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Accordo mobilità: Confederali e Snals accettano chiamata diretta ed ambiti. Unicobas: impugnativa, ricorsi e sciopero

📅 Pubblicato il 26 January 2016 • 🎓 Polo Didattico AetnaScuola
Archivio Storico AetnaScuola A cura di Vincenzo Pascuzzi • Pubblicato originariamente su AetnaScuola.it

Unicobas impugnerà questo contratto, palesemente anticostituzionale, mettendo in mora anche i ‘sindacati’ che lo hanno sottoscritto. Avvieremo una valanga di ricorsi che, a costo di dover giungere sino alla Suprema Corte di Strasburgo, ci daranno il modo di imporre alla Corte Costituzionale di esprimersi su una legge che Mattarella per primo non avrebbe mai dovuto avallare. Abbiamo proclamato lo stato di agitazione ed avviato le procedure di conciliazione.

ACCORDO MOBILITA’: CONFEDERALI E SNALS ACCETTANO CHIAMATA DIRETTA ED AMBITI. UNICOBAS: IMPUGNATIVA, RICORSI E SCIOPERO

di UNICOBAS SCUOLA – Comunicato Stampa 26.01.2016 –

SCUOLA, ACCORDO SUI TRASFERIMENTI. CGIL, CISL, UIL, SNALS SOCCORRONO IL GOVERNO ED ACCETTANO CHIAMATA DIRETTA ED AMBITI TERRITORIALI. IMPUGNEREMO IL CONTRATTO. SOMMERGEREMO LORO E LA GIANNINI DI RICORSI. PROCLAMATO STATO D’AGITAZIONE ED AVVIATE PROCEDURE DI CONCILIAZIONE: PRIMA LA PROTESTA CIVILE (CAUSE SU DEMANSIONAMENTI E DISPARITA’ DI TRATTAMENTO, NO COMITATI DI VALUTAZIONE, NO TUTOR PER ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO), POI LO SCIOPERO.

L’accordo ‘con sequenza contrattuale’ raggiunto fra il Ministero ed i sindacati tradizionali è un ‘arrangiamento’ stonato: i vari ‘movimenti’ relativi alla mobilità del personale docente ed ata implicano enormi disparità di trattamento non solo fra gli insegnanti stabilizzati ante-legem 107/2015 (‘riforma’ Renzi) ed i neo-assunti, ma anche fra le quattro fasi della nuova campagna di reclutamento. Se con il primo ed il secondo ‘movimento’, gli insegnanti assunti entro il 2013 potranno ancora (ma solo per quest’anno?) chiedere trasferimento in una scuola, in particolare il terzo e quarto ‘movimento’ penalizzano decine di migliaia di docenti. A cominciare da chi è passato di ruolo entro il 2014 (quindi prima della ‘riforma’), che potrà sperare di ottenere una titolarità di istituto solo se avrà la (rarissima) ‘fortuna’ di trovare posto proprio in quell’unica scuola che l’accordo consente loro di indicare nella domanda di trasferimento, poiché altrimenti finiranno su una rete di istituti in balia dei dirigenti di un territorio grande quasi quanto una provincia (o di un’area metropolitana della stessa ampiezza) per un’utilizzazione da ‘tappa-buchi’. Il quarto ‘movimento’ condannerà invece tutti gli assunti delle fasi ‘B’ e ‘C’ al limbo degli ambiti territoriali, con l’aggravante che, mentre i neoassunti dalle graduatorie di merito dei vecchi concorsi si muoveranno a livello regionale, quanti sono stati presi dalle GAE (Graduatorie ad esaurimento), verranno addirittura spediti ovunque sull’intero territorio nazionale.

Non solo non è stata risolta, ma neppure ‘trattata’, la questione del demansionamento di 30.000 docenti inviati negli ambiti ‘a caso’ contro la propria volontà e senza tenere in conto le richieste delle scuole per l’organico cd. ‘potenziato���. Si tratta di chi, pur abilitato in diritto, greco o filosofia, è stato assegnato ad un istituto comprensivo (scuola Primaria e Media), ma anche di quegli istituti che, pur avendo chiesto uno o più insegnanti di matematica si sono visti mandare dagli Uffici Scolastici Regionali uno o più insegnanti di educazione motoria (o altro). Una vergogna che, se adeguatamente portata a conoscenza dell’opinione pubblica, basterebbe da sola, in un Paese con una stampa attenta e non asservita al ‘Principe’ di turno, per sbugiardare completamente Renzi e la sua cd. ‘Buona Scuola’. L’Unicobas impugnerà questo contratto, palesemente anticostituzionale, mettendo in mora anche i ‘sindacati’ che lo hanno sottoscritto. Avvieremo immediatamente una valanga di ricorsi che, a costo di dover giungere sino alla Suprema Corte di Strasburgo, ci daranno il modo di imporre alla Corte Costituzionale di esprimersi su una legge che Mattarella per primo non avrebbe mai dovuto avallare. Abbiamo proclamato lo stato di agitazione ed avviato le procedure di conciliazione.

PRIMA LA PROTESTA CIVILE: 1) Cause su demansionamento e disparità di trattamento; 2) Blocco dell’elezione dei comitati di valutazione degli insegnanti: a) i Collegi dei Docenti si stanno già rifiutando di avvalersi del diritto di eleggere i due membri di propria competenza; b) i Consigli di Istituto stanno facendo altrettanto; 3) Indisponibilità a svolgere la funzione di ‘tutor’ (cosa che blocca l’alternanza scuola-lavoro).

POI LO SCIOPERO.

Stefano d’Errico (Segretario nazionale Unicobas)

https://www.facebook.com/notes/unicobas-scuola/accordo-mobilita-confederali-e-snals-accettano-chiamata-diretta-ed-ambiti-unicob/442522905953953

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Mobilità, arriva l’accordo Miur-sindacati sugli ambiti territoriali: presto il contratto

di Lucio Ficara – Lunedì, 25 Gennaio 2016

Sulla Buona Scuola si disse che la mobilità 2015/16 sarebbe stato un Vietnam: invece è arrivato addirittura l’accordo tra Miur e sindacati, esclusa la Gilda Insegnanti.

La notizia è di pochissimi minuti fa (le 22 di lunedì 25): Flc Cgil, Cisl, Uil e Snals hanno detto sì all’accordo politico per trasferimenti, utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del prossimo anno scolastico. Il contratto vero e proprio seguirà nei prossimi giorni.

Di sicuro, comunque, i sindacati hanno dato l’assenso sugli ambiti territoriali. Sulla decisione ha pesato qualche apertura dell’Amministrazione e soprattutto il fatto di non lasciare tutta la mobilità, compresa quella degli ATA, in mano alle decisioni unilaterali del Miur.

Si tratta di un accordo che prevede una intensa sequenza contrattuale, in cui l’Amministrazione si impegna a precisare molte cose rimaste ancora in sospeso.

Gli ambiti territoriali vengono comunque confermati ed entro febbraio saranno resi pubblici da tutti gli USR delle regioni italiane.
Ci sarà anche la chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici per tutti gli insegnanti che “finiranno” in un ambito territoriale.

Restano confermati gli accordi già raggiunti nei tavoli politici precedenti.
Le fasi della mobilità saranno dunque quattro.

Come saranno definite le fasi della mobilità? Vediamo.

Nella prima fase ci saranno i docenti che potranno trasferirsi, all’interno dello stesso comune di titolarità, da una scuola ad un’altra. In questa fase parteciperanno anche i docenti che eventualmente hanno perso il posto nella loro scuola di titolarità e si muovono a domanda condizionata o d’ufficio. Sempre nella prima fase ci sono anche i docenti che rientrano dopo essere stati fuori ruolo.

Poi c’è la seconda fase riferita ai docenti che chiedono trasferimento tra comuni diversi della stessa provincia; anche in questo caso la mobilità  avviene su scuola e non mediante ambito territoriale. In coda a questa fase, ci sarebbero anche i docenti neoassunti della fase  0 e A del piano straordinario di assunzioni a cui deve essere assegnata una scuola definitiva.

La novità che ha spinto la trattativa verso l’accordo, arriva dalla terza fase. Si tratta della fase dei movimenti interprovinciali dei docenti entrati in ruolo entro il 2014 che potranno chiedere un solo ambito territoriale e solo per la prima preferenza di scuola espressa; se c’è posto in tale scuola, potranno sperare di non finire nell’ambito territoriale. Se in tale scuola non ci sarà il posto disponibile, verranno scelti dal dirigente scolastico dell’ambito in cui verranno inseriti.

Infine c’è la quarta fase che riguarda i docenti neoassunti della fase B e C che, a quanto è dato sapere, saranno condannati agli ambiti territoriali. In questa fase c’è la distinzione dei neoassunti da GAE e da GM. I primi dovranno affrontare una mobilità obbligata su tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, i secondi invece si muoveranno sugli ambiti della regione in cui sono entrati in ruolo. Tutto il resto, a partire dai criteri di scelta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, sarà discusso in sequenza contrattuale.

http://m.tecnicadellascuola.it/item/17423-mobilita,-arriva-l-accordo-miur-sindacati-sugli-ambiti-territoriali-presto-il-contratto.html

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