A proposito del dibattito sul mio articolo di critica a un prossimo concorso nel 2015. Mi auguro che si passi dalla polemica tra opposti interessi, a una mediazione per un discorso unitario di cambiamento, le cose così come sono generano un sistema che determina di per sè precariato come fenomeno strutturale ed ineliminabile del reclutamento della docenza…

con relativo sfruttamento, unito a un sistema confusionale di graduatorie che si presta a ricorsi su ricorsi, un sistema delle graduatorie, come le ho definite anni fa, in secula seculorum , chilometriche che fanno gli interessi di precise lobby più o meno interessate a che le cose restino così come sono , semmai con qualche aggiustamento di sistema di volta in volta, provo ad elencare i soggetti interessati: i sindacati , per le consulenze su una normativa farraginosa e contraddittoria, quelle delle eterne graduatorie, nonché sui ricorsi, da anni fanno così soldi ed iscritti, i partiti politici che appoggiano di volta in volta questo o quel gruppo di precari, così costruiscono intorno a loro consenso, le scuole non statali che si possono assicurare o il lavoro non pagato o sottopagato in cambio di punti da spendere ogni tre anni nelle eterne graduatorie, le università e i consorzi universitari che mettono nelle loro vetrine corsi per fare punteggio nelle suddette sempieterne graduatorie, e vogliono concorsi per giustificare la disoccupazione intellettuale che producono, l’editoria di settore , i preparatori, per quanto riguarda i concorsi e potrei continuare a lungo, un indotto costruito sulla pelle di chi vuole entrare nella scuola come docente, una cosa prettamente italiana impensabile in altri paesi; che prevede che uno abbia una disponibilità economica più che capacità e merito per affrontare il lungo iter per accedere alla professione. Che vergogna però questo beccarsi vicendevolmente da parte di gente che sta nella stessa condizione ma su due fronti opposti, io come sapete non sono della partita, mi sono sforzato di far una proposta globale su precariato legandola al turn over che ha dei presupposti completamente innovativi rispetto all’esistente che è al collasso, ma a sentire certi commenti e contro commenti di precari che si beccano tra loro, come non ricordare i capponi di Renzo Tramaglino mentre con il cuore in golo e l’animo in subbuglio il pover’uomo si recava da quel grand’uomo del dottor Azzeccagarbugli!

Libero Tassella