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Buona Scuola. Comizio finale con … orchestra da camera

📅 Pubblicato il 25 February 2015 • 🎓 Polo Didattico AetnaScuola
Archivio Storico AetnaScuola A cura di Vincenzo Pascuzzi • Pubblicato originariamente su AetnaScuola.it

La scuola sarà crocifissa di venerdì, come Gesù Cristo, così lascia intendere il preside Stefano Stefanel nella nota titolata “Prima che il gallo canti” con riferimento evangelico all’apostolo Pietro.

Buona Scuola. Comizio finale con …. orchestra da camera

di Vincenzo Pascuzzi – 25 febbraio 2015

La scuola sarà crocifissa di venerdì, come Gesù Cristo, così lascia intendere il preside Stefano Stefanel nella nota titolata “Prima che il gallo canti” con riferimento evangelico all’apostolo Pietro.

Più volte il governo ha già preannunciato il ricorso a uno o più decreti-legge e a un disegno di legge-delega, fa parte dell’approccio volto a sondare e anestetizzare. Da più parti e ripetutamente è stato fatto osservare che non esistono le condizioni di necessità e urgenza che giustifichino il decreto invece che la legge normale, tanto più in un ambito complesso come quello scolastico. Ma Renzi e c. non sentono ragioni, vogliono asfaltare con la velocità le critiche, tutte sgradite e mal-accette, al loro progetto bellissimo e luccicante di riforma. Insomma mostrano comportamenti primitivi tra l’impuntatura isterica e il capriccio infantile, sembrano incattiviti dalle numerose voci contrarie e ancora di più dal progetto alternativo della Lip.

Perciò è facile profezia quella del preside friulano sulle “grida d’allarme e i richiami alla Costituzione tradita” che sicuramente si leveranno “fin dai primi minuti dopo l’emanazione dei provvedimenti” e poi sullo “uno scontro frontale senza grandi possibilità di mediazioni”.

Richiamare gli “Anni Settanta del secolo scorso” come termine di paragone con il presente e ancor più con il futuro prossimo di Buona Scuola nominale, è controproducente e significa darsi la zappa sui piedi. La situazione era sicuramente migliore allora 40 anni fa e lo era ancora fino a 20 anni fa quando le risorse destinate alla scuola erano ancora pari al 5,5-6% del pil nazionale (mentre ora sono scese al 4-4,5%).

Appare arbitrario e un po’ vanesio auto-attribuirsi l’etichetta di “progressisti” e marchiare gli altri come “conservatori”. Un cambiamento qualsiasi e il trascorrere del tempo non costituiscono, di per sé, progresso. Va dato atto a Stefanel del riconoscimento, a coloro che criticano sia la riforma governativa sia la modalità renziana di gestione, di essere “parte consistente del mondo della scuola” e di costituire “una vasta gamma di operatori della scuola”. Meno consistente appare lo schieramento pro-riforma anche se in esso confluisce una parte dei presidi o d.s. È importante rimarcare che la riforma è palesemente calata dall’alto, ma il governo assurdamente pretende che non si dica e che si dica invece il contrario! Qualcosa come i contributi scolastici volontari ma obbligatori!

Vorrei stimolare Stefanel e i “progressisti” a commentare il comizio di chiusura con …. orchestra da camera e che ha visto come protagonista lo stesso Renzi, il 22 febbraio scorso (giorno del 1° anniversario!), in un piccola sala con solo 400 comparse – non meglio individuate – a fare la claque, senza un reale dibattito, né possibilità di confronto, tanto meno di dissenso o rifiuto. Renzi che parlava andando avanti e indietro sul palco, alla maniera di Maurizio Crozza  o di un novello Nerone senza cetra, si è esibito in una “supercazzolade” (l’azzeccatissima definizione è di Gianfranco Nosconi e Sebastiano Valentino Cuffari), ha cioè fatto uno spot di auto-promozione, quasi come Giovanni Rana con i tortellini. Puglisi, Faraone, Giannini, chiaramente imbarazzati e a disagio, facevano da superflua tappezzeria.

“I veri nodi però sembrano altrove”, questa osservazione è valida, fondata e manifesta però la contraddizione di chi è favorevole alla riforma (magari perché sedotto dai maggiori poteri attribuiti ai presidi). La ipotesi di riforma – ricordiamo, raffazzonata in soli due mesi estivi da una decina di volenterosi collaboratori giovani ma poco esperti del settore – è essenzialmente di facciata, si prefigge di intervenire alla buona, sbrigativamente e d’autorità su problemi annosi e complessi, quasi “solo su organici e docenti” perdippiù con provvedimenti che si preannunciano inadeguati e “non si va a toccare il nocciolo culturale della questione” in quanto mancano palesemente scelte strategiche di medio lungo termine, come sono i tempi della scuola.

Da sottolineare la contraddizione vivente, il voltafaccia, il tradimento delle promesse elettorali Pd impersonato – nella “supercazzolade” del 22 febbraio – da Francesca Puglisi che a febbraio 2013 (anniversario questo passato sotto silenzio) aveva elaborato il documento “L’Italia giusta. Dove il futuro si prepara a Scuola”. Programma elettorale che appare più serio, organico, realistico del fascicolo “Buona Scuola”, e dove si trovano indicatori numerici significativi e monitorabili quali: “Vogliamo riportare gradualmente l’investimento almeno al livello medio dei Paesi OCSE (6% del Pil)” e “il nostro Paese ha bisogno di raddoppiare il numero dei laureati (20,3% nel 2011 – 30/34 anni) e dimezzare la dispersione scolastica (ora al18,8%.) entro il 2020″. Il programma “L’Italia giusta” già dimenticato è stato definitivamente sotterrato.

Riguardo i “veri nodi” segnalati (esami di stato conclusivi, percorsi didattici flessibili, valutazione), va detto che andrebbero, anzi andavano,  affrontati a prescindere dalla riforma e ricercando il coinvolgimento e il consenso del mondo della scuola. Ovviamente di nodi ne esistono diversi altri a cominciare dai controsoffitti che si ostinano a cadere uno a settimana, fino alle retribuzioni dignitose chieste a Renzi da Daniele Manni.

Infine, qualcosa sul rapporto di pretesa causa-effetto tra scuola e disoccupazione. Francesco Paolo Magno ha già così argomentato: “A Stefano Stefanel ricordo l’osservazione del grande pedagogista Raffaele La Porta: se c’è un fortissimo iato tra la preparazione (che la Scuola fornisce agli allievi), e la possibilità di trovare un’occupazione nel mondo del lavoro, questa frattura non dipende dalla Scuola, ma dal sistema produttivo, che è incapace di fornire lavoro a tutte le persone idonee” e ancora altro sul gruppo Facebook Lip Lip UrrààA !! Si può aggiungere che a governo, Miur e ad altri fa gioco, conviene accusare e colpevolizzare la scuola (e gli insegnanti) perché così si auto-assolvono. Poi in genere, quasi sempre ci si riferisce alla scuola in termini vaghi, complessivi che però alludono implicitamente ai docenti in quanto interfaccia immediata e concreta con studenti e famiglie.

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Link

 

Prima che il gallo canti

http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=56281

La supercazzolade #labuonascuola

http://www.metronews.it/15/02/24/la-supercazzola-de-labuonascuola.html

L’Italia giusta. Dove il futuro si prepara a Scuola

http://www.partitodemocratico.it/doc/248683/litalia-giusta-dove-il-futuro-si-prepara-a-scuola.htm

#riformabuonascuola, troppi nodi ancora da sciogliere

http://www.tecnicadellascuola.it/item/9661-riformabuonascuola,-troppi-nodi-ancora-da-sciogliere.html

Renzi, la messa in scena dell’ascolto sulla riforma

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/23/renzi-la-messa-in-scena-dellascolto-sulla-riforma/1449069/

‘Ecco la buona scuola’, lettera aperta di Daniele Manni al premier Renzi

http://www.ansa.it/lifestyle/notizie/societa/best_practice/2015/01/01/ecco-la-buona-scuola-lettera-aperta-al-premier-renzi_c42777f0-aecd-4375-91e7-4d6e7f8e03cf.html

Puglisi (PD) “Manni tra le 1000 persone per la riforma”

http://www.orizzontescuola.it/news/puglisi-pd-manni-1000-persone-riforma

Anche la siracusana Anna Deluca nei “1000” voluti da Renzi per la riforma della “Buona Scuola”

http://www.freejournal.it/?p=5476

Lip Lip UrrààA !!

https://www.facebook.com/groups/946095802114211/

Per la scuola non basta uno slogan

http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=3KBZVA&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1

Ma quale buona scuola

http://www.lastampa.it/2015/02/24/cultura/opinioni/l-editoriale-dei-lettori/ma-quale-buona-scuola-1whbKYiQmpFS12U3nfo5uK/pagina.html

Buona Scuola: un anno di sole chiacchiere

http://www.retescuole.net/senza-categoria/buona-scuola-un-anno-di-sole-chiacchiere

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