“DICERIA DELL’UNTORE”: LA MISTERIOSA ATTRAZIONE VERSO LA MORTE

Gesualdo Bufalino pubblicò il romanzo Diceria dell’untore nel 1981. Aveva sessantuno anni e diceva di avere passato più parte della sua vita a leggere che a vivere. E adesso, da questo esistenziale e amaro romanzo, il Teatro stabile di Catania, coraggiosamente, ha ricavato una pièce gradevole e coinvolgente, che ha aperto trionfalmente la stagione 2009/10. Coraggio, dunque, del teatro catanese. Perché il romanzo di Bufalino, col suo linguaggio immaginifico e barocco, con quel suo gusto introspettivo, di una introspezione acuta e sempre tesa a scavare nei meandri dell’anima, non costituiva un testo facile da portare sulla scena.
Grande scommessa del regista Vincenzo Pirrotta e del protagonista Luigi lo Cascio, scommessa vinta pienamente per un atto unico che ti fa trascorrere quasi due ore in un mondo surreale, quello di un sanatorio siciliano nel lontano 1946, un luogo dove la morte si frequenta ogni giorno e ogni giorno si mette in gioco la propria vita. Tra personaggi fantasma, larve umane e, interpretato dallo stesso regista, il Gran Magro, un direttore del sanatorio subdolo e senza pietà, Lo Cascio interpreta la vicenda del protagonista in modo sommesso e intenso, mentre scorre una vicenda non vicenda che si configura come un ineluttabile viaggio verso la morte. Unica possibilità di fuga? Amare. Marta è l’oggetto d’amore, ma nello stesso tempo triste metafora di un destino malefico. Il tutto sottolineato dalle musiche pacate, con accenni popolareggianti, tese a ricostruire un’atmosfera siciliana in una storia esistenziale di valore eterno, eseguite come pacata sottolineatura dell’esile trama.
Alla fine il Gran magro e la donna amata muoiono, ma qualcuno si salva. E va verso la vita dopo avere subito la magica, misteriosa attrazione verso la morte.
Sul palcoscenico resta Marta, a testa riversa, il vestito rosso passione e la lunga chioma giù, giù verso la misteriosa signora, che la accoglie, sensuale, tra le sue braccia.

SILVANA LA PORTA

 

 

 

TEATRO STABILE DI CATANIA repliche fino al 13 dicembre

DICERIA DELL’UNTORE
dal romanzo di Gesualdo Bufalino
pubblicato da Bompiani
adattamento teatrale e regia Vincenzo Pirrotta
scene e costumi Giuseppina Maurizi – musiche Luca Mauceri
movimenti coreografici Alessandra Luberti – luci Franco Buzzanca
con Luigi Lo Cascio
Vitalba Andrea, Giovanni Argante, Giovanni Calcagno, Lucia Cammalleri,
Nancy Lombardo, Luca Mauceri, Plinio Milazzo, Marcello Montalto,
Vincenzo Pirrotta, Salvatore Ragusa, Alessandro Romano
Mario Gatto, Salvatore Lupo, Michele Marsella, Giovanni Parrinello
produzione Teatro Stabile di Catania