Vuoi abilitarti, ma non vuoi perdere troppo tempo? Adesso c’è il boom Romania. Abilitazioni veloci e a buon mercato. Come per i dentisti. E tanti insegnanti volano via verso est…

In Romania l’intero percorso didattico ha subito, infatti, negli ultimi anni un importante cambiamento e adattamento alle nuove direttive comunitarie in materia, sviluppando così delle tappe ben stabilite e più snelle rispetto a quelle italiane. In questo modo si da la possibilità di conseguire l’abilitazione all’insegnamento riconosciuta non solo per il territorio della Romania, ma anche nell’Unione Europea.

In applicazione della direttiva 2005/36/CE, recepita in Italia con il decreto legislativo n. 206 del 6 novembre 2007 è possibile presentare richiesta di riconoscimento per le professioni di: docente di scuola dell’infanzia; docente di scuola primaria; docente di scuola secondaria di primo grado; docente di scuola secondaria superiore.

E Paolo Latella, prof sindacalista che da tempo lotta contro i diplomifici, non ci sta. E in un’intervista rilasciata a Legge&Ordine spiega come è proprio la Romania la nuova fabbrica di docenti: “I docenti abilitati che vogliono ottenere la specializzazione sul sostegno hanno trovato il barbatrucco. Si segue un brevissimo corso in Romania e si riceve il certificato di specializzazione per il sostegno, tutto naturalmente legale.”

Poi basta tornare in Italia e richiedere il riconoscimento del titolo presso il Miur Direzione generale per gli Ordinamenti Scolastici e l’Autonomia Scolastica. Che quasi mai viene negata. Il riconoscimento può essere richiesto per gli insegnamenti di una singola disciplina o di gruppi di discipline, per i quali l’interessato sia legalmente abilitato nello Stato membro che ha rilasciato il titolo e può essere ottenuto a condizione che tali insegnamenti siano comparabili, in base ai principi della direttiva, a quelli dell’ordinamento scolastico italiano (professione corrispondente) nel rispetto delle fasce di età degli studenti ai quali sia consentito insegnare. Qualora dall’esame della domanda emerga che non vi è completa corrispondenza tra la formazione professionale richiesta in Italia e quella posseduta dall’interessato, questa Direzione Generale richiederà il superamento di una prova attitudinale o la frequenza di un tirocinio di adattamento presso istituzioni scolastiche italiane.

C’è il rischio di un nuovo scandalo e Latella promette che ne discuterà con l’onorevole Chimienti del M5S. Ma intanto la legge lo consente: con una permanenza a Bucarest di soli 15 giorni si studiano la lingua rumena e le materie del corso. E si consegue il titolo. Sono professori che poi dovranno magari sostenere davanti agli alunni quant’è faticoso studiare e come i risultati si vedono nel lungo, lunghissimo periodo…

Silvana La Porta