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L’aria del continente di Nino Martoglio è una commedia esilarante e così densa di significato che è entrata a ragione nel novero delle migliori pièce teatrali del secolo scorso. Poi se il cast è siciliano doc e il palcoscenico quello della città dell’autore, il risultato è assicurato…(di Silvana La Porta, inviata al Tsc)


Si ride, dunque, in queste sere al Teatro Musco di Catania dove sta andando in scena la storia di un paese siciliano ai primi anni del Novecento, dove lo scapolo e benestante Don Cola Duscio, interpretato dal nostro Pippo Pattavina, che era andato a Roma per farsi operare di appendicite, é tornato dalla capitale “continentalizzato” ed accompagnato da Milla Milord (una Luana Toscano in splendida forma) una divetta del varietà sedicente romagnola. l’uomo, parlando in una lingua che non è nè italiana nè siciliana,ostenta con snobismo la sua nuova cultura assieme al disprezzo per i modi di fare e di pensare (la gelosia soprattutto) arretrati dei compaesani. Lo scandalo in paese é enorme. La Sicilia si stupisce di questa donna così libera e libertina, apparentemente moderna e disinibita.
Martoglio coglie come pochissimi lo spirito della nostra gente: radicata nelle sue convinzioni, incapace di cambiare le proprie idee, convinta di essere sempre nel giusto. Il continente la interessa poco. Niente è migliore della nostra isola.
Anche se amici e conoscenti assediano casa Duscio nella speranza di poter corteggiare la bella forestiera, la donna rappresenta sempre un passatempo e mai la storia seria, quella che solo può garantire una seria mogliettina. Grande movimento si genera sulla scena, la commedia motoria coinvolge gli spettatori, la mimica e l’accentuata gestualità degli attori la fanno da padrone. Basti pensare alla spassosa interpretazione di Nellina Laganà, la burbera e sospettosa sorella di Cola, Marastella, che chiede alla polizia di accertare la vera identità della canzonettistcui tutti gli uomini sbavano dietro e Marastella promette botte a questo e a quello.
Alla fine Cola è il grande scornato: lui che voleva rinunciare ad essere siciliano e faceva il continentale, scopre che Milla è solo una “carrapipana”. E ricorda, in un impeto d’ira, tutte le fesserie fatte per questa imbrogliona, urlando “corbelli, corbelli”.
Pippo Pattavina magistrale e naturale come non mai, applausi a scena aperta per un personaggio straordinario, un siciliano che, in fondo, di essere siciliano non aveva smesso mai.

SILVANA LA PORTA

SI REPLICA FINO AL 1 APRILE 2010