Serata di sonorità iberiche al Teatro Massimo Bellini nello spettacolo del 2 dicembre (con replica il 3) che ha visto come protagonisti il direttore Sergio Alapont e il mezzosoprano Isabel De Paoli…

Interessante il programma che prevedeva la Suite española op. 47 di Isaac Albéniz, della quale sono state eseguite solo tre sezioni; Siete canciones populares españolas di Manuel de Falla; la Suite n. 2 dal balletto El sombrero de tres picos sempre di de Falla ed infine, dulcis in fundo, il Boléro di Maurice Ravel.

Vincitore del Concorso Internazionale per direttori d’orchestra di Granada, Sergio Alapont è Direttore Principale dell’Orchestra Manuel de Falla, Direttore Artistico del Benicassím Opera Festival e uno dei direttori più emergenti della sua generazione. E al Bellini, probabilmente perché la musica spagnola ce l’ha per origini nel sangue, ha dato buona prova di sé con una interpretazione briosa, mai sopra le righe, che ha conferito al tutto una feconda unitarietà d´atmosfera, ottenendo dallOrchestra del Bellini toni ben calibrati che si sono dispiegati in una gamma molto ampia di sonorità.

Gesto chiaro, indicazioni precise nella gestualità e soprattutto un’idea definita delle sonorità e dell’interpretazione voluta; non si può dire che ad Alapont manchino energia e personalità da vendere e che non le abbia estrinsecate in questa occasione.

Fluidità di grande efficacia, dunque, che è sfociata in un clima vivace creato da una bacchetta incisiva e ricca di inventiva.

Convincente anche la prova di Isabel De Paoli, considerata uno dei giovani mezzosoprani italiani più promettenti, che si è rivelata artista di grande presenza e intelligenza scenica, padrona di una bella voce e di buone doti interpretative. L’orchestra del Bellini, formata da validi elementi, fa bene, ma potrebbe raggiungere vette maggiori con prove più numerose prime dell’esecuzione.

Bis con la parte conclusiva del Bolero di Ravel che ha chiuso con deciso brio un altrettanto brioso concerto.

Silvana La Porta