I concerti, in mezzo a tanti falsi divi alla caccia di denaro, oggi si possono fare anche con il cuore…di Silvana La Porta (inviata al Cortile Platamone)


Così, con semplicità e tenerezza, ha intrattenuto il folto pubblico intervenuto al Cortile Platamone il cantautore catanese Vincenzo Spampinato, in uno spettacolo allietato dall’Orchestra del sole e intitolato significativamente “Venditore di nuvole”, che da Catania partirà per un tour nazionale.

Già, perché il poeta e il cantante poeta sono venditori di sogni, vivono in una realtà tutta loro, ma sanno cambiare il mondo. Spampinato ha condotto il suo pubblico per mano attraverso 30 anni di carriera dal lontano 1978, quando sbancò con “E’ sera” ,ai successi attuali, ultimo quello al nuovo festival della canzone siciliana con “Muddichedda, muddichedda.” E le canzoni sono state inframezzate da simpatici ricordi: quello delle feste da ballo tra adolescenti dove i dischi andavano a 45 giri, poi a 33 e infine, in un appassionato amore, a 16 giri; non senza qualche ironica frecciata contro i discografici, quasi mai riconoscitori dei veri talenti, e contro i plagi, così tanto diffusi in campo musicale. Felice e contento, il cantante ha scherzato spesso con gli intervenuti, chiedendo loro perché avessero speso il prezzo del biglietto: e poi, puntando loro le luci addosso,

L’orchestra ha intonato con maestria i pezzi, complice qualche scenografia suggestiva; commovente il ricordo di Luigi Tenco, cui Spampinato ha dedicato un’interpretazione di Lontano, lontano; bellissima anche “Per lucia”, canzone scritta per Riccardo Fogli,  animata dal desiderio della caduta del muro di Berlino.

Grandi applausi alla fine per un cantante verace catanese che non voleva più smettere. Perché i sogni non hanno mai fine.