Proibita a Carnevale la “grande abbuffata” di maccheroni al sugo nella scuola del comune di Aci Bonaccorsi, plesso distaccato dell’Istituto comprensivo che ha sede nel comune di Valverde. Entrambe le scuole sono frequentate da alunni di scuola dell’infanzia e di scuola primaria. Nel comune di Valverde, anche da alunni di scuola secondaria di primo grado…

Il Regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione Europea, del 29 aprile 2004, sull’igiene dei prodotti alimentari, dispone il divieto assoluto di introdurre dall’esterno nelle scuole alimenti a consumo collettivo, essendo indispensabile tutelare la salute e la sicurezza dei minori, degli insegnanti, del personale ata. E c’è anche il D.lgs. 81/08 sulla sicurezza, concernente la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nel plesso distaccato nel comune di Aci Bonaccorsi dell’Istituto scolastico comprensivo “Padre Gabriele Maria Allegra” (che ha nel comune di Valverde, in provincia di Catania, l’ufficio del d.s. e quello del dsga, nonché gli uffici del personale amministrativo), il 23 febbraio, “giovedì grasso”, nella sezione dell’infanzia, si è svolta – come, così viene detto da genitori e da insegnanti, avveniva per tradizione negli anni precedenti – la cosiddetta “maccheronata” (maccheroni con cinque buchi, al sugo, portati, dopo averli cucinati a casa e messi in pentole, e in altre pentole il sugo, dalle mamme degli alunni della sezione dell’infanzia). Il 28 febbraio, la “maccheronata” doveva svolgersi, sempre nel plesso di Aci Bonaccorsi, nella sezione della scuola primaria, ma la “grande abbuffata” di maccheroni al sugo non si è svolta perché da parte dei docenti non è stata consentita. Tra i quali qualche grillina parlante che ha fatto saltare la “maccheronata” del Carnevale; parlante perché non tace quando vede che non vengono rispettate le norme vigenti, nonché previdente rispetto a possibili conseguenze negative se, proprio per violazione di norme, non sono state tutelate la sicurezza e la salute di chi – alunni per primi, soprattutto se in giovanissima età, ma comunque tutti, docenti e non docenti – ogni giorno si trova nei locali interni e negli ambienti esterni della scuola statale.

Nel plesso di Aci Bonaccorsi, l’11 novembre, come nei precedenti 11 novembre, c’era stata una precedente “abbuffata”, questa volta per la cosiddetta “festa di San Martino”, nella scuola primaria. Sempre portati dall’esterno, si era trattato, oltre al pane, di castagne arrostite e di nodi di salsiccia.

Il giorno in cui si svolgeva la “maccheronata” del “giovedì grasso”, dai docenti della scuola primaria dello stesso plesso scolastico di Aci Bonaccorsi veniva inviata alla preside della scuola “Allegra” di Valverde una circostanziata nota nella quale facevano presente – di certo perché ne erano di recente venuti a conoscenza (non essendo stati mai formalmente informati) dall’accesso a uno dei siti scolastici dalla puntuale informazione qual è “La Tecnica della scuola”, trovando conferma, a seguito di ricerca, nei siti web di istituti scolastici, tra i quali il Comprensivo “San Francesco di Paola” di Messina, il 2° Circolo didattico “Giovanni XXIII” di Triggiano in provincia di Bari, il 1° Circolo didattico di Nocera Inferiore in provincia di Salerno, l’Istituto scolastico regionale per il Lazio “Via del calice” a Roma, l’Istituto comprensivo “Eduardo De Filippo” in Sant’Egidio del Monte Albino in Campania, il comunicato stampa dell’Azienda USL della Toscana, un Istituto comprensivo del Vercellese, l’Istituto comprensivo di Carpenedolo in provincia di Brescia) – che il Regolamento CE n. 852 del 2004 non consente l’introduzione e il consumo a scuola di alimenti a consumo collettivo. Pertanto, comunicavano formalmente che non autorizzavano la cosiddetta “maccheronata” del Carnevale. Riconoscendo ai genitori degli alunni, in particolare alle mamme, la cura e l’impegno nella preparazione del cibo, comunicavano altresì – evidenziando che nei confronti degli insegnanti gravavano responsabilità e sanzioni (disciplinari, pecuniarie e penali) nel caso di violazione della normativa europea e di danni alla salute dei minori, e comunque non potevano violare la normativa – che avrebbero autorizzato la festa di Carnevale soltanto se fossero stati introdotti alimenti confezionati e di provenienza certa e certificata ai sensi della normativa vigente. Nelle loro classi, la “grande abbuffata” di maccheroni al sugo non c’è stata. In altre classi, anche nella scuola di Valverde, pizzette e cibo preparato dai genitori, anche se la d.s. aveva, come è corsa voce, invitato i docenti a visionare il link del sito “La Tecnica della scuola”. Ma visionare un sito è una cosa, peraltro a carattere esterno, mentre una disposizione del dirigente scolastico su ciò che è consentito e su ciò che non è consentito da un Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, e a cui rigorosamente attenersi, trattandosi di prevenzione e di sicurezza, soprattutto dei minori frequentanti l’Istituto scolastico, è ben altra cosa, peraltro obbligatoria.

Purtroppo, non tutti i dirigenti scolastici informano, con puntuale circolare, con esplicite informazioni e con dettagliate disposizioni, i docenti collaboratori personalmente individuati, gli altri docenti, il dsga (per far sì che i collaboratori scolastici attuino preventive operazioni di controllo all’ingresso della scuola, affinché vengano rispettate le disposizioni, al fine di prevenire possibili situazioni di pericolo), i non docenti, gli alunni e i loro genitori – ponendo anche l’informazione all’albo on line/sito dell’Istituto scolastico e dandone conoscenza, dopo averlo preventivamente consultato, al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione –, e disposto, nel caso di specie, “il divieto assoluto di introdurre dall’esterno alimenti a consumo collettivo, compreso quello “di distribuire caramelle e cioccolatini di qualsiasi tipo”, onde evitare spiacevoli conseguenze legate a casi di allergia/intolleranza”, essendo soltanto consentito di introdurre a scuola “cibi che siano prodotti confezionati con etichetta a norma, che evidenzino la data di scadenza, gli ingredienti, la responsabilità legale della produzione”. Ferma restando la possibilità del genitore (mamma o papà) di fornire la colazione o la merenda solo ed esclusivamente per il figlio o per la figlia.

Si tratta di un obbligo (quello dell’informazione a mezzo di circolare da rendere di pubblica conoscenza anche con postazione all’albo on line/sito/sito web dell’Istituto) a totale carico di ciascuno dei dirigenti scolastici, anche per evitare conseguenze disciplinari, penali e risarcimenti per danni quale conseguenza della mancata informazione, e quindi a causa dell’introduzione e del consumo nella scuola di alimenti a uso collettivo che potrebbero derivare dalla mancata informazione, in particolare agli insegnanti, al dsga e al personale ata. Conseguenze che graverebbero sugli insegnanti soltanto se, non applicando quanto formalmente disposto dal dirigente scolastico, consentissero il consumo di alimenti ad uso collettivo nella scuola. Non è possibile garantire la sicurezza e la salubrità di alimenti prodotti in ambienti casalinghi.

A parte tutto ciò, sappiamo che sono molte le scuole che, nonostante le loro evidenti condizioni di insicurezza, sono rimaste – anche da lungo tempo, magari perché sono mancate le dovute denunce dei dirigenti scolastici, ma anche di R.S.P.P. e di RSU, assumendo così gravissime e pesanti responsabilità (il caso del liceo Darwin di Tivoli nel Torinese è un drammatico esempio) penali, civili, disciplinari – senza i necessari e dovuti interventi riparatori da parte delle amministrazioni pubbliche competenti. Potremmo definirle scuole “dirupate”. “Le scuole non devono essere luoghi pericolosi”. I Comuni, e quindi sindaci e assessori, debbono capire, insieme agli “enti e alle scuole stesse, che la sicurezza è fondamentale per i nostri figli e nipoti”. Sono parole pronunciate dal sostituto procuratore Raffaele Guariniello nell’ottobre del 2013, riferendosi al crollo verificatosi al liceo Darwin, nel quale, nel mese di novembre 2008, perse la vita il giovane studente Vito Scafidi.

Polibio                                                                                                                                             polibio.polibio@hotmail.it