Petizione inviata alla Commissione per le Petizioni di Bruxelles ADEGUAMENTO NORMATIVA ATA SULLA MOBILITA’ IN ALTRA PROVINCIA DEL PERSONALE INCLUSO NELLA GRADUATORIA di cui all’art. 554 del D.L.vo n. 297/94. E’ ormai imminente il rinnovo delle graduatorie ATA di terza fascia di circolo e di istituto per il conferimento di supplenze al personale amministrativo, tecnico e ausiliario statale degli istituti di ogni ordine e grado per il triennio 2014/17. ..

Tali graduatorie d’istituto sono infatti in via di aggiornamento e si evidenzia che il D.M. n. 104 del 10/11/2011 non prevedeva, in mancanza di una normativa adeguata, l’inserimento per il medesimo profilo del candidato, – già incluso altresì in Graduatoria Provinciale Permanente ATA – , nella medesima graduatoria di provincia diversa per cui si concorre, ma occorre depennarsi dalla Graduatoria Provinciale Permanente di origine, e procedere concorsualmente all’ inserimento in terza fascia di altra provincia,per il successivo inserimento in Graduatoria Provinciale Permanente ATA. Un quesito segnalato già al MIUR sul quale il Ministero si è pronunciato limitatamente alla vigenza delle graduatorie d’istituto del triennio 2011/2014, senza apportare alcuna modifica rilevante alla normativa sul personale ATA per coloro i quali già inseriti in Graduatoria Provinciale Permanente ATA chiedono, forzatamente, l’inserimento in terza fascia ATA di altra provincia, – unica via possibile – per re-inserirsi in Graduatoria Provinciale Permanente ATA della medesima provincia per la quale si concorre per l’accesso ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA della scuola, di cui all’art. 554 del D.L.vo n. 297/94. In tal senso occorre ricordare che secondo il MIUR la partecipazione al concorso dei 24 mesi, ovvero l’inserimento o aggiornamento nella graduatoria provinciale ATA di altra provincia era possibile a condizione che fosse stata almeno pubblicata la Graduatoria provvisoria di terza fascia di circolo e di istituto, quindi una fascia di livello inferiore e per gli stessi profili per cui il candidato risultava già incluso nella graduatoria di cui all’art. 554 del D.L.vo n. 297/94, ovvero prima della scadenza del concorso dei 24 mesi per il quale il candidato concorreva e per cui di solito concorre ogni anno. Ma sorge spontanea una domanda, e se la pubblicazione della Graduatoria provvisoria di circolo e d’istituto di terza fascia avviene dopo la scadenza del concorso dei 24 mesi il candidato già inserito nella Graduatoria Provinciale Permanente ATA della provincia di origine deve aspettare un altro anno per reinserirsi, e se nel frattempo le medesime Graduatorie per volontà politica o concertativa con le OO.SS. e le parti sociali, fossero trasformate ad esaurimento al fine di accelerare i processi di stabilizzazione, già fortemente in ritardo, vista la mancata attuazione della Dir. 1999/70/CE recepita dal D. Lgs 368/01 il candidato di fatto correrebbe il rischio di restare fuori dalla Graduatoria Permanente perdendo tutta l’anzianità maturata, tutti i diritti acquisiti, considerato che le graduatorie di terza fascia di circolo e di istituto non sono state istituite ai fini della graduale immissione in ruolo del personale ivi incluso, ma utilizzate dai Capi di istituto per il conferimento di supplenze temporanee, brevi e saltuarie, ovvero nei casi di sostituzione temporanea del collega assente.
Ciò a mio parere è lesivo del diritto al lavoro, del diritto alla dignità della persona, e del diritto alla salute, se consideriamo che si tratta di precari ATA inclusi in Graduatoria Provinciale Permanente con non meno di 24 mesi di servizio statale, che nella stragrande maggioranza dei casi è di almeno 36 mesi, il cui diritto all’inclusione nella graduatoria medesima è presupposto imprescindibile di futura trasformazione del contratto a durata indeterminata, che nel passaggio da una provincia all’altra viene violato per un periodo indefinito, rendendo incerto il successivo reinserimento, un percorso ad ostacoli, tortuoso e con evidenti insidie che spesso scoraggia migliaia di precari ATA a cambiare provincia, frutto di una normativa lacunosa e lesiva, e in contrasto con quella che regola il personale docente, che nell’eventualità di cambiare provincia ai fini dell’immissione in ruolo, basta il solo aggiornamento e trasferimento di solito ogni 3 anni in provincia diversa da quella di appartenenza a pettine, cioè secondo il punteggio maturato, senza doversi depennare dalla Graduatoria ad Esaurimento e reinserire successivamente.
Vogliamo dunque sottolineare che venga sanata tale disparità di trattamento tra Docenti ed ATA ponendo rimedio a tale incomprensibile ed assurda situazione consentendo ai precari ATA di non perdere i diritti acquisiti e permettendo loro di spostare la domanda in qualsiasi provincia d’Italia senza alcuna difficoltà, perché non siamo ne candidati di nuova inclusione, ma precari storici i cui diritti acquisiti non vanno assolutamente violati e calpestati e non di meno cittadini europei.
Sarebbe dunque auspicabile che il bando di terza fascia ATA non fosse lo strumento attraverso il quale i precari ATA storici devono cambiare provincia ai fini dell’inclusione in altra Graduatoria Permanente e resta difficile comprendere come a tutt’oggi nessun Governo sia riuscito a porre rimedio a tale evidente assurdità. Ciò detto, mi sembrava opportuno informare la Commissione per le Petizioni di Bruxelles di questa ulteriore ingiustizia perpetrata nei confronti dei precari ATA della scuola italiana e mi auguro che tale iniziativa possa servire da stimolo, attraverso il vostro contributo, allo Stato italiano per meglio normare la materia.
Distinti saluti

Mario Di Nuzzo