Il più grande paradosso della scuola italiana. Ritardi ed errori del MIUR, costi esorbitanti e incostituzionali, domande sbagliate, nessuna possibilità di lavoro…

E’ questo il giudizio sui famigerati Tfa della parlamentare Silvia Chimienti, che, ricevute da molti giovani precari notizie sulle modalità di svolgimento dei Tirocini, nel suo intervento in Aula di ieri, 23 ottobre, ha così esordito: “Professori finalmente. Ma senza una cattedra. Il più grande paradosso della scuola italiana. Riguarda i vincitori del Tirocinio formativo attivo, il meccanismo di abilitazione che ha sostituito le vecchie SSIS, un percorso altamente selettivo, costosissimo, gestito in maniera indecente dalle università e che vede concorrere centinaia di migliaia di aspiranti a fronte di pochissimi posti banditi. Gli abilitati del primo ciclo del Tfa non hanno potuto spendere il loro titolo l’anno scorso perché non si sono aggiornate le graduatorie in tempo. Si sono visti sorpassare nelle supplenze dai non abilitati e ora attendono di essere convocati dalla seconda fascia delle graduatorie d’istituto.”

Continua poi la parlamentare: “Siamo quasi a novembre, ma in molte province non sono state stilate le graduatorie d’istituto, le graduatorie definitive. E non è tutto. Ora Renzi promette di assumere nel 2015 tutti gli abilitati delle Gae e di eliminare gli abilitati della seconda fascia. Al danno si è aggiunta la beffa. La situazione non è più tollerabile. Come se non bastasse è stato bandito un secondo ciclo di Tfa e anche questa volta, come nel 2012, si è assistito a ritardi sia nell’emanazione dei decreti che fissavano le date delle prove, errori nella formulazione delle domande dei test preselettivi, ricorrezioni successive, costi esorbitanti e incostituzionali per partecipare alle selezioni.”

Costi enormi non compensati da qualità dei servizi e possibilità lavorative: “In tutta Italia, quest’anno come due anni fa, migliaia di neolaureati hanno pagato enormi cifre per sostenere queste farsesche prime prove, fatte per far partecipare il maggior numero di persone e contemporaneamente impedire alla maggior parte la partecipazione alle seconde prove. Chi si assumerà le responsabilità di questi gravissimi errori nelle procedure? Come può il Miur pretendere di selezionare i docenti più meritevoli se coloro che formulano le domande delle prove sbagliano nel formularle?”

Duro e impietoso infine è il giudizio sui tirocini: “I Tfa non sono dei semplici concorsi per accedere all’abilitazione, i Tfa sono un’offesa al buon senso, alla dignità e all’intelligenza dei laureati italiani. Servono per fare cassa sui più deboli, illudendo le persone con una speranza che in realtà non esiste. I Tfa creano insegnanti che non potranno insegnare. Che Stato è uno stato che fa spendere soldi ai cittadini per formarli a una professione e poi nega loro l’accesso a quella stessa professione?”

Sic stantibus rebus, Il M5S annuncia perciò un’interrogazione parlamentare sugli errori compiuti dal Miur nella prova preselettiva Tfa II ciclo e rivolge un appello accorato al ministro Giannini per porre fine alla truffa legalizzata dei Tirocini formativi attivi.

Abilitati senza lavoro, graduatorie non ancora aggiornate, disparità di trattamento tra abilitati GAE e abilitati in II fascia. Bisogna porre fine alla truffa legalizzata dei TFA. Un obiettivo chiaro e ben definito di cui seguiremo tutti gli sviluppi.

Silvana La Porta