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La nuova produzione del Teatro Stabile di Catania sarà alla sala Musco a partire dall’1 marzo Pippo Pattavina fa rivivere L’aria del continente: tra gallismo siculo e snobismo borghese Per la Galleria del Novecento, un vivace ritratto della Catania di inizio secolo firmato Nino Martoglio…
L’ARIA DEL CONTINENTE
di Nino Martoglio
regia Pippo Pattavina
scene e costumi Giuseppe Andolfo
musiche Pippo Russo
luci Franco Buzzanca
con Pippo Pattavina
Marcello Perracchio, Alberto Bonavia, Vittorio Di Paola, Sara Emmolo,
Carlo Ferreri, Francesca Ferro, Nellina Laganà, Pippo Marchese,
Camillo Mascolino, Plinio Milazzo, Raniela Ragonese, Olivia Spigarelli,
Bruno Torrisi, Aldo Toscano, Luana Toscano, Giovanni Vasta
produzione Teatro Stabile di Catania
Teatro Musco, dall’1 marzo 2010 – anteprima ore 20.45

COMUNICATO STAMPA

La nuova produzione del Teatro Stabile di Catania sarà alla sala Musco a partire dall’1 marzo

Pippo Pattavina fa rivivere L’aria del continente: tra gallismo siculo e snobismo borghese

Per la Galleria del Novecento, un vivace ritratto della Catania di inizio secolo firmato Nino Martoglio

CATANIA – A mancare non saranno sicuramente le risate, condite dal sapido dialetto catanese e da un’acuta analisi sociologica. Con il nuovo allestimento di un testo di culto come L’aria del continente, la commedia forse più famosa di Nino Martoglio, il Teatro Stabile di Catania conferma la costante vocazione e attenzione per la drammaturgia popolare, indagata sempre con perizia filologica. Ed un cast di interpreti ed allestitori di altissimo livello è stato messo in campo per una produzione tra le più attese della stagione, in scena al Musco per oltre un mese, a partire dall’1 marzo.
Mattatore assoluto sarà un nome assai caro ai catanesi e che non ha perciò bisogno di presentazioni, un artista famoso anche all’interno del panorama teatrale, televisivo e cinematografico italiano; parliamo di Pippo Pattavina che, festeggiati lo scorso anno i cinquant’anni di carriera, anima l’allestimento nella doppia veste di regista e interprete. Scene e costumi sono di Giuseppe Andolfo, le musiche di Pippo Russo, le luci di Franco Buzzanca.
Pattavina sarà affiancato da un cast di qualità che annovera Marcello Perracchio, Alberto Bonavia, Vittorio Di Paola, Sara Emmolo, Carlo Ferreri, Francesca Ferro, Nellina Laganà, Pippo Marchese, Camillo Mascolino, Plinio Milazzo, Raniela Ragonese, Olivia Spigarelli, Bruno Torrisi, Aldo Toscano, Luana Toscano, Giovanni Vasta.
Sono passati più di trent’anni da quando Pattavina partecipò nei panni del giovane Michelino alla storica edizione dell’Aria del continente firmata da Turi Ferro e siglata ancora dalle presenze di Umberto Spadaro, Ave Ninchi, Fioretta Mari. Nell’edizione odierna l’attore indossa per la prima volta le vesti del “continentalizzato” Don Cola Duscio, conquistato dall’astuta ed emancipata Milla Milord. Al centro di una disavventura sentimentale, il personaggio di Don Cola è anticipatore del gallismo di certi “tipi” brancatiani, instancabili ed ingenui dongiovanni.
Dirompente vis comica, personaggi popolani, vicende movimentate, linguaggio semplice e genuinamente dialettale, puntellato qua e là da fini rimandi letterari: sono questi gli ingredienti del teatro di Nino Martoglio, profondamente legato a Pirandello e, come lui, esponente di spicco di quell’irripetibile momento per la letteratura teatrale siciliana che è stato l’inizio del Novecento.
Corrispettivo isolano dei napoletani Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo, Martoglio è cantore di una Catania che “vive”, ritratta nei suoi vicoli, nei suoi personaggi, nei suoi paesaggi; artista a tutto tondo, poeta dei componimenti della Centona, giornalista della testata D’Artagnan e sceneggiatore cinematografico.
Un autore dalle avanzate prospettive, come conferma L’aria del continente, testo esilarante ma percorso da tematiche estremamente moderne, quali l’emancipazione femminile e l’etica borghese, rappresentato per la prima volta per il pubblico catanese nel 1915 e, più tardi, trasposto sul grande schermo da Gennaro Righelli con Angelo Musco. Gran parte della sua forza deriva dalla lingua usata, il dialetto catanese italianizzato, estremamente espressivo ed icastico, infarcito di modi ed espressioni locali.
La nuova produzione dello Stabile risponde all’obiettivo precipuo di recuperare e valorizzare il prismatico repertorio del teatro siciliano di tradizione, animato da una comicità grottesca ed espressione della multiforme realtà isolana, spesso contraddittoria e sempre sospesa tra l’essere e l’apparire.