L’Ufficio IV dell’USR Sicilia, con disposizione n. 14419/2012, vista la nota Miur n. 6101/2012 con la quale si comunicava che il MEF aveva concesso l’autorizzazione al mantenimento in servizio per l’anno scolastico 2012/2013 di 48 Dirigenti Scolastici siciliani, ha formalizzato il provvedimento in favore dei Ds che compiono 65 anni nel corrente anno scolastico…(da ceripnews)


Un provvedimento legittimo per i 48 beneficiati, ma non la pensano allo stesso modo i Ds soggetti a mobilità coatta che per una serie di variabili ampiamente argomentate da questo sito nei giorni precedenti, sono finiti fuori provincia ed a notevole distanza (anche 300 chilometri !); una condizione che non si sarebbe determinata se la concessione del mantenimento in servizio fosse stata ricusata.
La verità è che nella vicenda mobilità i conti non sono stati tutti certi: alcuni Dirigenti Scolastici, sperando nel colpaccio della mobilità coatta e le sue fasi, con uno scampolo di punticini hanno fatto il salto insperato anche nel secondo settore; altri, invece, sono rimasti al palo pur avendo gli stessi requisiti, per una serie di variabili che si possono desumere da quanto abbiamo scritto in merito anche nei giorni precedenti.
L’Amministrazione regionale poi, fra un CCNI opinabile, se non paradossale, ed i punticini salva-trasparenza, ha finito per complicarsi la vita da sola e per complicarla a tanti Dirigenti che poco convinti di tutta l’architettura del movimento stanno facendo fioccare decine di ricorsi nella speranza di ottenere il giusto o di più; in ogni caso ci provano.
Una cosa è certa: entrare nel merito dell’architettura della mobilità a posteriore non ha senso, semmai si poteva e forse si doveva impugnare il CCNI e il correlato bando regionale; rettificare un punteggio errato, invece, è legittimo, anche se significa riaprire una catena complessa sull’intera mobilità, ma non rettificarlo sarebbe peggio perché ne scaturirebbe uno scontato contenzioso. Altra cosa certa è che con questi criteri di mobilità adottati su scala nazionale e regionale, quest’anno in Sicilia ci sono più scontenti che soddisfatti. (n.b.)