gli studenti assaltano palazzo Madama con un lancio di uova. Nel mirino la riforma del ministro Gelmini. Otto carabinieri feriti, due giovani arrestati e 27 denunciati…(da Il Tempo)

La manifestazione degli studenti Qualcuno della Sinistra avrà il coraggio di dire ai ragazzi che hanno dato l’assalto al Senato che quello è un atto che fanno i golpisti e i nemici della democrazia? Lo farà Bersani che invece è andato sul tetto di una facoltà universitaria per unirsi alla protesta contro la riforma Gelmini? Temiamo proprio di no. È vero che la sinistra invita i ragazzi a isolare i violenti. Ma sembrano le stesse parole ipocrite e inutili che tutti abbiamo sentito in anni lontani che certo non rimpiangiamo. Perché poi tutto trova una giustificazione, l’importante è protestare. L’importante è agganciarsi al carro di una mobilitazione contro il ministro, ma soprattutto contro il governo. Ma come si fa a isolare i violenti, se sono loro a guidare la protesta? Se non si pongono in partenza i limiti tra un legittimo dissenso e il rispetto delle regole della democrazia? Ma tutto è legittimo per l’opposizione se serve ad attaccare il Premier, il partito di maggioranza e ad assaltare le sedi. E quando non si ferma la macchina della violenza può accadere che la furia ribelle arrivi a commettere un atto che per tutti i democratici è sacrilegio.

Momento amaro per le istituzioni, dice il presidente Schifani. Una volta tanto anche Fini concorda. E ancora si parla di intollerabile aggressione. E condannano pure i senatori del Pd, che però contemporaneamente solidarizzano con gli studenti annacquando la presa di posizione. Come se gli aggressori fossero sbarcati da Marte e non fossero alla testa dei cortei con caschi e passamontagna. Ieri c’era chi voleva lo scontro duro. Il sangue. E soprattutto voleva colpire il cuore delle istituzioni e le sedi dei partiti. La cronaca della giornata a Roma sembra ricalcare gli anni ’70. Fortunatamente, almeno stavolta, al posto delle molotov ci sono state le uova. Ma hanno ragione quanti si preoccupano ricordando tempi lontani, quelli che poi definimmo anni di piombo.

I segnali allarmanti ci sono. Ieri mattina il centro di Roma è stato invaso da gruppi di studenti, si sono sparsi nella città quasi guidati da una attenta regia. Chi a protestare a Montecitorio, chi all’assalto, respinto, a Palazzo Grazioli, la casa romana di Berlusconi, chi alla sede del Pdl. Poi ancora altri in piazza Venezia e in piazza Navona, proprio davanti al Senato. E qui intorno alle 12 decine di ragazzi, provenienti in gran parte da Padova, aderenti a gruppi dell’estrema sinistra hanno dato l’assalto a Palazzo Madama travolgendo il primo schieramento di polizia.

Sono entrati nel portone principale e lo scontro è stato durissimo. Un funzionario di polizia è rimasto ferito in modo serio, la seconda porta interna ha resisitito e i violenti sono stati respinti e ricacciati fuori. Ma pensate che sarebbe successo se fossero riusciti a superare anche l’ultimo sbarramento? Sarebbero entrati dentro, nell’aula e negli uffici parlamentari. Il bilancio è però di otto carabinieri feriti. Sono stati arrestati due giovani e altri 27 denunciati. E dopo varie scorrerie nella vie del centro di Roma, gli studenti, che lamentano una decina di feriti, si sono ritirati alla Sapienza annunciando per oggi una nuova marcia verso Montecitorio.

Manifestazioni ci sono state in tutta Italia. A Torino, con tanto di assalto alla sede del Pdl, poi Firenze, Messina, Palermo, Perugia, Trento. A Pisa sono state occupate anche le piste dell’aeroporto. A Bologna sono stati aggrediti dei giovani di destra. E oggi si replica.