Stiamo raccogliendo le firme dei precari per chiedere il ritito del decreto 356, un decreto emanato il 23 maggio scorso, a poche ore dalle elezioni, con tempistica, quindi, assai sospetta, e che rettifica, in modo giuridicamente inusitato, l’art. 13 del bando di concorso del 2012 (il concorso a cattedra di Profumo, i cui vincitori sono ancora a casa nel 70% dei casi!),..(intervento di Marcella Raiola)

creando una nuova graduatoria di “non vincitori-idonei” cui attingere per l’attribuzione del 50% dei posti. Il decreto stravolge le regole fissate dallo stesso Miur e penalizza quanti hanno scelto, con le ultime operazioni di aggiornamento, che si sono chiuse il 17 maggio, di trasferirsi in altra provincia, calcolando la propria possibilità di essere immesso in ruolo sulla base del numero dei soli vincitori del concorso e non anche di questi nuovi aspiranti. Non solo. Il decreto mette precari “storici” inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento contro precari reduci dall’ultimo concorso, vergognoso perché inutile e mortificante, oltre che per le irregolarità che ha fatto registrare e per le modalità di selezione (il quizzone!) proposte a personale avente già titolo all’assunzione e con anni e anni di servizio alle spalle. La petizione non intende alimentare la conflittualità tra gruppi diversi di precari, ma denunciare il modus operandi ministeriale, inaccettabile nel merito e nel metodo in quanto devoluto allo scopo di mettere i precari nella condizione di sbranarsi tra di loro, a colpi di carta bollata o di lotte massacranti, per un numero di posti che, dopo i tagli della Gelmini, mai ritirati nonostante la protesta costante dei precari, giunta al 7° anno, si è fatto assai esiguo, a fronte di classi che “scoppiano” di alunni. Il MIUR opera in perfetto “stile Marchionne”, insomma, additando ad intere categorie di lavoratori sfruttati da anni la presenza di un esercito di altri lavoratori pronti a subentrare a condizioni più favorevoli per il “padrone”. Tra pochi giorni (non posso ancora comunicare la data, perché occorre ottenere il permesso della Questura), porteremo la nostra petizione al Ministero. Non è intenzione dei precari che sono in lotta dal 2008 mettersi contro i colleghi, che da sempre chiamiamo all’unità e alla compatezza contro il “divide et impera” dei vari ministri neoliberisti: sarebbe meschino e politicamente fallimentare. Vogliamo denunciare l’assurdità del decreto emanato, la sua illegittimità, e tornare a chiedere con forza quello che già abbiamo chiesto l’11 aprile, nella giornata dello Sciopero Precario: ritiro dei tagli Gelmini, rifinanziamento serio della Scuola, assunzioni immediate di chi ha anche 15 anni di precariato alle spalle (in violazione della Direttiva europea 70/1999CE contro l’iterazione di contratto a tempo determinato) e un sistema di reclutamento unitario, serio e funzionale alle reali esigenze del sistema-Scuola, attualmente al collasso e allo sbando. La Scuola non ha bisogno di “riforme epocali” (che hanno mostrato di essere, poi, nella sostanza, nient’altro che un taglio indiscriminato di posti) né di valutazione, dopo essere stata immiserita e umiliata. La Scuola ha bisogno di continuità, risorse, stabilità e ritorno al suo valore costituzionale di “istituzione”, perché la via della sua riduzione a “servizio on demand” sancirebbe la morte definitiva della Democrazia e del pluralismo.

AH! Abbiamo raccolto 880 firme, finora, in una settimana.