Altra dichiarazione che lascia un po’ stupiti è quella relativa alla cancellazione degli scatti per anzianità: il Ministro dice che si tratta di una provocazione contenuta nel piano Buona Scuola.
Buona Scuola: qualche dubbio sui numeri, ma non solo
di Reginaldo Palermo – Venerdì, 30 Gennaio 2015
Urgono chiarimenti: quanti saranno i posti di organico funzionale? Lascia perplessi anche l’idea di introdurre il metodo CLIL nella primaria per poi abbandonarlo alla secondaria di primo grado. Curiosa battuta di Stefania Giannini sulla cancellazione degli scatti di anzianità: “Era solo una provocazione”
Nell’intervista rilasciata dal Ministro al Corriere della Sera c’è qualcosa che non torna del tutto.
Il dato più strano riguarda il numero delle assunzioni: Giannini parla di 50mila posti per coprire le cattedre e il Corriere ne deduce che gli altri posti (90mila almeno) sarebbero destinati all’organico funzionale: due docenti per istituto, scrive la testata; delle due l’una: se si tratta davvero di 2 insegnanti per istituto, allora l’organico funzionale sarà di soli 17-18mila posti. Ma è anche probabile che ci si debba riferire ai plessi: in tal caso il conto tornerebbe.
Certo è che pensare che un istituto comprensivo di medie dimensioni possa avere un organico funzionale di una ventina di docenti, c’è da essere perplessi (e non poco). Se poi addirittura si pensa organici di rete bisognerà pensare che ogni rete di scuole potrebbe trovarsi a gestire qualcosa come 80-100 insegnanti assegnati all’organico funzionale.
E siccome per gestire i docenti è necessario il personale di segreteria viene da chiedersi come si riuscirà a fare quadrare i conti, visto che la legge di stabilità prevede un taglio di 2mila posti Ata.
Un altro dato che incuriosisce è quello che riguarda l’introduzione del CLIL anche nella primaria.
Il Ministro annuncia che l’idea è quella di insegnare una materia (scienze sarebbe la più probabile) in inglese nelle classi IV e V; ma Giannini esclude che il metodo CLIL possa riguarda anche la secondaria di primo grado.
Insomma i bambini di 9-10 anni studierebbero scienze in inglese, poi si sospende tutto nei tre anni successivi e si riprende nella secondaria di secondo grado (sempre ammesso che ci sia personale adeguatamente preparato). Parlare di discontinuità è il minimo che si possa fare.
Altra dichiarazione che lascia un po’ stupiti è quella relativa alla cancellazione degli scatti per anzianità: il Ministro dice che si tratta di una provocazione contenuta nel piano Buona Scuola.
Peccato che fino ad ora sia il Ministro che il Governo abbiano ripetuto in diverse occasioni che questo è un punto qualificante nell’intera “riforma”.
Insomma, forse qualche chiarimento potrebbe essere utile, anche perché l’affermazione – fatta a 5 mesi di distanza – che la proposta del merito e della eliminazione del criterio dell’anzianità sarebbe una semplice provocazione potrebbe indurre di qui in avanti il mondo della scuola a non prendere troppo sul serio le proposte del Ministro e del Governo.
http://www.tecnicadellascuola.it/item/9069-buona-scuola-qualche-dubbio-sui-numeri,-ma-non-solo.html
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Alle Elementari le scienze in inglese
Il ministro Giannini: i nuovi assunti non possono cambiare sede per tre anni. La matematica? Il problema è la preparazione degli insegnanti
di Gianna Fregonara – 30 gennaio 2015
E’ conto alla rovescia per il decreto che entro la fine di febbraio dovrà fare la sintesi del progetto buona scuola.
Ministro Giannini, sono confermati i 140 mila assunti?
«Saranno tutti assunti il primo settembre e dovranno restare almeno tre anni nel posto che scelgono».
Cinquantamila circa copriranno le cattedre disponibili, gli altri ottantamila formeranno l’organico funzionale, in media due insegnanti in più per ogni istituto.
«Copriranno le supplenze, si occuperanno di alcune nuove competenze come la logica, l’educazione alla salute e all’ambiente e l’insegnamento lingua inglese, la lingua italiana per stranieri».
E’ prevista la formazione di questi prof? Con che fondi?
«Non subito, probabilmente durante l’anno. I fondi li troveremo, useremo i risparmi dell’abolizione delle supplenze. Ieri intanto ho stanziato altri 50 milioni per le spese correnti delle scuole».
Cosa cambia per i ragazzi?
«Il nostro è uno sforzo per traghettare la scuola dal Novecento al nuovo secolo, senza smantellare la base teorica che poggia sul sistema delle conoscenze. Aggiungeremo alcune competenze nel curriculum, ma quello che più ci interessa è che ci siano insegnanti preparati, motivati e aggiornati e che i singoli istituti funzionino. Saranno i bambini che inizieranno l’anno prossimo le elementari quelli che beneficeranno del tutto delle novità».
Che novità sono previste per le elementari?
«Nelle quarte e quinte oltre alla musica e all’educazione fisica con insegnanti specialisti da settembre ci sarà la possibilità di avere veri e propri professori di inglese che insegneranno, in compresenza con la maestra, una materia in inglese, il cosiddetto Clil».
C’è un numero sufficiente di insegnanti di lingua inglese? Nelle superiori sono dieci anni che si arranca e quest’anno i Clil per la maturità che doveva diventare obbligatorio non è partito…
«Abbiamo insegnanti per cominciare, poi si tratterà di orientare i concorsi, a partire dall’anno prossimo. So che ci vorrà del tempo,noi impostiamo un modello nazionale per la prossima generazione di insegnanti di inglese».
La materia in lingua inglese si farà anche alle medie?
«Per ora no. Ma i presidi potranno usare l’organico funzionale. Dal prossimo concorso avremo anche docenti di italiano come seconda lingua per i bambini non madrelingua».
Si è parlato di soglie o di quote riservate agli stranieri?
«No, direi di no. L’integrazione non è questione di quantità ma di qualità».
Scuola del futuro: non si può non parlare del digitale. L’Inghilterra ha introdotto due ore obbligatorie di programmazione alla settimana. E da noi?
«Ci rendiamo conto che non basta dare Ipad, computer o lim, né giocare con gli strumenti informatici. Ma non ci saranno ore di coding come disciplina, penso invece a lezioni di logica o a progetti specifici usando il personale a disposizione già alle elementari».
E alle superiori cosa cambierà?
«Arte sarà estesa con un’ora aggiuntiva in tutti e cinque gli anni dei licei, si sta studiando come inserirla nei tecnici e professionali, magari in modo facoltativo. Inseriremo anche un’ora di economia in terza e quarta superiore».
Gli studenti italiani sono in genere poco brillanti nelle materie Stem, cioè scientifiche, matematica in testa.
«Questo non è un problema di orario, ma di preparazione degli insegnanti e di condizioni dell’apprendimento».
Il Pd ha votato un risoluzione sul curriculum personalizzato, la riforma lo prevede?
«No, non si potrà personalizzare il curriculum. Ma con l’organico funzionale ogni scuola può ampliare la propria offerta e proporre progetti e materie in più».
Sugli scatti di merito ai prof avete fatto dietrofront?
«No, la proposta della buona scuola era provocatoria. Circa un quarto dello scatto sarà di anzianità, il resto sarà calcolato con i crediti guadagnati nel triennio dagli insegnanti. Mi piacerebbe che ci fossero dei criteri nazionali che se raggiunti daranno il diritto alla parte di scatto di merito».
In Italia non ci sono prof giovani. E i 140 mila precari non abbassano l’età media.
«Vogliamo smaltire le graduatorie e dal prossimo concorso avremo insegnanti più giovani e preparati per le esigenze della scuola del futuro. Tra dieci anni l’età media sarà scesa di almeno 3-4 anni».
Che cosa farete contro l’abbandono scolastico, vera piaga del sistema italiano?
«Non c’è una misura specifica, ma vorrei ripartire dal lavoro della Moratti sugli istituti professionali, aumenteremo le ore in azienda, da 70 a 200 nel triennio dei tecnici, al Sud cercheremo di coinvolgere anche il pubblico. Sarà determinante l’organico funzionale».
Nel decreto non c’è la riforma dei cicli, della scuola media. Perchè?
«Se non hai scuole autonome e un organico responsabile, cambiare l’ordinamento non serve a nulla. Vedremo più avanti».
I suoi rapporti con il Pd non sono idilliaci.
«C’è una certa cacofonia ma io lavorato bene sia con il sottosegretario Reggi che con Faraone. Il Pd tende giustamente ad essere molto protagonista».
30 gennaio 2015 | 07:40
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