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Lunedì, 21 Maggio 2012


DICHIARAZIONE SULLE TRACCE (di Valter Oneili)
Postato da Vincenzo Pascuzzi   
Sabato 26 Giugno 2010 09:07

altNon temano, comunque, il ministro e i suoi collaboratori, noi continueremo, senza stancarci, a fare il nostro dovere di insegnanti, e non saremo mai equidistanti ma obiettivi; e l’obiettività, tra ebrei e nazisti, tra antifascisti e fascisti, impone di stare da una parte.

 

 

 

 

DICHIARAZIONE SULLE TRACCE

Di fronte alla traccia sul ruolo dei giovani nella politica, è inevitabile notare l’accostamento, senza alcuna specificazione, di un atto delinquenziale quale l’assunzione di responsabilità di un omicidio (quello di Matteotti) con l’alto significato di discorsi di due padri costituenti del valore di Togliatti e Moro.

Comunque passioni sarebbero quelle di un dittatore e dei suoi seguaci e quelle di due fondatori della nostra democrazia; lo stesso dovrebbe essere cancellare la libertà altrui, uccidere gli oppositori, inneggiare alla violenza e costruire regole di comune e civile convivenza, garantire il pluralismo, tutelare l’opinione di tutti. La stessa cosa l’olio di ricino e il manganello di ottusi teppisti e l’eroismo di chi, come Gobetti e altri (giovani appunto e nobilmente appassionati), morirono sotto i colpi di quella violenza. Genericamente e indistintamente “passioni”.

Il ministro e i suoi collaboratori non vogliono evidentemente ancora capire che essere fascista ed essere antifascista non è la stessa cosa. L’una cosa è degenerazione e intolleranza che devono ricevere ferma e rinnovata condanna, l’altra sì è passione, che dobbiamo coltivare e promuovere presso i giovani. È questo il dovere delle istituzioni e della scuola: non trasmettere morte nozioni e spoglie cronache ma promuovere e difendere valori e principi propri della nostra migliore tradizione culturale.

Non temano, comunque, il ministro e i suoi collaboratori, noi continueremo, senza stancarci, a fare il nostro dovere di insegnanti, e non saremo mai equidistanti ma obiettivi; e l’obiettività, tra ebrei e nazisti, tra antifascisti e fascisti, impone di stare da una parte.

Valter Oneili

Insegnante di Filosofia e Storia

Liceo Classico “Aristofane” di Roma