Un concerto frizzante quello di venerdì 2 marzo (con replica il 3) al Teatro Massimo Bellini con un omaggio davvero scintillante, nel centenario della nascita, a uno dei massimi compositori del Novecento, quel Leonard Bernstein nel quale sempre la ricchezza melodica (perché, son parole sue, «La melodia è l’elemento supremo della musica, ciò che rende un compositore veramente tale») si abbinò a una costante vivacità ritmica che cercava la sua «americanizzazione» nell’uso di materiali tratti dal jazz e dalla tradizione musicale africano-americana…

Il programma si presentava da subito sfizioso: nella prima parte la suite orchestrale dal film Our Town di Aaron Copland e la suite sinfonica dal film On the waterfront di Bernstein, mentre la seconda era interamente dedicata alle danze sinfoniche tratte dal musical West Side Story (Prologue, Somewhere, Scherzo, Mambo, Cha-Cha, Meeting Scene, Cool-Fugue, Rumble, Finale). Alla direzione dell’orchestra la bacchetta di Silvia Spinnato, palermitana,  ricca di esperienze di direzione, tra gli altri, per il Maggio Musicale Fiorentino, la Mozarteum Orchester di Salisburgo, l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, la Philharmonie Salzburg e la Universitäts-Orchester Mozarteum.

E se, come ha affermato più volte, “per un direttore lo strumento è l’orchestra, ed è interessante che questo strumento non sia sempre lo stesso. Le persone sono diverse, la qualità dell’orchestra è diversa e di volta in volta bisogna capire come approcciare questo strumento”, il feeling con la compagine del Bellini è stato subito immediato. La direttrice, agile e fluente, non solo nella chioma, ha impresso il giusto ritmo alla musiche di Bernstein, compositore versatile, cosmopolita, conoscitore sofisticato dei vernacoli principali che compongono il mosaico poli-etnico statunitense, ma dotato di una altrettanto profonda conoscenza della tradizione accademica europea; e il risultato è stato il giusto mix tra senso della forma sinfonica e l’accattivante brillantezza di Broadway.

Lunghi applausi e un bel bis hanno concluso la serata di musica dominata da un’eccezionale ricchezza melodica e un’accattivante policroma varietà timbrica e ritmica.

Silvana La Porta