Bizet era un francese che adorava la Spagna. E, affascinato dal personaggio di Carmen, la sigaraia  sanguigna di Mérimée, scrisse una musica immortale e di grande impatto emotivo,  che, martedì 25 febbraio ha inaugurato in modo scintillante, con un tutto esaurito (anche per le repliche fino al 3 marzo),  la stagione lirica 2020 del Teatro Massimo Bellini sotto l’illuminata guida di Giovanni Cultrera.

Sullo sfondo di una scenografia sobria, ma di grande effetto (merito del bravo regista Luca Verdone), che ha perfettamente ricreato le calde atmosfere sivigliane, si è così dipanata una storia di amore, morte, gelosia e libertà, che si è distinta innanzitutto per l’ottima prova  dell’Orchestra, diretta dalla bacchetta del  neo direttore artistico Fabrizio Maria Carminati, che si è rivelata attenta alle esigenze di palcoscenico, ma soprattutto alle sfumature dei colori più sottili, intimi e lirici della partitura. Un plauso va anche alla compagine corale, quella diretta con grande piglio da Luigi Petrozziello, che ha offerto una bella performance espressiva e frutto evidente di grande affiatamento dell’ensemble, e quella del Coro di Voci bianche interscolastico “V. Bellini”, diretto con grande cura da Daniela Giambra, che ha visto sul palco piccoli cantanti lirici molto promettenti.

La grande personalità e il bel timbro del soprano moscovita Anastasia Boldyreva nel ruolo della affascinante sigaraia hanno poi incantato il foltissimo pubblico, soprattutto via via che la voce, ormai ben scaldata, si è fatta corpo e anima di un personaggio sensuale e profondamente innamorato della propria libertà. Con lei ha ben duettato il tenore Gaston Rivero che è stato un Don José carismatico, dalle ottime capacità attoriali e una voce corposa, seppur attenta ai toni più intimi. Brava e intensa come sempre la nostra Daniela Schillaci, che è stata una Micaela dolce, tenera, con modulazioni che hanno conquistato il pubblico, che le ha tributato calorosi applausi. Il baritono Simone Alberghini ha offerto una prova adeguata, anche se nel famoso Toreador ci si sarebbe  aspettati più grinta e decisione.

Bravi anche i comprimari, (il baritono Claudio Mannino,  il basso Gaetano Triscari, il soprano Anna Delfino e il mezzosoprano Albane Carrère, i tenori Saverio Pugliese  e Filippo Lunetta) , che hanno mostrato una buona tecnica e la cui prova ha ben corredato l’ottima fattura dell’insieme, allietata anche dai bei costumi di Alberto Spiazzi.

 

“Carmen mai cederà! Libera è nata e libera morrà!”. Un inno alla libertà, dunque, apre la nuova stagione lirica del Bellini catanese, sotto la sapiente direzione di Fabrizio Maria Carminati, per un’opera salutata infine da lunghi, convinti e scroscianti applausi. Che sia una stagione all’insegna di tanti simili sold out …

 

Silvana La Porta

 

Le foto sono di Giacomo Orlando