TSC: “PIPINO IL BREVE”, UNA BOTTA DI SANGU SICILIANO
La prima volta andò in scena del 1978. E tra il pubblico, ieri sera,  c’era chi ricordava quella memorabile edizione. Ecco perchè il ritorno di Pipino il breve allo Stabile di Catania ha costituito un gradito appuntamento per la platea delle grandi occasioni, quello che apprezza la buona tradizione siciliana e i vecchi cari attori della piazza etnea: Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina e Anna Malvica. Da quando l’autore Tony Cucchiara recò a Mario Giusti, storico direttore dello Stabile etneo, il canovaccio di un racconto, ricavato dai volumi di Giusto Lo Dico, che trattava in maniera esauriente della siciliana “Opera dei pupi”, per questa commedia musicale è stato un successo ininterrotto. Fino a questi giorni di repliche, per la regia di Giuseppe Dipasquale, direttore dello Stabile etneo, dove gli spettatori hanno riso, cantato e trepidato con la storia del re piccolo piccolo e di Berta la piedona, che avrebbero generato uno dei più grandi sovrani europei.
Il tutto per due ore di vero godimento, tra un Pattavina dalla straordinaria mimica, un Musumeci dalla solita battuta naturale e spontanea e giovani attori, tra cui Ilaria Spada e Mirko Petrini, bravi danzatori e cantanti al ritmo poetico della narrazione. Si scopre un siciliano cantato che coinvolge in questo spettacolo, accompagnato dal semplice suono di un tamburello e una chitarra; e una lingua che, per sua natura, non brilla per cantabilità, si anima come d’incanto di nuova vita.
Non è certo un caso che per il suo cinquantesimo compleanno il Teatro Stabile abbia scelto proprio Pipino a festeggiarlo: commedia isolana, specchio delle nostre più genuine tradizioni popolari e canto eterno degli eterni sentimenti umani.

SILVANA LA PORTA