altPromessa mantenuta. Enrico Rossi, prima di partire per la sua campagna elettorale aveva detto a l’Unità e poi ripetuto ai toscani, che, se fosse diventato presidente, avrebbe fatto una giunta con metà uomini e metà donne. Lo ha fatto. Tanto che ora il colore dominante della “rossa” Toscana è un rosa decisamente acceso che fa di questa regione quella con la più alta percentuale di donne assessore.

 

Toscana rosa: Rossi affida posti-chiave a donne

di Vladimiro Frulletti

Promessa mantenuta. Enrico Rossi, prima di partire per la sua campagna elettorale aveva detto a l’Unità e poi ripetuto ai toscani, che, se fosse diventato presidente, avrebbe fatto una giunta con metà uomini e metà donne. Lo ha fatto.

Il colore rosa Tanto che ora il colore dominante della “rossa” Toscana è un rosa decisamente acceso che fa di questa regione quella con la più alta percentuale di donne assessore. Solo la Puglia di Nichi Vendola tiene il passo. Come anticipato dalla Gazzetta del Mezzogiorno il leader di Sinistra ecologia e libertà ha messo in piedi una squadra (la presenterà martedì quando la Corte d’Appello ufficializzerà risultati e eletti) che su 14 assessori ne avrà 7 donne. Un numero che alza la presenza femminile nella regione Puglia visto che le elette sono solo tre su 70. Il 50% di assessori donna invece è già ufficiale in Toscana dove il nuovo presidente del Pd ha diviso equamente fra maschi e femmine i 10 componenti della sua squadra. Una giunta fortemente ridotta dal taglio di ben 4 poltrone rispetto alla precedente. «È un primato nazionale – spiega il neo presidente – a cui tengo. Perché sono convinto che avere la metà di assessori donna vuol dire rappresentare meglio la società e anche cercare di cambiare la politica e l’amministrazione».

Poche donne nelle altre Regioni Del resto con tutte le altre Regioni non c’è paragone. E nella distribuzione di posti di comando alle donne la collocazione sull’asse destra – sinistra conta relativamente. Nella Lombardia di Formigoni su 16 assessori c’è una sola donna come in Calabria (su una giunta di 11). Nel Veneto sono due su 13. Va meglio il Piemonte del leghista Cota con 4 su 13. E due donne in giunta ne contano Emilia Romagna (su 14), Umbria (contando anche la neopresidente Catiuscia Marini sono 3 su 10) e Marche (su 11). In attesa che anche i governatori Lazio e Campania facciano le loro squadre di governo, il record (negativo) è in Basilicata con zero donne in giunta. «È un segnale di svolta per la Toscana – spiega Rossi – che ha un valore anche per l’Italia dove le donne di solito sono tenute fuori e lontane dai posti di responsabilità».

Deleghe pesanti Non a caso nella giunta, presentata venerdì in consiglio e ieri alla stampa, Rossi agli assessori donna ha affidato ruoli di assoluta responsabilità a partire dalla sua vice, l’imprenditrice Stella Targetti, classe 1973 . E la sanità, cioè più del 75% del bilancio regionale, settore che Rossi ha governato per 10 anni facendone il vanto della Toscana, è stata data a una manager (laurea in ingegneria nucleare) di 37 anni, Daniela Caterina Scaramuccia, che in tasca non ha nessuna tessera di partito. Mentre il governo del territorio è andato a un’urbanista che insegna all’università di Venezia (dove ha fatto anche l’assessore per un anno e mezzo col l’allora presidente Zoggia, ora responsabile nazionale enti locali Pd) Anna Marson, anche lei senza tessera, ma suggerita dall’Idv che considera un errore le famose “villette di Monticchiello” che fecero infuriare Asor Rosa. Dai dipietristi arriva Cristina Scaletti (medico, ricercatrice di malattie rare) già assessore del sindaco di Firenze Renzi, che dovrà governare due settori chiave per la Toscana e cioè la cultura e il turismo. Mentre il tema non meno delicato dell’ambiente (e cioè i rifiuti, l’acqua e l’energia) è stato riaffidato (era già nella giunta Martini) alla quarantenne grossetana Anna Rita Bramerini del Pd. Insomma una squadra molto rosa non solo per il numero ma anche per il peso delle deleghe. E non finisce qui, perché Rossi nel suo programma ha inserito anche l’impegno che d’ora in avanti in ogni nomina della Regione sarà rispetta la parità di genere. «È vero come mi ha fatto notare qualcuno che non ho ancora dato la delega alle pari opportunità – fa notare il presidente della Toscana – intanto però le pari opportunità l’ho messe in pratica». Un po’ meno lo hanno fatto i partiti visto che nel consiglio regionale della Toscana le donne elette sono 12 su 55. Il Pdl ne fatta eleggere una sola, visto che l’avversaria di Rossi, Monica Faenzi torna a Roma. Il suo posto va a un leghista, maschio.

25 aprile 2010

http://www.unita.it/news/italia/97868/toscana_rosa_rossi_affida_postichiave_a_donne