Lo stesso ministro Giannini aveva annunciato il varo dei decreti con l’inizio del 2015: adesso non c’è più tanta fretta e quell’appuntamento slitta di due mesi?

NON CALO RIFORMA DALL’ALTO, NOOO …. MA VE LA SCARAVENTO CON UN DECRETO

 

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Scuola: Renzi, non calo riforma dall’alto

3 settembre 2014

10:08 (ANSA) – ROMA – “Propongo che per un anno tutta Italia – destra, sinistra, nord, sud – discuta di come insieme vogliamo rifare la scuola, perché non la può rifare Renzi o il ministro: o la rifà una comunità o sarà l’ennesima riforma calata dall’alto”. Così il premier Matteo Renzi a Rtl.”Non facciamo come gli altri che hanno annunciato la riforma della riforma della controriforma e siamo tutti usciti matti. Con linguaggio semplice e tranquillo diciamo che la scuola è il valore più importante di un Paese”.

http://www.corriere.it/…/Scu…/03-09-2014/1-A_014494435.shtml

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Scuola, nessuna riforma calata dall’alto. Parola di ministro

01 settembre 2014

ROMA – La scuola che “torna a essere un ascensore sociale” e che consente ai ragazzi di “inseguire i propri sogni e non solo un posto di lavoro”. Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, e il responsabile Scuola del Pd, Davide Faraone, spiegano cosi’ la riforma scolastica che mercoledi’ approdera’ in Consiglio dei ministri. Giannini e Faraone sono saliti ieri sera sul palco della Festa nazionale dell’Unita’ a Bologna e hanno voluto subito tracciare un solco rispetto al passato. “La differenza sostanziale ad oggi e’ nel metodo- rivendica Giannini- e non e’ secondario. Di pomposo ho visto poco da parte del Governo e da parte mia sulla scuola. Di rivoluzionario ho visto che si parla della scuola col Paese prima dei provvedimenti legislativi”. Finora, sottolinea Faraone, “le riforme piovute sulla testa del mondo della scuola”.

Da mercoledi’, invece, sulle linee guida iniziera’ una consultazione “con bambini, ragazzi e insegnanti”. Tante le questioni sul piatto, a partire dal precariato che la riforma vuole in larga parte ridurre superando le supplenze. “Se c’e’ una cosa veramente dannosa- afferma il ministro- e’ non sapere a inizio anno qual e’ l’insegnante, che poi cambia a meta’ anno perche’ non rientra nell’organico di diritto. Questo significa che non abbiamo abbastanza insegnanti, che abbiamo un organico sottodimensionato”. Invece “la continuita’ didattica, quindi sicurezza nel numero e sicurezza nella stabilita’ del docente, e’ la base” per la programmazione scolastica. In questi anni, aggiunge Faraone, “purtroppo sono state costruite graduatorie per gli insegnanti con caratteristiche differente, per cui e’ nata una guerra tra persone che non dovrebbero essere in competizione tra loro”. Prima di tutto, quindi, “dobbiamo uniformare il modello di selezione dei docenti e riuscire a costruire le condizioni perche’ ogni istituto possa applicare una sua flessibilita’”. C’e’ poi il tema della valutazione degli insegnanti, su cui “c’e’ poco da inventarsi- afferma Giannini- non dobbiamo concorrere a un premio per l’originalita’, ma cerchiamo la soluzione per un mondo che merita di essere valorizzato e che da almeno 15-20 anni non lo e'”. Secondo il ministro, “valorizzare il lavoro dell’insegnante significa dare stipendi adeguati anche alle funzioni che ciascun insegnante svolge. E questo significa valutazione, premialita’ ma anche penalizzazioni: lo dico con molta serenita’”.

L’Invalsi, aggiunge Giannini, “e’ solo uno degli strumenti che serve a valutare la competenza degli studenti, ma non basta da sola. Perche’ pensare di legare alla valutazione degli studenti quella della scuola o degli insegnanti, sarebbe un errore madornale”. Ma le nuove linee guida della scuola riguardano anche la riforma del sostegno (“Si sta lavorando bene”, afferma Faraone), l’insegnamento delle lingue straniere che sia “competitivo nel mondo” e l’aumento di ragazzi che fanno un’esperienza di stage in azienda durante l’anno scolastica. “Oggi sono solo il 9%- sottolinea il ministro- ma vorremmo estenderlo a tutti. Per questo anche le aziende devono essere coinvolte e preparate”, perche’ al momento “meno dell’1% accoglie i ragazzi”. Con il rettore dell’Alma Mater di Bologna, Ivano Dionigi, in prima fila, Giannini apre anche una parentesi sui test di Medicina che dal 2015 saranno aboliti. “Non credo sia lo strumento migliore per scegliere i migliori studenti- afferma il ministro, raccogliendo l’applauso della platea- io non metto in discussione il principio sacrosanto della programmazione dei medici sulla base delle esigenze della societa’. Metto in discussione il metodo”. Invece dei test d’ingresso, Giannini pensa al modello francese dove gli studenti vengono valutati alla fine del primo anno e solo i migliori (“Quelli che hanno la vocazione”) continuano. “Non credo che questo sia un modo per dare potere di scelta ai baroni, anzi”, conclude il ministro.

http://www.diregiovani.it/…/33091-scuola-giannini-riforma-r…

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Faraone: “Una riforma non calata dall’alto per rendere la scuola moderna e funzionante”

“Il Pd, tra settembre e novembre, a partire dalla festa sulla Scuola di Orvieto, organizzerà una serie di eventi per raccogliere i contributi per migliorare la riforma”. Così il responsabile Welfare e Scuola Pd ha commentato la campagna di ascolto sulla scuola, lanciata oggi da Renzi

di Davide Faraone, pubblicato il 3 settembre 2014

“Per la prima volta una riforma della scuola che non viene calata sulla testa di insegnanti e famiglie ma che mette al centro dialogo e ascolto come elementi imprescindibili per costruire una scuola moderna e che funzioni. Valutazione, merito, riforma del sostegno, collegamento stretto con il mondo del lavoro sono i capisaldi del progetto”, lo ha dichiarato Davide Faraone, responsabile Scuola del Pd.

“Il Pd, tra settembre e novembre, a partire dalla festa sulla Scuola di Orvieto, organizzerà una serie di eventi e di iniziative per ascoltare e promuovere i contributi che serviranno per migliorare la riforma. Chiunque volesse offrire un contributo o proporre iniziative in merito – conclude – potrà farlo scrivendo a scuola@partitodemocratico.it.”.

http://www.partitodemocratico.it/…/faraone-una-riforma-non-…

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un’ennesima riforma calata dall’alto, senza il reale consenso della base che viene spacciata come frutto di una consultazione democratica.

FLC CGIL ATTACCA RENZI: SPOT. LA REALTÀ È CHE LA SCUOLA HA BOCCIATO LA RIFORMA

di Anselmo Penna – 11 gennaio, 2015

Duro attacco della FLCGIL sulla riforma Renzi. “La scuola non è uno spot – scrivono in un comunicato – la realtà è ben diversa”.

Il riferimento è al video messaggio che il premier ha reso pubblico al rientro dalle vacanze di natale per anticipare la fase due della riforma della scuola, quella dell’attuazione dopo la consultazione.

Il primo Ministro ha anticipato l’avvio dei lavori per la stesura di un Decreto e di un Disegno di legge che saranno resi pubblici a fine febbraio.
La FLCGIL ha tacciato il video come “vecchia propaganda”, dal “sapore vagamente millantatorio che, guardandosi bene dall’indicare nel merito obiettivi e contenuti, annuncia l’apertura di una misteriosa fase 2 del processo “democratico” di riforma”.

La realtà, secondo il sindacato, è cosa ben diversa. A dimostrarlo sarebbe il sondaggio realizzato da Quorum che ha dimostrato come la proposta del Governo non abbia riscontrato il successo che viene avanzato da Renzi.

Ed è soprattutto sul “merito” che la proposta del Governo accusa un duro colpo, con il solo 6% degli interrogati (poco più di 4mila) che risulta favorevole.

Per la FLCGIL si tratta, dunque, di un’ennesima riforma calata dall’alto, senza il reale consenso della base che viene spacciata come frutto di una consultazione democratica.

http://www.orizzontescuola.it/…/riforma-flcgil-attacca-renz…

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Scuola, Puglisi: “Sarà la prima vera riforma che nasce dal basso”

“Lo avevamo promesso: mai più riforme calate dall’alto sulla testa di insegnanti, personale scolastico, studenti e famiglie. Con la consultazione online ‘la buona scuola’ abbiamo rimesso al centro del dibattito pubblico i temi dell’educazione e dell’istruzione”

di Francesca Puglisi – 15 dicembre 2014

“Lo avevamo promesso: mai più riforme calate dall’alto sulla testa di insegnanti, personale scolastico, studenti e famiglie. Con la consultazione online ‘la buona scuola’ abbiamo rimesso al centro del dibattito pubblico i temi dell’educazione e dell’istruzione. Il Pd ci ha messo la faccia, la testa, il cuore e le gambe.

Ora continueremo a lavorare anche durante la fase di scrittura dei provvedimenti, coinvolgendo tutti i coloro che hanno a cuore la scuola e l’Italia. Sarà la prima vera riforma della scuola che nasce dal basso”. Lo ha dichiarato Francesca Puglisi, capogruppo Pd in commissione Cultura a Palazzo Madama, commentando i dati diffusi dal ministro Giannini sulla consultazione online ‘la buona scuola’.

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Decreto per la Buona Scuola entro fine febbraio: ma non è troppo tardi?

tuttoscuola.com – martedì 27 gennaio 2015

Nei giorni scorsi il premier Renzi ha spiazzato un po’ tutti con un annuncio sulla Buona Scuola: i decreti verranno varati entro la fine di febbraio. Un termine non lontano, ma neanche immediato, mentre il percorso per l’introduzione di novità importanti già dal prossimo anno scolastico richiederebbe di bruciare i tempi.

Dopo tutta la corsa per definire nella legge di stabilità 2015 le risorse per finanziare il maxipiano di assunzioni dei 148 mila, ora si procede con calma? Lo stesso ministro Giannini aveva annunciato il varo dei decreti con l’inizio del 2015: adesso non c’è più tanta fretta e quell’appuntamento slitta di due mesi?

Forse la materia da definire è più complicata di quanto si pensava e richiede maggior tempo per qualche consultazione riservata per evitare imboscate? Forse tra nuova legge elettorale, riforma del Senato ed elezione del Capo dello Stato c’è già un ingorgo normativo che può ostacolare il lancio della Buona Scuola?

Una cosa – comunque vada – è certa: il termine del 28 febbraio è troppo avanzato per evitare l’affanno delle nomine in ruolo a decorrere dall’inizio dell’anno scolastico.

Per un decreto legge emanato a fine febbraio si dovrà aspettare la fine di aprile per disporre formalmente della legge di conversione. E non è detto che i contenuti inizialmente inseriti nel decreto non vengano modificati o stravolti dal Parlamento in fase di approvazione.

Le disposizioni applicative potranno quindi essere emanate dal Miur verso la metà di maggio. Da quel momento potranno iniziare le complesse procedure di identificazione dei docenti aventi titolo, le loro indicazioni dei gradimenti di sede e, a seguire, le assegnazioni vere e proprie.

Per tutto questo basteranno due mesi? Forse no, considerati i tempi morti delle ferie estive. Se, comunque, le nomine in ruolo potranno essere definite entro fine agosto (con l’incognita dell’organico funzionale d’istituto), si avrà un ritardo nelle nomine di supplenza annua/fino al termine delle attività (un istituto che non sarà cancellato del tutto) con compromissione della regolarità di avvio delle lezioni (come capita peraltro da almeno vent’anni).

Non sarebbe un buon inizio per una Buona Scuola, a meno che non si decida di emanare subito il decreto.

http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=35110