“Sono anni – non mesi – che vengono avanzate critiche argomentate e costruttive nei confronti dell’Invalsi: autoreferenzialità dell’ente sottratto a ogni valutazione e composto sempre dalle stesse persone, discutibilità dei metodi statistici e dei test proposti, eccesso di intervento con la prova per la secondaria di primo grado che fa media, sconsiderata incentivazione del deleterio “teaching to the test”, ecc.”

Giorgio Israel – 13 maggio 2015

Risultati immagini per invalsi termometro

——-

L’Invalsi NON è un termometro.

di Vincenzo Pascuzzi – 19 marzo 2017

L’Invalsi NON è un termometro. Meglio i suoi test non sono assimilabili a termometri. Invece Andrea Ichino ritorna, insiste, è recidivo con questo paragone, che – se accettato – validerebbe le considerazioni e le conclusioni ad esso collegate. La disputa su Invalsi e termometro è in atto da oltre cinque anni e il fatto che venga continuamente riproposta dai sostenitori dei test, indirettamente testimonia la mancanza di altri e più validi argomenti. L’oggettività dei test Invalsi è legata a questo paragone assunto come dogma anche se c’è chi – compreso lo stesso A. Ichino – cerca di accreditarla altrimenti, senza mai però dimostrarla con i fatti: occorrerebbero prove o test provenienti da almeno un altro organismo per confermare, ma non ci sono. Pertanto l’Invalsi, oltre a non essere in posizione terza (dipenda dal Miur che dovrebbe controllare!) è anche autoreferenziale e non può essere oggettivo.-

——-

Alcuni link recenti

Rottamare i test invalsi sarebbe un errore grave

La Commissione cultura al Senato ha chiesto di eliminare l’esito delle prove multiple dall’attestazione finale per la terza media e la quinta superiore
Ma sono uno strumento fondamentale per valutare il merito

di Andrea Ichino – 11 marzo 2017

http://www.corriere.it/opinioni/17_marzo_11/rottamare-test-invalsi-606d9ad4-05b6-11e7-882a-48a6b14b49a6.shtml

 

Invalsi, Anna Maria Ajello: ‘Presto prove al computer’

19 marzo 2017

http://www.tuttoscuola.com/invalsi-anna-maria-ajello-presto-prove-al-computer/

 

Invalsi e valutazione, la svolta che non c’è stata

di Orazio Niceforo – 12 marzo 2017

Invalsi e valutazione, la svolta che non c’è stata

 

+++++++

 

Altri link attinenti

 

Invalsi e il termometro di Ichino

14 maggio 15

E dagli con la storia del termometro! È dal 2011 – e poi ancora nel 2013 e ieri sul Corriere – che Andrea Ichino (fratello minore del giuslavorista Pietro) la mena con la storia, suggestiva, ma irreale, delle prove Invalsi utili come il termometro per misurare la febbre.

Ad essere scurrili si potrebbe suggerirgli di mettersele là, le prove invalsi, dove si mette il termometro per misurarsi la febbre.
In realtà sono i giornali che continuano a interpellare le stesse persone ad ogni occasione ricevendo inevitabilmente le stesse risposte.
Andrea Ichino è un economista che insegna all’università di Bologna e non sembra possedere grandi competenze pedagogiche. Quando si parla di educazione e scuola meglio sarebbe rivolgersi ai pedagogisti che, pur non avendo verità infuse – al contrario degli economisti – qualche competenza in più nel settore l’hanno.
Inutile dunque controbattere la risibile tesi del termometro. Un insegnante preparato conosce i pro e contro dell’uso dei test e le difficoltà tecniche e statistiche legate prima alla preparazione degli stessi, poi ai protocolli di somministrazione e modalità di valutazione dei risultati ottenuti.
Non è propriamente come infilarsi un termometro… sotto l’ascella.
Inutile nascondersi che l’Invalsi non brilla per trasparenza e rigore scientifico, ma non è questo il punto. È perversa l’idea di finalizzare tutto l’apprendimento scolastico al risultato delle prove di valutazione.
È risaputo che per ottenere buoni risultati in una batteria di quiz occorre allenarsi a rispondere alla tipologia di domande che verranno poste. E infatti fin dai primi anni delle scuola primaria sono fioriti libretti e quadernetti d’ogni tipo per addestrarsi in vista delle prove Invalsi.
Che addestramento ed educazione siano cose diverse ognuno lo sa (altrimenti basta aprire il vocabolario on-line Treccani o Wikipedia o qualsiasi altro dizionario o enciclopedia).
Allora la domanda da porsi è: vogliamo una scuola che addestri a superare test o che educhi?

http://notizieoggi.blogspot.it/2015/05/invalsi-e-il-termometro-di-ichino.html

+++++++

Prove INVALSI: e dalli con il termometro…

di Giorgio Israel – 13 maggio 2015

Sono anni – non mesi – che vengono avanzate critiche argomentate e costruttive nei confronti dell’Invalsi: autoreferenzialità dell’ente sottratto a ogni valutazione e composto sempre dalle stesse persone, discutibilità dei metodi statistici e dei test proposti, eccesso di intervento con la prova per la secondaria di primo grado che fa media, sconsiderata incentivazione del deleterio “teaching to the test”, ecc.

A tanti sforzi si è sempre opposto uno sdegnoso commento: «Chi critica è solo uno che non vuol farsi valutare ed è contro il merito». L’Invalsi ha sgomitato soltanto per ottenere lo stesso potere che ha ottenuto l’Anvur nell’università, per ragioni che sarebbe interessante approfondire.
Ora l’Invalsi paga tale arroganza con il crollo della partecipazione ai test, senza contare che anche quelli compilati sono pieni di cose inattendibili: so direttamente di studenti italiani che hanno scritto che a casa loro la lingua corrente è il bulgaro o lo swahili e altre amenità …
Ma oggi su buona parte della stampa – in cui ogni voce anche moderatamente contraria non trova più spazio – si leva un grido unanime: «È uno scandalo. Rifiutare i test Invalsi è come rompere il termometro quando si ha la febbre».

E giù prediche sulla valutazione e l’assenza di meritocrazia.

Leggi tutto l’articolo

http://www.roars.it/online/prove-invalsi-e-dalli-con-il-termometro/

http://gisrael.blogspot.it/2015/05/e-dalli-con-il-termometro.html

 

+++++++

 

In difesa dei test ‘oggettivi’

di Raimondo Bolletta – 14 maggio 2015

Torno con un cenno all’INVALSI: se invece di pretendere di misurare la febbre a tutti e tutti gli anni si fosse limitato a produrre efficienti termometri che ogni scuola in autonomia poteva usare per controllare il proprio stato di salute e si fosse limitato ad accertare livelli ed andamenti studiando campioni limitati rappresentativi dell’universo, non si sarebbe cacciato in questo ginepraio che sta producendo più crisi di rigetto che cultura condivisa sulla valutazione.

Leggi tutto l’articolo

https://rbolletta.com/2015/05/14/in-difesa-dei-test/

+++++++

”Gelmini, l’Invalsi e le bucce di banana” – La risposta del prof. Andrea Ichino

27 giugno 2011

Vincenzo Pascuzzi dice che i test Invalsi sono “non tarati e non riproducibili” e, a differenza del termometro, non sono vincolati da criteri precisi per la loro costruzione e taratura. Queste affermazioni non corrispondono al vero: esiste una letteratura scientifica internazionale sconfinata su come costruire questi test e l’Invalsi li produce anche sulla base di un’esperienza pluriennale di altri paesi, volta proprio ad assicurare la taratura che consente la confrontabilità nel tempo e nello spazio. Non è facile ma è esattamente quello che l’Invalsi sta cercando di fare. Tanto è vero che in prospettiva i test verranno utilizzati per calcolare il valore aggiunto negli apprendimenti (ossia la differenza tra i risultati in test successivi nel tempo) e non solo per confrontare i livelli in uno stesso anno. Pascuzzi, inoltre evita di ammettere (come mai?) che almeno all’interno di uno stesso anno i test invalsi consentono una comparazione tra studenti diversi, che i voti tradizionali impediscono.

Leggi tutto l’articolo

http://www.aetnanet.org/scuola-news-242791.html

+++++++

Tutto quello che prof e scuole non hanno capito dell’Invalsi

di Daniela Notarbartolo – 18 agosto 2011

http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/8/18/SCUOLA-Tutto-quello-che-prof-e-scuole-non-hanno-capito-dell-Invalsi/201302/

+++++++

L’Invalsi manda a dire …. (in risposta a Daniela Notarbartolo)

di Vincenzo Pascuzzi, 23.8.2011

“Le prove Invalsi sono come un metro della sarta”. Così sosteneva la Notarbartolo ancora pochi mesi fa (14) paragonando l’Invalsi addirittura al Bureau International des Poids et Mesures di Sèvres! Non ci siamo proprio, lasciamo stare le misure e i metodi della Fisica che sono tutt’altra cosa. Lasciamo stare anche il metro della sarta. Come già abbiamo lasciato stare il termometro evocato dal prof. Andrea Ichino (15) (16) (17) (18).

Leggi tutto l’articolo

http://win.gildavenezia.it/docs/Archivio/2011/ago2011/manda_dire.htm

+++++++

Valutazione esterna e di sistema. Perché l’Invalsi è tutto da rifare

Vincenzo Pascuzzi – 26-11-2013

http://www.aetnascuola.it/la-testimonianza-di-una-dirigente-una-crepa-nel-fronte-pro-invalsi/

+++++++

Invalsi e il falso termometro dell’Inquizsizione

di Vincenzo Pascuzzi – 27 dicembre 2013

Paragonare i test Invalsi al termometro o è una svista macroscopica e imperdonabile oppure è un inganno voluto di proposito. Assunto per buono un simile paragone (che ripetiamo è improponibile!), è poi facile giungere alla conclusione voluta, ma questa risulta anch’essa errata. Perché si usano sì passaggi logici e suggestivi ma a valle di una premessa inconsistente e falsa.

Senza invertire l’onere della prova, che rimane tutto a carico di chi propone il paragone, osserviamo che il termometro associa un numero a una temperatura. Il numero viene letto su una scala graduata costruita in un certo modo. La temperatura rilevata può essere confermata con una seconda lettura (dopo averlo “abbassato” se è un termometro clinico) oppure da un altro termometro. Il termometro ha un costo relativamente basso, può essere prodotto in diversi esemplari, non varia nel tempo, può essere facilmente usato da chiunque e quando occorre. Non serve il costruttore del termometro per decidere l’uso o per leggere la temperatura.

Leggi tutto l’articolo

http://www.pavonerisorse.it/riforma/valutazione/termometro.htm

http://www.scuolaoggi.com/29-argomenti/invalsi/29-invalsi-e-il-falso-termometro-dell-inquizsizione

+++++++

I test Invalsi non danno ‘giudizi oggettivi’ sugli studenti.

di Manlio Lilli – 13 marzo 2017

Le motivazioni utilizzate da Ichino per supportare la sua tesi, confesso che mi disorientano. Non credo che il test Invalsi costituisca un “giudizio oggettivo”. Non lo è, a mio parere, per la scelta della facoltà, come sostiene Ichino. Non lo è neppure per l’iscrizione alla scuola superiore, per la quale si potrebbe far ricorso anche ad uno strumento, nella maggior parte dei casi, inutilizzato: il consiglio orientativo. Sul fatto che questo “suggerimento” offerto dagli insegnanti del triennio, possa risultare viziato mi permetto di esprimere alcune perplessità. Perché mai un consiglio di classe dovrebbe “consigliare male” un alunno? Per quale motivo insegnanti che generalmente hanno osservato e aiutato la crescita di un ragazzo per l’intero corso di studi dovrebbero penalizzarne le aspirazioni? Questo, naturalmente, non può significare che non si possa giudicare e consigliare in maniera erronea. Ma confido che si tratti di una percentuale esigua di casi e non di un trend, generato da valutazioni oggettive.

Leggi tutto l’articolo

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/13/i-test-invalsi-non-danno-giudizi-oggettivi-sugli-studenti-a-volte-li-rovesciano/3447890/