un surplus di lavoro per dirigenti e segreterie [e prevedibilmente anche degli Studi Legali], con buona pace del principio della semplificazione amministrativa.
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Un accordo che consente a questi sindacati complici di continuare a proclamarsi difensori dei docenti attraverso il “superamento delle criticità” della legge, e che invece legittima la chiamata diretta e lo strapotere che sarà appannaggio dei dirigenti scolastici.
Cgil, Cisl e UIL collaborano con Renzi e Faraone per realizzare la chiamata diretta
di USB – 8 luglio 2016

Sulla chiamata diretta USB Scuola si è già espressa e ha messo in campo iniziative di lotta dai tempi del tentativo di sperimentazione lombarda. Oggi, alla luce del raggiunto accordo tra il MIUR e le OOSS “rappresentative”, siamo ancora più convinti che il sistema messo in atto rappresenti la trasformazione definitiva delle scuole in aziende dominate da una logica gerarchica e clientelare.
La scelta dei docenti da parte del Dirigente scolastico avverrà sulla base di alcuni indicatori stabiliti a livello nazionale, tra i quali il dirigente scolastico sceglierà i più adeguati alla propria azienda, stilando una graduatoria di istituto sulla base del numero dei requisiti/indicatori posseduti dai candidati. Rimane nella facoltà del dirigente scolastico realizzare il colloquio così come stabilito dalla legge 107.
A CGIL, CISL, UIL e SNALS questo accordo piace e la sequenza contrattuale verrà firmata a breve. Un accordo che consente a questi sindacati complici di continuare a proclamarsi difensori dei docenti attraverso il “superamento delle criticità” della legge, e che invece legittima la chiamata diretta e lo strapotere che sarà appannaggio dei dirigenti scolastici. Con questo accordo si aprono le porte a una vera e propria corsa alla certificazione (i 500 euro serviranno proprio a questo…), rilasciata dagli enti accreditati controllati dagli stessi sindacati o indicati dal caro dirigente scolastico interessato alla “formazione” dei propri insegnanti/dipendenti, trasformando la carriera del docente in una funambolica accumulazione di titoli e togliendo qualsiasi valore al lavoro che ogni giorno si porta avanti faticosamente nelle classi.
USB Scuola vede le “criticità” come inaccettabili pericoli e il “superamento” dichiarato dai sindacati complici come un mero specchietto per le allodole. Questo accordo non consentirà di superare i rischi del clientelismo, non permetterà di evitare le discriminazioni, non salverà gli insegnanti dalla ricattabilità e dall’abuso di potere, contribuirà solamente a far aumentare servilismo e sottrazione di diritti.
Non si può superare l’orrenda legge 107 con un accordo al ribasso, non si possono emendare le derive autoritarie dei dirigenti scolastici, non si può correggere la totale assenza di un progetto didattico-pedagogico e di un’idea di come si fa scuola, si può solo cancellare la Legge 107 ed è per questo che abbiamo raccolto con i comitati cittadini più di 500 mila firme per i referendum contro la “Buona scuola”!
Noi come USB manteniamo la nostra coerenza, non giochiamo come la Flc- CGIL sulla pelle dei lavoratori della scuola, ingannandoli con una raccolta firme per un referendum contro la chiamata diretta, per poi nello stesso giorno in cui si depositano i quesiti, firmare l’accordo sulla chiamata diretta consentendo così al sottosegretario Faraone di inneggiare alla “svolta epocale”.
Noi continuiamo a combattere seriamente e a denunciare la firma di questi finti accordi che non salveranno alcun docente e metteranno a serio rischio la libertà di insegnamento nel nostro Paese.
http://scuola.usb.it/index.php?id=20&tx_ttnews[tt_news]=89602&cHash=5df16bd95d&MP=63-1027
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un surplus di lavoro per dirigenti e segreterie, con buona pace del principio – anch’esso affermato dalla legge di riforma – della semplificazione amministrativa.
Accordo sull’assegnazione dei docenti alle scuole: un altro attacco all’autonomia.
di ANP – 7 luglio 2016
Apprendiamo dall’odierno comunicato del MIUR, relativo all’intesa che sarebbe stata raggiunta in data 6 luglio con le OO.SS. circa le modalità di assegnazione dei docenti alle scuole, che la sequenza contrattuale di cui all’art. 1 comma 5 del CCNI sulla mobilità sottoscritto l’8 aprile 2016 prospetterebbe … una nuova sequenza contrattuale!!!
Tale sequenza dovrebbe definire, a livello nazionale, un elenco di requisiti (in effetti dovrebbero essere criteri, secondo la Legge 107/2015) in base ai quali verrà effettuata l’assegnazione dei docenti alle sedi scolastiche. Sembra che i dirigenti dovranno scegliere quattro requisiti dall’elenco per ciascun posto di insegnamento (non è chiaro al momento perché proprio quattro), in coerenza con il PTOF della scuola, sulla base dei quali formulare la proposta di incarico triennale.
La procedura, secondo le anticipazioni fornite dal MIUR, sembrerebbe prevedere l’assegnazione del posto al docente in possesso del maggior numero dei requisiti nell’ambito dei quattro indicati. In caso di parità tra più docenti – situazione che si verificherà molto di frequente – la scelta dovrebbe essere obbligatoriamente effettuata in favore di quello col maggior punteggio nella mobilità (per gli assunti prima del 2016) oppure nella GAE (per gli assunti di quest’anno). Se il docente così individuato dovesse optare per un’altra scuola, il dirigente dovrà proporre l’incarico al secondo individuato e così via. Al termine della procedura i docenti rimasti senza sede saranno gestiti dall’USR.
Tutto questo, se confermato, comporterebbe un surplus di lavoro per dirigenti e segreterie, con buona pace del principio – anch’esso affermato dalla legge di riforma – della semplificazione amministrativa.
Non possiamo, inoltre, fare a meno di porci alcune domande.
- Può una sequenza contrattuale, definita a livello centrale, prevedere tutti i requisiti idonei a soddisfare le esigenze dei PTOF delle oltre 8000 istituzioni scolastiche autonome?
- E cosa succederà in quelle scuole i cui PTOF non fossero in linea con i requisiti centralmente definiti?
- È così che l’Amministrazione intende dare “piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59” come previsto dall’art. 1, comma 1 della legge 107/2015? Con un nuovo provvedimento centralistico – concordato con le OO.SS. di comparto – dal carattere contorto e basato, ancora una volta, su graduatorie costruite su titoli e anzianità che non sono garanzia di competenza?
- E che ne è delle prerogative dirigenziali – poste a garanzia dell’utenza – di scelta dei docenti in base alle caratteristiche di ogni singolo PTOF e alle specifiche esigenze della scuola e del territorio?
- E, dopo tutto questo, si pretenderà di valutare i dirigenti sulla base dei risultati conseguiti mediante personale che, nei fatti, non potranno scegliere?
L’ANP, non accettando questa logica, invita l’Amministrazione a non deludere le aspettative di una scuola diversa, suscitate con la promulgazione della Legge 107/2015, e a non ledere le prerogative professionali dei dirigenti scolastici, tutelate dai principi fondamentali dell’ordinamento.
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